Toscana
«Don Ramon? Nessuno l’ha visto». Nella parrocchi di Guasticce ecco monsignor Razzauti
Sconcerto e amarezza nella frazione dopo la scomunica del prete. Il vescovo si affida provvisoriamente al sacerdote più esperto per seguire i fedeli
Guasticce L’omelia 2.0 gli è costata collarino e tonaca. Perciò, dopo la pronuncia del verbo scismatico, ha riconsegnato le chiavi della piccola chiesa di Guasticce ed è sparito nel nulla. «In parrocchia non si è più visto». E non solo lì. Perché don Ramon Guidetti non risponde nemmeno al vescovo. L’unica apparizione l’ha fatta martedì al telefono di Radio Domina Nostra con don Alessandro Minutella – altro prete spretato – per dire che con la scomunica ricevuta «farò un quadretto e lo appenderò al muro. È qualcosa di cui mi vanterò ben volentieri». Il tutto nello sconcerto della Diocesi, che nel frattempo è corsa ai ripari trasferendo momentaneamente a San Ranieri don Enyell Moreno (viceparroco di Antignano) e chiamando a raccolta don Paolo Razzauti, che conferma: «Sarò a Guasticce sabato e domenica. Che omelia sarà? Non lo so. Ci sto ancora lavorando».
Sono passati quattro giorni dalla messa del 31 dicembre. Quella costata la scomunica al parroco di Guasticce. O meglio, una sorta di autoscomunica perché, chiarisce la Diocesi, l’ha ottenuta «per il fatto stesso di aver commesso il delitto, vale a dire in modo immediato, non perché un’autorità esterna lo disponga formalmente».
In sostanza le parole di don Ramon durante l’omelia di fine anno – ha sostenuto che Papa Ratzinger sarebbe stato vittima di un golpe ordito da forze massoniche-gesuitiche all’interno della chiesa. Per questo Papa Francesco è un usurpatore – equivalgono a un atto di natura scismatica. Il don di Guasticce, cioè, ha dimostrato «di non riconoscere Francesco quale Papa» e «il vescovo (Simone Giusti, ndr) si è visto costretto a prendere atto di quanto accaduto e, per mezzo di una comunicazione della Cancelleria, avvertire clero e fedeli laici circa la scomunica».
Di cui don Ramon ha preso atto. «Mi ha colpito la striscia rossa sul decreto – ha detto –. Il colore del martirio e del sangue. C’è un po’ di amarezza nel cuore per questa durezza da parte di una Chiesa che dovrebbe essere materna, ma in realtà è una tiranna».
In realtà di amarezza ce n’è parecchia anche lato Chiesa per tutta questa storia. Anche perché così Livorno ha qualunque riflettore puntato su di sé. «La questione – dice don Razzauti – è delicata. C’è tanta tristezza e amarezza per fatto così eclatante. Tutti ne parlano, ma spesso non si parla del bene che viene fatto». Ad ogni modo sarà don Razzauti a dire messa a Guasticce il giorno dell’Epifania. E anche quello dopo. «Sabato e domenica vado io. Poi per i festivi bisognerà affrontare la situazione col vescovo».
Anche perché dovrà essere trovato un sostituto per don Ramon Guidetti. Nel frattempo c’è don Razzauti. «Vado a dare il servizio che mi viene chiesto in questo momento. E lo faccio in silenzio. Sto lavorano all’omelia. Mi riferirò alla parola di Dio per dare un sostegno e un segno di incoraggiamento a questa comunità, che è rimasta meravigliata dopo ciò che è successo. Non ci aspettavamo una cosa del genere. Ma la vita di oggi ci insegna: mai dire mai».
Sull’ormai ex parroco, d’altra parte, aleggia il mistero. Chi ha girato il video durante l’omelia poi rilanciato in giro per il web e come faceva a sapere che avrebbe pronunciato proprio quelle parole? C’è chi dice che il parroco sia stato imboccato e chi che sia stato lui stesso ad anticipare i contenuti dell’omelia per quelli del “Sodalizio Mariano” e dintorni. Certo è che «abbiamo cercato don Ramon Guidetti ma non sappiamo dove sia – conclude don Paolo Razzauti –. L’unica apparizione è quella fatta a don Minutella». l
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