Italia
Crociere in aumento, c’è il problema banchine: «Molte non attrezzate»
In uno dei moli (l’Italia) si scaricano anche legname e cellulosa e quindi non è riservato esclusamente alle "love boat". Ecco la situazione
LIVORNO. Banchine spesso non attrezzate, quasi mai riservate alle sole crociere. In attesa della riorganizzazione dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale, che riserverà l’area dell’Alto fondale alle “love boat”, non mancano purtroppo i problemi nell’accoglienza dei numerosi turisti che scendono dai giganti del mare. Che nel corso di quest’anno aumenteranno notevolmente rispetto al 2023, avvicinandosi ai livello pre-pandemia.
I dati
A rendere chiara la situazione, più di ogni altro aspetto, sono i dati raccolti dall’Avvisatore marittimo (e relativi all’anno scorso) proprio sugli ormeggi delle crociere. All’Alto fondale hanno attraccato il 47% delle navi, mentre il 23% sono state accolte al molo Italia. Quindici per cento degli accosti al molo Mediceo, il 12% al molo Capitaneria, poche manciate di transiti al molo Carrara e alla Calata Lucca. «Al momento – spiega Fabrizio Moniga, il responsabile dell’Avvisatore marittimo di Livorno, la stazione costiera che ha raccolto i dati pubblicati dal Tirreno – l’Alto fondale è dedicato a un traffico misto, non solo delle crociere, ad esempio alla radice attraccano le navi Eco della Grimaldi, quelle dedicate ai Ro-Ro». Le carenze infrastrutturali, al momento, costringono l’Authority a ospitare le “love boat” dove c’è posto, soprattutto nei giorni in cui i passaggi sono quattro o cinque insieme. Con i bus della Porto 2000, poi, i crocieristi si spostano in via Cogorano, dove sorgerà l’hub dell’accoglienza, e da lì la scelta se rimanere in centro o spostarsi in pullman verso il resto della Toscana, facendo quelle escursioni organizzate dalla compagnia che poi sono anche il motivo per cui il turista sale sulla nave stessa, girare il mondo non solo via mare, ma anche via terra.
«Pochi servizi»
Il problema di alcune banchine, una è il molo Italia nord, è l’assenza di servizi dedicati ai crocieristi. L’unica utilità spesso è il pullman che, sottobordo, li raccoglie e li porta a ridosso di piazza del Municipio. «Il molo Italia nord è un accosto pubblico, mentre il sud è in concessione – prosegue Moniga – e in virtù della sua grandezza può ospitare grandi navi anche quando l’Alto fondale è pieno. Però, se almeno in quest’ultimo accosto c’è il capannone adibito a stazione, al molo Italia non c’è nemmeno quello. Vi si scaricano anche legname e cellulosa». Peggio ancora alla Calata Lucca, dove tuttavia l’ormeggio è stato veramente raro. Lì, proprio, non c’è alcun servizio per i crocieristi.
Banchine in centro
Il moli Capitaneria e Mediceo sarebbero i migliori da questo punto di vista, dato che da qui i turisti potrebbero raggiungere il centro a piedi; ma hanno due problemi: lunghezza massima delle navi 180 metri per quello davanti alla guardia costiera, quindi tanto per fare un esempio le Msc non potranno mai ormeggiarci, e occupazione dei traghetti soprattutto nel periodo estivo l’altro. «Realtà come il molo 75 (utilizzato anche per lo sbarco dei migranti e vicino al centro ndr) si presterebbero bene all’accoglienza delle crociere – conclude Moniga – però non sono attrezzati e anche la passeggiata verso il centro non è agevole. Sicuramente c’è carenza di spazi in porto, su questo non c’è dubbio, ma alcune banchine si potrebbero magari attrezzare, seppur non in via esclusiva, per questo tipo di accoglienza». l
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
