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Livorno

I numeri

Senza la Darsena Europa il porto di Livorno non cresce più: tutti i dati del 2023

di Stefano Taglione
Il porto di Livorno (foto Franco Silvi)
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Il porto di Livorno (foto Franco Silvi)

Gli arrivi delle navi restano in linea con l’anno prima. Da un lustro la più grande non supera mai i 340 metri. L'ultima la Disney Dream

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LIVORNO. Una sostanziale tenuta del traffico marittimo. Con un aumento degli sbarchi dei container e una ripresa dei crocieristi, sebbene ancora lontani dai livelli pre-Covid. E, allo stesso tempo, un lieve calo dei Ro-Ro (-1,51% sulle auto nuove, -10,39% dei rotabili per un totale di 1.296 transiti, il 5,8% in meno) e minori carichi di grano e cellulosa. È un porto bloccato dai suoi limiti infrastrutturali quello di Livorno, che basa un quinto del suo traffico sui traghetti merci – i Ro-Ro, con Grimaldi fresca di acquisizione di Terminal Darsena Toscana, che comanda – anche se il 44% degli arrivi riguarda le navi passeggeri, forti della centralità della nostra città verso mete quali la Corsica e la Sardegna, destinazione molto importante quest’ultima anche dal punto di vista cargo.

I dati

I dati sono quelli diffusi dall’Avvisatore marittimo e abbracciano tutto il 2023. Le navi attraccate nel nostro approdo sono state 6.309 – una in più dell’anno precedente – e da un lustro a questa parte la più lunga che trasportava merci non ha mai superato i 336 metri, segno che il limite è stato toccato da tempo. Senza la Darsena Europa, e l’allargamento del canale di ingresso e i dragaggi, per i giganti del mare le manovre resteranno impossibili.

Le merci

Se il quadro complessivo è di stabilità, i numeri cambiano molto analizzando le varie tipologie di navi. Gli arrivi delle portacontainer salgono del 5,72% (da 594 a 628), con un aumento del tonnellaggio lordo del 16,46%: da 29.129.107 a 33.923.216, mentre i Ro-Ro sono in lieve discesa. Le navi con auto nuove sono rimaste stabili (da 332 a 327, quasi una al giorno), sui rotabili c’è stato un calo del 10,39% (da 1.011 a 906), mentre i container Ro-Ro sono passati da 33 a 36, sostanzialmente inalterati. Nel complesso il traffico Ro-Ro è sceso del 5,8%, non di molto, passando da 1.376 a 1.296 transiti. Stabili le gasiere (da 45 a 42, -6,67%), le chimichiere (da 386 a 369, -4,4%) e le navi passeggeri, in cui è compreso anche il Liburna per Capraia, con 2.673 arrivi contro i 2.691 dell’anno precedente (-0,67%). Il boom, che però è più una ripresa considerando i migliori dati pre-Covid, riguarda i crocieristi, passati dai 439.282 del 2022 ai 630.630 dell’anno scorso, con un incremento di navi non enorme (da 272 a 289, +6,25%), segno che sono aumentate le dimensioni delle “love boat”. Ma solo per fare un esempio, nel 2019, i passeggeri erano all’incirca 800.000, quindi molti di più. La nave più lunga in assoluto, fra l’altro, è una “love boat”: si tratta della Disney Dream, lunga 339,80 metri e larga 40,5, con un tonnellaggio netto di 104.345. Tornando al cargo calano i carichi di cellulosa (162 contro 175 navi, -7,43%), di grano (da nove a cinque, -44,44%) e di carta (da 13 a nove, -30,77%), anche se per queste ultime tipologie i numeri sono talmente bassi che, sul traffico complessivo, generano poche differenze.

L’analisi

Come anticipato il 64% del traffico del porto è fatto di traghetti passeggeri (44%, con quasi metà degli arrivi da Olbia) e Ro-Ro (20%), mentre i contenitori si prendono una fetta del 10%. Il resto sono rinfuse liquide (9%), solide (5%) e crociere (stessa percentuale), con il restante 6% sotto la voce “Altre”. La maggior parte delle portacontainer va a Genova (il 76%), le altre a Salerno (8%), Catania (3%), Alessandria d’Egitto, Barcellona e Marsiglia (2%), Fos, Napoli, Gioia Tauro e Valencia (1%) e altri porti che raggruppati arrivano al 3%. Sulla provenienza, invece, spiccano sempre Genova (13%), Barcellona (12%) e Gioia Tauro (10%), poi Salerno, Napoli, Marsaxlokk (8%), Valencia, Algeciras e Catania (6%).

Il gassificatore fa 40

Il rigassificatore al largo della nostra costa ha fatto invece registrare 40 accosti contro i 39 dell’anno precedente. Anche in questo caso è sul limite, con tonnellate dichiarate di gas naturale liquefatto pari a 2.633.241 tonnellate contro le 2.595.792,1 dell’anno precedente, con un piccolo aumento quindi. l

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