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Livorno, il ritorno di Cannito: il prof che ha aperto la strada dei civici
Cannito ha incontrato le opposizioni: «Mi hanno cercato»
Livorno. Se non è un record poco ci manca: quattro volte candidato sindaco, per quindici anni consigliere comunale, dal 2004 al 2019, sempre con la spilletta di Città diversa. Marco Cannito è il prof di diritto ed economia che di fatto a Livorno ha aperto la strada al mondo del civismo. La storia racconta che quando nel 2004 debuttò con la lista civica Città diversa portò a casa 3.178 voti (3,19 per cento); nel 2009 – con un’alleanza formata da Città diversa, Sinistra critica e Verdi – balzò a più del doppio, 8.496 consensi personali (9,08 per cento), quasi 2.500 voti in più rispetto alla coalizione; nel 2014, a braccetto con Dasul, la lista degli anti-discarica di Rosaria Scaffidi, prese il 6,3 per cento (5.411 voti); infine nel 2019, quando i livornesi hanno eletto sindaco Luca Salvetti, ha visto interrompere il suo lungo percorso da consigliere comunale, dopo aver preso 2.203 voti, il 2,64 per cento, in alleanza con la sinistra per Cannito.
Dopo quattro anni e mezzo da osservatore esterno, e quando mancano sei mesi alle elezioni che decideranno il sindaco, Cannito si riaffaccia in modo attivo alla politica della città. Non sono sfuggiti i comunicati che ha inviato alle redazioni nelle ultime settimane, partendo dal tema della sanità. Ed è stato visto a parlare, in momenti diversi, con la leader del M5S, Stella Sorgente, con il candidato civico-cattolico della coalizione di centrodestra, Alessandro Guarducci, e con volti della lista civica Prospettiva Livorno. «Io non sono andato a cercare nessuno – premette – ho visto queste persone perché mi hanno chiamato e se mi chiamano io parlo con tutti: vengo dal civismo, non ho pregiudiziali, poi un conto è ascoltare e un altro è condividere. Ci sono tanti movimenti, tante proposte, sto valutando, effettivamente i tempi sono brevi».
A chi gli chiede il perché della sua assenza in questi anni spiega che «dalla metà dell’ultima campagna elettorale di fatto avevo abbandonato per una lunga malattia di mia moglie, che poi per fortuna si è risolta positivamente, e per l’accudimento di mia mamma, fino a 99 anni», «poi a settembre sono andato in pensione e ho ricominciato ad affacciarmi alla politica, per passione, per la conoscenza della città». «Ho sempre l’idea – chiosa – che possa esserci un’alleanza trasversale che vada al di là del colore politico, per il bene della città, ma è un’idea mia che purtroppo non è all’ordine del giorno». Degli ultimi quattro anni e mezzo dell’amministrazione Salvetti dice che «c’è stato o lo sforzo di dare un’immagine positiva della città, ma un’immagine molte volte superficiale»: «C’è soprattutto il problema delle politiche regionali, che secondo me sono in contrasto con le convenienze livornesi, non mi sembra che la Regione voglia così bene a Livorno e neanche che il sindaco abbia alzato abbastanza la voce, penso alla sanità, all’ambiente, alla mobilità». Poi «con Salvetti o con chiunque altro non ho niente di personale», «politicamente non lo sosterrei, d’altronde sarebbe anche strano che sostenessi chi neanche mi ha cercato, il Pd ha parlato con tutti – ha chiamato per esempio 5 Stelle e Bl – ma con me no, ne prendo atto».
Ok, ma fra sei mesi si vota: Cannito o Città Diversa saranno della partita? Come? Con chi? «In questo mese – risponde – contiamo di prendere una decisione. Io e gli altri di Città Diversa siamo d’accordo che qualsiasi decisione sarà presa insieme, sia che riguardi me, che riguardi la lista o le alleanze. Potrebbe essere una scelta di autonomia o di condivisione». In ogni caso sì, gli piacerebbe «non buttare via un’esperienza di tanti anni, per la città, per i beni comuni, il volontariato, è la mia storia». Cannito, insomma, si prepara a tornare in pista, «però non a tutti i costi», «ho avuto vittorie e sconfitte» e soprattutto «ho mille interessi e passioni familiari anche fuori dalla politica».
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