Il Tirreno

Livorno

La tragedia

Muore a 56 anni per una malattia: lascia la figlia di un anno e mezzo

di Stefano Taglione
Riccardo Giorgi, morto a 56 anni
◗
Riccardo Giorgi, morto a 56 anni

Il livornese Riccardo Giorgi, ex pr e operatore ai check-in del Galileo Galilei, è cresciuto nel quartiere di Colline, in via Lorenzini

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Viveva per la sua bambina di un anno e mezzo. Era la sua gioia. È anche per lei, oltre che per se stesso, che negli ultimi anni ha lottato come un leone contro quel terribile tumore al pancreas. Che purtroppo alla fine ha avuto la meglio. Livorno e Pisa piangono la scomparsa di Riccardo Giorgi, 56 anni, operatore ai check-in e agli imbarchi dell’aeroporto Galileo Galilei, dove dopo anni di precariato era stato assunto in pianta stabile qualche anno fa, ed ex pr della mitica discoteca Alexander (conosciuta anche come Pepila club, Embasy o Carosello) di Tirrenia, per la quale negli anni Ottanta e Novanta era un punto di riferimento.

Giorgi, dopo essere entrato in coma a causa di complicanze provocate dalla terribile malattia, è morto in ospedale a Pisa nel pomeriggio di domenica 14 gennaio. I medici, purtroppo, non hanno potuto fare niente per salvarlo. Gettando nel dolore i suoi tantissimi amici. Non solo livornesi e pisani. Fra le fila di chi lo ha conosciuto ci sono anche tantissimi ragazzi di ogni parte d’Europa che hanno condiviso con lui l’Erasmus in Danimarca, Paese del Nord Europa dove il cinquantaseienne è tornato anche qualche anno dopo la laurea in lingue e letterature straniere (ottenuta sempre a Pisa) per lavoro. «Per me era un amico fraterno – così lo ricorda Daniele Lepri, che lo ha conosciuto in gioventù senza mai perderlo di vista – ed era una persona con il sorriso sempre fra le labbra, che non litigava mai con nessuno e non parlava mai male delle persone. Veramente la classica brava persona, che trovava sempre la maniera di andare d’accordo con tutti».

Proprio da giovani Lepri e Giorgi hanno condiviso la passione per le discoteche. «All’Alexander di Tirrenia – racconta l’amico – organizzavamo praticamente tutto, chiamavamo pure i deejay per le esibizioni. Lui ci sapeva veramente fare, era bravissimo». Dopodiché, pioniere fra i toscani, Riccardo aveva deciso di fare l’Erasmus all’esterno, aggiudicandosi una borsa del progetto europeo in Danimarca, dove ha conosciuto tantissimi colleghi di ogni parte del vecchio continente. Un’esperienza che gli è rimasta nel cuore. E lui, da bravissimo ragazzo qual era, è rimasto nel cuore degli altri. Non a caso, da Francoforte, è partito anche un amico conosciuto all’epoca, nel Nord Europa.

A Livorno il cinquantaseienne è cresciuto in via Lorenzini, nel quartiere di Colline. Dopodiché – prima di trasferirsi a Pisa, non lontano da corso Italia, la città dove lavorava e dove è nata sua moglie – ha abitato anche a Collesalvetti. Stava lottando contro il tumore da diversi anni e purtroppo, per lui, è stata una lenta agonia. Ma ha lottato sempre come un leone: «Ha affrontato la malattia a testa alta – prosegue Lepri – Riccardo è stato un guerriero». Vedere sua figlia di un anno e mezzo, la sua ragione di vita, lo ha spinto a dare qualcosa di più. A lottare per anni contro uno dei tumori peggiori in assoluto, quello al pancreas. «Riccardo era fantastico anche perché – conclude l’amico Daniele – se in una determinata situazione non conosceva nessuno, trovava sempre il modo di instaurare un dialogo, di parlare con tutti. Era un amico. È una tragedia, una persona veramente buona che non meritava certo questo epilogo. Ciao amico mio». Il funerale si terrà oggi pomeriggio a Pisa, alle 15, al cimitero della Misericordia di via Pietrasantina. l


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web