Il Tirreno

Livorno

Tribunale

Scarcerato dopo la rapina all'ex stazione San Marco: sulla spranga non ci sono le sue tracce di Dna

di Stefano Taglione
L'ex stazione San Marco (foto d'archivio)
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L'ex stazione San Marco (foto d'archivio)

Un ventisettenne, in cella da due mesi, torna libero dopo l’agguato nell'edificio occupato. La vittima, 45 anni, venne colpita più volte e derubata da tre uomini finora mai identificati

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LIVORNO. La vittima, rapinata e picchiata con una spranga nell’ex stazione San Marco, lo aveva riconosciuto in una foto come uno dei suoi aggressori. Ma l’esame del Dna lo ha scagionato. E nei giorni scorsi è stato scarcerato. Un cittadino tunisino di 27 anni, difeso dall’avvocata Alessandra Natale, nei giorni scorsi è tornato libero senza alcuna misura cautelare a suo carico: in pratica, il confronto fotografico effettuato dalla persona picchiata e derubata davanti ai carabinieri, sarebbe risultato errato e lui con la rapina non c’entrerebbe nulla.

L’episodio

La rapina è avvenuta lo scorso 21 novembre nell’edificio abbandonato di via delle Cateratte. Vittima un quarantacinquenne tunisino, trovato sanguinante all’esterno da una guardia giurata. L’uomo, ascoltato dai carabinieri, alla vista di alcune foto che ritraevano dei connazionali sospettati del fatto ha indicato il ventisettenne quale presunto aggressore, ma poi gli esami del Dna sulla spranga ritrovata nell’ex stazione lo hanno scagionato. Il giovane, dopo il riconoscimento fotografico, era stato arrestato dai militari dell’Arma e per due mesi e mezzo è rimasto alle Sughere in regime di custodia cautelare. Secondo gli inquirenti – ma questo lo ha del resto ammesso lui stesso – era un frequentatore della zona, visto che in via delle Cateratte ci dormiva.

La scarcerazione

Pur dimorando lì, tuttavia, il giovane con la rapina non c’entrava nulla e neanche aveva assistito all’episodio. E ora, anche se formalmente rimane indagato, per lui la pm Ezia Mancusi al gip Mario Profeta se non emergeranno nuove prove chiederà l’archiviazione. Agli investigatori il ventisettenne aveva fin da subito dichiarato di essere estraneo ai fatti, accettando il confronto del Dna. Il quarantacinquenne, invece, ha raccontato di essere stato aggredito e rapinato da tre persone, per il momento non identificate. l

S.T.

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