Il Tirreno

Livorno

Sport

Atletica a Livorno, la rabbia del campione Andrea Lemmi: «Da mesi aspettiamo la pista»

di Flavio Lombardi
Un'immagine scattata ieri al campo scuola di via dei Pensieri chiuso dalla scorsa estate (foto Franco Silvi)
◗
Un'immagine scattata ieri al campo scuola di via dei Pensieri chiuso dalla scorsa estate (foto Franco Silvi)

Lo sfogo: «Non si sa chi abbia voluto le otto corsie, il vero investimento sarebbe stato rifare quella all’interno dello stadio»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Ormai, più allenatore che saltatore in lungo, ma sempre un nome conosciuto ben oltre i confini labronici e dell’Atletica Livorno. È Andrea Lemmi, quarant’anni, che nel 2003 era considerato un atleta di grandi prospettive con il suo 2,25, terza misura di sempre per uno junior; un paio di presenze in azzurro e come segno distintivo, sempre indosso quando era in pedana, dei calzettoni amaranto in onore alla città e alla sua squadra di calcio.

Si è sfogato sui social, contrariato del fatto che da inizio estate, deve portare i suoi ragazzi ad allenarsi allo stadio, luogo in cui, per regolamento, non si può neppure calpestare il manto erboso anche se si calzano scarpe da ginnastica. Regola opinabile, ma fino a che in vigore, da rispettare. «I lavori iniziati a giugno – racconta in un commento scritto l’altro ieri e riservato alla lettura dei tanti amici sul suo profilo – sono ovviamente ben lontani dall’esserlo e se stavano proseguendo spediti durante il periodo estivo, hanno visto un brusco stop per una revisione del progetto fortemente voluto dalle società secondo il Comune, e fortemente voluto dal Comune secondo le società, come vuole la più classica nefanda politica. Fatto sta che per aggiungere due corsie a soli 100 metri di rettilineo, da mesi siamo sistemati all’interno del glorioso Armando Picchi, che al suo interno ha tutto di glorioso, fuorché la pista di atletica ormai quarantennale e che con un investimento pari a qualche rifacimento annuale del manto erboso, si avvarrebbe di 8 corsie su 400 metri e una sistemazione tale da competere con Grosseto per l’organizzazione di (vere) grandi manifestazioni. Invece, gli investimenti sono riservati al prato del Livorno Calcio, che milita in serie D, in condizioni societarie, diciamolo, molto simili alla pista di atletica. Decisi di utilizzare il prato, bellissimo, un lusso per la serie D di calcio, per riscaldamento e allenamenti di corsa e balzi. Ma siccome è una cosa vietatissima, mi dispiace per i custodi che devono venire continuamente a controllare il rispetto (delle disposizioni, che non lo consentono, ndr). È il pegno da pagare per la nostra presenza all’interno dello stadio».

È lo sfogo accorato e deluso di un allenatore che cerca di far lavorare al meglio i suoi ragazzi, ma che nella città che eccelle nello sport, da mesi ha difficoltà a trovare una location in cui i tanti ragazzi e agonisti che hanno scelto l’altetica leggera possano allenarsi.

Raggiunto telefonicamente, per sapere se avesse voluto aggiungere altro, Lemmi, si è chiuso dietro un no comment manifestando chiaramente la volontà di non voler alimentare la polemica e di non voler essere strumentalizzato.

Restano il tema di attualità dei ritardi dei lavori (come si legge a fianco, a dicembre il cantiere è rimasto fantasma) e lo spunto dibattuto da decenni sul destino della pista d’atletica interna allo stadio: rinnovarla potrebbe davvero dare una dimensione internazionale a Livorno anche nell’atletica leggera.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web