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Livorno, addio a Stefano Mantovani: storico ultrà fondatore dei Fedayn. L'omaggio anche dai tifosi pisani

Livorno, addio a Stefano Mantovani: storico ultrà fondatore dei Fedayn. L'omaggio anche dai tifosi pisani

Aveva 58 anni e da qualche tempo viveva a Pisa, lavorando come manutentore di treni. Omaggio anche di alcuni supporter nerazzurri, i "nemici" sportivi, compagni della fidanzata della vittima che frequentava la curva dell'Arena Garibaldi

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LIVORNO È sempre rimasto fedele ai suoi valori, quelli dell’ultrà vecchio stampo. Un cuore amaranto vero, che pur di seguire il suo Livorno si è fatto trasferte lunghe due giorni e mezzo, come anni fa a Lecce, in Salento, durante un match infrasettimanale. Tanto che per omaggiarlo, alla camera ardente, nella mattinata del 14 gennaio sono arrivati a fargli visita anche alcuni tifosi del Pisa, i “nemici” sportivi, compagni di tifo della fidanzata Romina, che militava nella curva nord dell’Arena Garibaldi. «Stefano era uno che ti aiutava sempre, che in terra non ti ci lasciava mai», racconta l’amico Giovanni Danza. E aveva una storia importante alle spalle: nel 1983, insieme ad altre persone, fondò lo storico gruppo dei Fedayn, poi confluito nelle Brigate autonome livornesi.

Il mondo amaranto, e non solo, piange la scomparsa di Stefano Mantovani, 58 anni, morto nel suo appartamento di Pisa, dove abitava insieme alla compagna, a causa di un malore improvviso. Fidanzata tifosa del Pisa, motivo per il quale gli amici amaranto, che avevano un bellissimo rapporto anche con la compagna nerazzurra, ogni tanto lo prendevano affettuosamente in giro.

Il cinquantottenne lavorava nell’ambito ferroviario, come manutentore dei treni, motivo per il quale si era da tempo trasferito nella città della Torre pendente. Con i compagni di tifo non si perdeva una partita. «Era un ultrà di primo piano», lo ricorda Andrea Petta, uno dei supporter amaranto che ieri hanno esposto lo striscione a lui dedicato nella trasferta di Grosseto, conclusa con il punteggio di 1 a 1. «Con lui non avevo rapporti strettissimi – parla lo storico esponente della Nord Igor Nencioni, nel 2008 campione mondiale di lotta greco-romana agli iridati riservati alle forze di polizia e ai vigili del fuoco, con il gruppo del Tomei, ed europeo di Mma – ma me lo ricordo come una brava persona».

Ieri pomeriggio un gruppo di supporter labronici, fra cui Danza, visitando la camera ardente ha lasciato in dono una sciarpa del Livorno, che Mantovani porterà con sé per sempre. «Se lo meritava – prosegue l’amico Giovanni – i suoi valori erano sani, era rimasto lo stesso ultrà di quando aveva iniziato. Era il perno dei Fedayn, nonché un grande lavoratore. Ricordo, in particolare, una trasferta infrasettimanale che facemmo a Lecce, per una partita di Coppa Italia. Eravamo carichi a mille, lui a duemila, prese le ferie per venire dato ci volevano oltre 20 ore in pullman fra andata e ritorno. Non era una trasferta facile, visto che c’erano stati dei contrasti nella tifoseria locale e chi andava, come noi, doveva avere le “pallucche”, come diceva Fabio Bettinetti, un altro grande nostro tifoso che non c’è più».

I Fedayn erano lo stesso gruppo proprio di Fabio “Fabino” Bettinetti, l’esponente della tifoseria amaranto scomparso tre anni e mezzo fa e al quale è stata dedicata la curva Nord. Erano molto amici, loro due. Non solo compagni di fede. «Stefano era una persona generosa nel cuore, una persona vecchio stampo come si deve essere nel mondo del tifo organizzato – conclude Danza – La sua scomparsa ci ha colto di sorpresa, nessuno si sarebbe mai aspettato questo tragico epilogo».

 

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di Redazione web