Il Tirreno

Livorno

La scomunica

«Don Ramon? Nessuno l’ha visto». Nella parrocchi di Guasticce ecco monsignor Razzauti

di Claudia Guarino
«Don Ramon? Nessuno l’ha visto». Nella parrocchi di Guasticce ecco monsignor Razzauti

Sconcerto e amarezza nella frazione dopo la scomunica del prete. Il vescovo si affida provvisoriamente al sacerdote più esperto per seguire i fedeli

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Guasticce L’omelia 2.0 gli è costata collarino e tonaca. Perciò, dopo la pronuncia del verbo scismatico, ha riconsegnato le chiavi della piccola chiesa di Guasticce ed è sparito nel nulla. «In parrocchia non si è più visto». E non solo lì. Perché don Ramon Guidetti non risponde nemmeno al vescovo. L’unica apparizione l’ha fatta martedì al telefono di Radio Domina Nostra con don Alessandro Minutella – altro prete spretato – per dire che con la scomunica ricevuta «farò un quadretto e lo appenderò al muro. È qualcosa di cui mi vanterò ben volentieri». Il tutto nello sconcerto della Diocesi, che nel frattempo è corsa ai ripari trasferendo momentaneamente a San Ranieri don Enyell Moreno (viceparroco di Antignano) e chiamando a raccolta don Paolo Razzauti, che conferma: «Sarò a Guasticce sabato e domenica. Che omelia sarà? Non lo so. Ci sto ancora lavorando».

Sono passati quattro giorni dalla messa del 31 dicembre. Quella costata la scomunica al parroco di Guasticce. O meglio, una sorta di autoscomunica perché, chiarisce la Diocesi, l’ha ottenuta «per il fatto stesso di aver commesso il delitto, vale a dire in modo immediato, non perché un’autorità esterna lo disponga formalmente».

In sostanza le parole di don Ramon durante l’omelia di fine anno – ha sostenuto che Papa Ratzinger sarebbe stato vittima di un golpe ordito da forze massoniche-gesuitiche all’interno della chiesa. Per questo Papa Francesco è un usurpatore – equivalgono a un atto di natura scismatica. Il don di Guasticce, cioè, ha dimostrato «di non riconoscere Francesco quale Papa» e «il vescovo (Simone Giusti, ndr) si è visto costretto a prendere atto di quanto accaduto e, per mezzo di una comunicazione della Cancelleria, avvertire clero e fedeli laici circa la scomunica».

Di cui don Ramon ha preso atto. «Mi ha colpito la striscia rossa sul decreto – ha detto –. Il colore del martirio e del sangue. C’è un po’ di amarezza nel cuore per questa durezza da parte di una Chiesa che dovrebbe essere materna, ma in realtà è una tiranna».

In realtà di amarezza ce n’è parecchia anche lato Chiesa per tutta questa storia. Anche perché così Livorno ha qualunque riflettore puntato su di sé. «La questione – dice don Razzauti – è delicata. C’è tanta tristezza e amarezza per fatto così eclatante. Tutti ne parlano, ma spesso non si parla del bene che viene fatto». Ad ogni modo sarà don Razzauti a dire messa a Guasticce il giorno dell’Epifania. E anche quello dopo. «Sabato e domenica vado io. Poi per i festivi bisognerà affrontare la situazione col vescovo».

Anche perché dovrà essere trovato un sostituto per don Ramon Guidetti. Nel frattempo c’è don Razzauti. «Vado a dare il servizio che mi viene chiesto in questo momento. E lo faccio in silenzio. Sto lavorano all’omelia. Mi riferirò alla parola di Dio per dare un sostegno e un segno di incoraggiamento a questa comunità, che è rimasta meravigliata dopo ciò che è successo. Non ci aspettavamo una cosa del genere. Ma la vita di oggi ci insegna: mai dire mai».

Sull’ormai ex parroco, d’altra parte, aleggia il mistero. Chi ha girato il video durante l’omelia poi rilanciato in giro per il web e come faceva a sapere che avrebbe pronunciato proprio quelle parole? C’è chi dice che il parroco sia stato imboccato e chi che sia stato lui stesso ad anticipare i contenuti dell’omelia per quelli del “Sodalizio Mariano” e dintorni. Certo è che «abbiamo cercato don Ramon Guidetti ma non sappiamo dove sia – conclude don Paolo Razzauti –. L’unica apparizione è quella fatta a don Minutella». l

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