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Livorno, la Cigna resta senza bus. «Ma ora taxi potenziati»
I residenti: «Così chi non ha auto o scooter di sera è bloccato». L’assessora: «A breve navetta fino alle 19 e maggior frequenza»
LIVORNO. Sono passati circa sei anni dal taglio del nastro. Da quando l’allora sindaco Filippo Nogarin inaugurò il sottopasso della Cigna, con conseguente chiusura dei due passaggi a livello di via delle Sorgenti e via Provinciale Pisana. Era il 2017 e da allora, dice il residente Flaviano Bonsignori, «il sottopasso ci ha isolati. Non esiste una linea bus che copra questa zona e che la colleghi con il resto della città». E in effetti non esistono pullman che uniscano agilmente La Cigna al resto della città e nemmeno con la recente rivoluzione del trasporto pubblico locale ha cambiato questa situazione.
Esiste tuttavia un servizio di taxi navetta «con fine corsa alle 18,30». E quello rimarrà, ma «sarà potenziato – assicura l’assessora alla Mobilità del Comune di Livorno Giovanna Cepparello –. Costerà quanto muoversi in autobus e stiamo lavorando per definire tutti gli orari nel dettaglio». Ma andiamo con ordine.
Il quartiere
Siamo nel quartiere della Cigna. Dietro al Corallo e alla zona della stazione. L’area “critica” segnalata dai residenti comprende, tra le altre, le vie della Livornina, Palamidessi, Giacomelli, dell’Artigianato compresa la zona industriale e parte di via delle Sorgenti. Qui esiste, appunto, «un servizio di taxi ogni ora con fine corsa alle 18,30 – sostiene Bonsignori che dice di aver inviato varie lettere al Comune esponendo il disagio dei residenti –. Il mezzo pubblico Linea 7 è stato tolto da quando il passaggio a livello è stato sostituito con il sottopasso che ci ha allontanato ancora di più dalle Sorgenti, zona più vicina per fare acquisti, andare in farmacia raggiungere la fermata dell’autobus eccetera. Così il percorso è diventato più lungo e la sera non c’è abbastanza sicurezza a causa della scarsa illuminazione e della strada poco frequentata. E in alternativa bisogna percorrere il cavalcavia ferroviario».
«Tagliati fuori»
Insomma, in sostanza ci sono residenti che si sentono tagliati fuori dal resto della città. Questo nonostante la presenza di un servizio taxi che, per loro, è caratterizzato da una scarsa frequenza di corse e da un orario abbastanza ristretto. In tutto ciò gli spostamenti risultano complicati specialmente «per le persone anziane, per chi non ha la patente e per chi non possiede un mezzo di proprietà. Sono passati quattro anni dal primo contatto che abbiamo avuto con il Comune e la situazione è rimasta invariata, non ne possiamo più di sentire solo promesse. Chiediamo a chi ha il dovere di intervenire di darci una risposta concreta. Non è che chiediamo la luna nel pozzo ma solo un mezzo che ci colleghi alla stazione ogni mezz’ora». A maggior ragione adesso. Dal momento che è entrato in vigore il nuovo servizio di trasporto pubblico locale caratterizzato anche da nuovi percorsi e autobus, pur non riguardando direttamente la zona della Cigna.
«C’è un progetto»
L’assessora Cepparello, nei mesi scorsi, nell’annunciare la rivoluzione del servizio bus poi attuata lunedì scorso, disse che «il servizio di trasporto pubblico per le zone a domanda debole, oggi gestito con taxi navetta, è in fase di definizione e partirà a febbraio». Si parla di zone a domanda debole laddove in passato è stato appurato che il numero di utenti fruitori del trasporto pubblico è molto basso. Talmente basso che non avrebbe senso prevedere la presenza di corse dei bus. Ecco, dunque, che si è pensato al servizio di taxi navetta. Che poi è quello che continuerà a rimanere in vigore alla Cigna.
«Ma sarà potenziato»
«Ma a febbraio – spiega Cepparello – il servizio verrà potenziato». Anche se il taxi non sarà dismesso «avrà lo stesso costo dell’autobus e verrà segnalato in modo più chiaro alle fermate del bus». Si è optato per proseguire con il taxi perché «i numeri (dei passeggeri, ndr) sono modesti». Ma in che modo sarà potenziato il servizio? «Stiamo lavorando per arrivare alle 19». Solo mezz’ora in più? «Abbiamo anche chiesto di intensificare i passaggi arrivando magari a 40 minuti tra una corsa all’altra».
«Il via a breve»
Per tutto ciò «abbiamo a disposizione circa 300mila euro annuali che sono già a bilancio e che ci ha riconosciuto la Regione». La messa in pratica della nuova organizzazione del servizio, conclude l’assessora Cepparello, «è prevista per l’inizio di febbraio» e riguarderà «sicuramente la zona della Cigna. Per le altre aree vedremo che fare. il servizio, comunque, non sarà depotenziato. Ma rimane come è attualmente, come minimo».
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