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Livorno, lussa una spalla e minaccia di morte la fidanzata sedicenne
Il giovane è stato punito con il divieto di avvicinamento alla ragazzina. L'ultimo episodio è avvenuto a Santo Stefano
LIVORNO. Avrebbe lussato una spalla e minacciato di morte una sedicenne livornese. Per questo, un diciannovenne tunisino, è stato punito con il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei abitualmente frequentati. L’ultimo episodio violento, che ha comportato l’attivazione del codice rosso da parte del giudice, sarebbe avvenuto nel giorno di Santo Stefano e ha convinto palazzo di giustizia a imporre la misura cautelare dell’obbligo di restare lontano dalla giovane.
La decisione
I due si conoscerebbero da tre anni e a più riprese avrebbero intrattenuto una relazione sentimentale. All’inizio lui aveva 16 anni, lei 13. Nel luglio scorso ci sarebbe stato il primo episodio violento, con la lussazione della spalla dopo un’aggressione. Poi durante le festività natalizie le minacce di morte. Il diciannovenne, difeso dall’avvocata Barbara Luceri, è stato ascoltato in tribunale nell’ambito dell’interrogatorio di garanzia, ma ha sempre respinto ogni accusa, raccontando di non aver mai picchiato, né minacciato di morte, la fidanzata minorenne.
L’espulsione
Da un controllo il giovane è per altro risultato privo di permesso di soggiorno, motivo per il quale è stato preso in consegna dalla polizia di Stato e messo a disposizione dell’ufficio immigrazione della questura, diretto dal vicequestore aggiunto Claudio Cappelli. Gli agenti lo hanno poi accompagnato in un centro di permanenza per il rimpatrio nel Lazio, dal quale potrebbe essere poi rimpatriato in Tunisia.
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