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Influenza, a Livorno assalto alla guardia medica: «Ogni ora arrivano 20 pazienti»

di Claudia Guarino
Influenza, a Livorno assalto alla guardia medica: «Ogni ora arrivano 20 pazienti»

Boom di accessi in via Venuti e l’Asl prova a correre ai ripari. Il referente del servizio: «Siamo in difficoltà tanto che l’azienda ha deciso di mandare un quinto dottore»

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LIVORNO. Sessanta persone per ognuno dei quattro medici in servizio diurno in via Venuti. Che in totale fa 240 pazienti in 12 ore, dunque 20 all’ora. Tanti, troppi da gestire per i dottori della guardia medica. «A dicembre – dice il dottor Lorenzo del Secco, referente del servizio di continuità assistenziale di Livorno – c’è stato un lavoro enorme. Sia per i medici che per i centralinisti, che sono due in tutta la provincia». L’Asl è ben consapevole delle difficoltà, tanto che «da domani (oggi, ndr) e per tutto il mese ha deciso di assegnare a via Venuti un medico in più per il turno diurno». Cinque dottori per 12 ore di servizio, dunque. E l’appello è uno: «la guardia medica non è un servizio d’urgenza e il suo lavoro richiede un certo tempo». Ma andiamo con ordine.

La guardia medica

Intanto ricordiamo che il servizio di continuità assistenziale, noto come guardia medica, serve a garantire – appunto – la continuità dell’assistenza alla popolazione quando i medici di famiglia non sono in servizio. Cioè di notte e nei festivi. La guardia medica, nello specifico, lavora tutte le notti dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 8, i festivi h 24, il sabato h24 e gli altri prefestivi dalle 10 alle 20, poi inizia il turno di notte. Chi ha bisogno della guardia medica per una visita non deve andare in via Venuti e bussare. Ma deve telefonare al centralino (0586223456) spiegando all’operatore di cosa ha bisogno. Sarà poi l’operatore a passare la chiamata al medico. E quando il paziente arriva di fronte alla struttura non deve bussare, ma deve richiamare il centralino dicendo di essere arrivato. A quel punto l’operatore avviserà nuovamente il medico che appena può andrà ad aprire la porta. A Livorno di dottori ce ne sono quattro per ogni turno «ma l’Asl spiega Del Secco – ha deciso di mettere un rinforzo quindi da domani (oggi, ndr) nelle ore del giorno arriverà un quinto medico».

Boom di chiamate

Questo perché nelle ultime due settimane c’è stato un boom di accessi «che ci ha messo in grossa difficoltà. A Livorno siamo sui circa 60 pazienti per medico, di media, nei turni diurni e una trentina nei turni notturni. Questo vuol dire che, di giorno, la guardia medica gestisce 240 persone che, nell’arco delle 24 ore, diventano tra le 350 e le 400». Il tutto attraverso «visite ambulatoriali e compilazione di certificati, ma anche con visite a domicilio».

L’influenza

Ma è questo è normale? O meglio, accade tutti gli anni ed è una prerogativa del periodo di festività? «In realtà no, è un fenomeno atipico. Peraltro il boom degli accessi non c’è stato per Natale o l’ultimo dell’anno. Probabilmente quest’anno, nel generare questa situazione, ha avuto un ruolo il picco influenzale. Poi c’è anche da considerare che la popolazione è sempre più anziana». E questa enorme mole di lavoro ha, gioco forza, messo in difficoltà i dottori.

Le necessità

«Negli ultimi turni abbiamo avuto grossi problemi. Consideri che, dal 23 al 31 dicembre, abbiamo effettuato 50 visite a domicilio: 8 per turno». Ma, a maggior ragione con numeri di accesso così alti, «la buona regola sarebbe che il paziente deambulante che ha l’influenza prenda la tachipirina e vada in ambulatorio» . Anche perché «per fare un esempio, un paziente giovane che non ha problemi particolari di salute e sviluppa i classici sintomi influenzali è vittima quasi sempre di un’infezione virale, che non necessita di terapia antibiotica. Nei primi giorni di sintomatologia la giusta condotta è monitorate i sintomi e assumere farmaci antipiretici come il paracetamolo».

«Qui non le urgenze»

Alla luce di questa situazione e sperando che le cose migliorino con l’arrivo del quinto medico, «va tenuto presente che la guardia medica non è un servizio di urgenza che interviene nel più breve tempo possibile: è come il medico di famiglia. E non è vero che non vogliamo fare le prescrizioni, ma le prestazioni differibili, come per esempio la prescrizione di terapie croniche, devono essere svolte dal medico curante. Noi ci siamo e siamo a disposizione dei cittadini, ma non facciamo miracoli e per lavorare serve del tempo».

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