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Livorno, mandano un messaggio in bottiglia e lo trova un poliziotto di Gorgona: «Lo conserverò per sempre»

di Stefano Taglione

	Pierangelo Campolattano mostra la lettera e la bottiglia
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Pierangelo Campolattano mostra la lettera e la bottiglia

A spedirlo un babbo e le figlie. Sul biglietto inviato per l’Epifania c’era scritto: «È un giorno fantastico, siamo con nostro padre». L’agente vive in provincia di Grosseto

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LIVORNO. «Oggi è un giorno fantastico di felicità, siamo con nostro padre e mi piace esplorare. Vogliamo lanciare questo messaggi o per voi: oggi soffia un vento di scirocco e, quindi, con poche probabilità questa bottiglia riuscirà a prendere il largo e a giungere lontano. Noi ci proviamo comunque, un grande bacio a tutti». Firmato: Shasha, Nikita e Alma.

Un foglio chiuso in una bottiglia di vodka vuota. Spedito – secondo la data riportata nella lettera e stando a quanto confermato al Tirreno dallo stesso mittente – nel giorno della Befana dai Tre Ponti. Ed esattamente ieri, una settimana dopo, quel messaggio – che il genitore livornese ha spedito insieme alla due figlie – dopo pochi giorni di navigazione, spinto dalla corrente del mare, è stato ritrovato sulla spiaggia dell’isola di Gorgona, sede della colonia penale agricola, da un assistente capo della polizia penitenziaria, Pierangelo Campolattano, che era appena sbarcato sull’isola per tornare al lavoro dalla motonave “La Superba”, salpata da Livorno.

Il fotografo e sindacalista della Cisl, che vive in provincia di Grosseto, è stato attirato sull’arenile di fronte al porto dai suoi cani. E si è poi imbattuto nel simpatico manoscritto mandato, scoprirà dopo alcune ore, dal pescatore livornese Shasha Rosi e dalle due figlie Nikita e Alma dal lungomare labronico. Una lettera che conserverà per sempre. «Era una bottiglia di vetro, tipo quelle di limoncello (anche se in realtà era di vodka ndr) – racconta il poliziotto – e volevo prenderla per pulirla e versarci il mirto sardo, visto che io sono originario della Sardegna. Mi sono accorto che era sigillata e che dentro c’era questo biglietto legato a regola d’arte, con scritto “6 gennaio 2024”. Era ciò che si vedeva dall’esterno, aprirla non è stato semplice».

In un video, girato da un suo collega, Campolattano viene pure immortalato mentre la apre, leggendo in diretta la letterina. In fondo alla quale era pure riportato un numero di telefono, al quale però dall’altra parte nella diretta del filmato non risponde nessuno. «Aprirlo è stato un momento bellissimo – prosegue l’assistente capo della polizia penitenziaria – e ho pensato che ci fosse riportata una leggenda sulla Gorgona. Il nodo, fatto con un filo di un palamito, era stato realizzato da qualche esperto di mare (e in effetti Shasha, pescatore, esperto lo è eccome ndr). La bottiglia la conserverò per sempre».

Ieri pomeriggio, dopo ripetuti tentativi di mettersi in contatto con il mittente, Campolattano è stato richiamato. Dall’altra parte della cornetta il livornese Shasha Rosi, che gli ha passato anche una delle figlie che aveva confezionato il manoscritto. «Non mi aveva risposto all’inizio perché aveva paura che fossi qualcuno da un call center molesto – conclude divertito il poliziotto – poi ha letto il messaggio (non ha Whatsapp ndr) e mi ha richiamato. Spero di conoscerlo al più presto, è stato un evento veramente molto simpatico. Non mi era mai successo niente del genere».


 

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