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Livorno, si moltiplicano i raggiri agli anziani. Ecco la guida anti truffe dell’Arma
Dal finto avvocato al sedicente militare. «I carabinieri non chiedono soldi, chiamate il 112»
Livorno Altre due truffe del finto carabiniere in città nell’arco di un giorno (mercoledì). Entrambe (zona nord della città) con refurtiva – da quantificare – consistente in soldi e gioielli. «È bene ricordare che i carabinieri non prendono mai contatto diretto con le persone per chiedere soldi – fanno sapere dal comando provinciale di Livorno –. E la cosa giusta da fare in casi simili è quella di telefonare subito ai carabinieri componendo il 112». Ed ecco il vademecum con cui i militari spiegano quali sono i raggiri più frequenti.
L’ultimo caso in città
L’altro giorno in città un uomo ha ricevuto una telefonata da una persona che si è qualificata carabiniere e lo ha invitato ad andare in caserma per una multa. Il falso carabiniere ha poi continuato a telefonare all’anziano durante tutto il suo percorso. Una volta che l’uomo è arrivato in caserma un altro falso carabiniere – complice del primo – ha telefonato alla moglie che si trova in casa da sola e le ha detto che il marito era stato arrestato: per liberarlo serviva un riscatto.
L’incidente
In altri casi succede che un falso carabiniere telefona a un’anziana dicendole che il figlio è rimasto coinvolto in un incidente. Qualcosa sarebbe andato storto con l'assicurazione e il ragazzo potrebbe trovarsi nei guai con la giustizia. Ma se la madre verserà una cauzione, il figlio sarà libero. A ritirarla sarà un presunto avvocato, che in realtà è un complice del primo truffatore.
L’amico di famiglia
Altro stratagemma è quello dell’amico di famiglia. Un anziano, cioè, viene avvicinato da una persona che dice di essere un vecchio compagno di scuola della figlia. Lui adesso è in difficoltà e vende abiti porta a porta. Abiti che vengono rifilati sovrapprezzo all’anziano, che in quel momento è in realtà vittima di un raggiro.
La fuga di gas
Altra truffa frequente è quella dei falsi addetti che suonano ai campanelli e, dopo aver spruzzato una bomboletta per la ricarica degli accendini, sostengono che in casa c’è una fuga di gas. A quel punto i finti tecnici del gas riescono a farsi aprire la porta e a perlustrare le stanze. Solo che invece del gas trovano e rubano i gioielli.
L’insperato rimborso
Altro stratagemma è quello del rimborso. In questo caso a suonare al campanello è una persona che si presenta a casa come addetta alla dichiarazione dei redditi. Pare – dice alla vittima – che nell'ultimo 730 ci sia stato un errore che la falsa addetta deve verificare guardando fatture e oggetti preziosi da valutare “in detrazione”. In realtà l’obiettivo è rubare i gioielli in questione.
Il conto che non torna
C’è poi il finto addetto delle Poste che si avvicina al pensionato poco dopo il ritiro della pensione dicendogli che c'è stato un errore nel conteggio delle banconote appena prelevate e che, dunque, serve una verifica. Uno stratagemma, questo, per sfilare i soldi al malcapitato.
La posta
Ma accade anche che il truffatore si avvicini a un anziano dicendogli che ha una consegna per il figlio. E chiaramente la consegna non è gratuita. «Segnalateci – dicono i carabinieri – casi sospetti. Ma anche persone, auto o mezzi insoliti nella zona in cui risiedete». l
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