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Livorno

Le preoccupazioni

Crociere in aumento a Livorno, Ribechini: «Il 2024 l’anno nero della nostra salute»

Fumo dalle navi da crociera (foto d'archivio)
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Fumo dalle navi da crociera (foto d'archivio)

L’allarme dell’associazione “Porto pulito”: «L’inquinamento è già ora da record e la situazione peggiorerà. I livornesi spendono già quattro milioni per i danni delle "love boat"»

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LIVORNO. «Si persegue la strada opposta di Amsterdam, Barcellona o Marsiglia, che vedono nel traffico crocieristico più danni che benefici per la collettività. L’ultimo studio di settore ci dice che Livorno è l’ottavo porto europeo più inquinato dai fumi navali delle crociere. E una stima del professor Giuseppe Tattara dell’Università “Ca’ Foscari” di Venezia calcola che il costo sanitario sui livornesi sia intorno ai quattro milioni di euro l’anno (a causa di decessi, malattie croniche e cure relative, assenze dal lavoro etc. etc). Parliamo di quasi la metà dei ricavi che le crociere produrrebbero, secondo una valutazione basata sui dati forniti dall’Autorità di sistema portuale e dall’Irpet».

A spiegarlo è Luca Ribechini, presidente dell’associazione “Livorno Porto pulito Aps”, che da tempo mette in guardia sui pericoli derivanti dall’inquinamento delle grandi navi. «Senza contare l’inquinamento delle acque causato dagli scarichi di queste vere città galleggianti e quello indotto dalle decine di pullman che caricano e scaricano turisti diretti altrove – prosegue l’attivista – Da oltre un anno l’associazione chiede alle autorità di conoscere quale sia l’impatto di gas e sostanze tossiche (biossido di azoto, polveri sottili, metalli pesanti) che escono dalle ciminiere di queste enormi navi energivore. Colossi che ospitano migliaia di turisti e i loro comfort insostenibili (condizionatori, ristoranti, casinò, cinema, palestre, piscine, discoteche, centri commerciali e quant’altro) bruciando carburante fossile che poi respirano i residenti e i portuali. Non abbiamo mai ottenuto risposta e ci domandiamo se questo dipenda dal fatto che le autorità preferiscono non comunicarci la gravità della situazione o non la conoscano e non se ne preoccupino. Ci stupisce sentir parlare di ecosostenibilità ai massimi livelli senza minimamente affrontare un tema così rilevante. In assenza di banchine elettrificate (chissà se e quando entreranno davvero in funzione) il 2024 potrebbe essere un anno tragico per la salute dei livornesi che vivono e lavorano vicino al porto e non solo».

Ribechini chiede «quale sia il prezzo da far pagare alla nostra salute per alimentare un business a vantaggio dei soliti noti. Ed è anche l’ora di finirla col ricatto occupazionale: le crociere non portano beneficio alla città, perché un turismo mordi e fuggi produce un lavoro mordi e fuggi, sottopagato e precario. Livorno non ha bisogno di 400 navi e un milione di crocieristi che sciamano in mezza Toscana o si trattengono poche ore. Ne bastano 100 di navi (più piccole e con carburanti non inquinanti, filtri e predisposizione all’allaccio elettrico) per portare nelle spiagge e sulle colline chi vuole restare e fruire di un “turismo lento”. Vivendo appieno la loro esperienza, per alcuni giorni. Pernottando e fruendo di tutti i servizi ricettivi, ambientali e culturali di una città che ha potenzialità immense. E non vuole più ricoprire il ruolo deciso da altri: quello di terminale logistico di Firenze e Pisa e di una discarica (anche) di fumi navali tossici». l

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