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L’operazione

Igd a Livorno cerca partner, vuole cedere le ultime tre aree di Porta a Mare

Juna Goti
Igd a Livorno cerca partner, vuole cedere le ultime tre aree di Porta a Mare

Nel piano di dismissioni del colosso delle coop anche i terreni tra porto e città dove si prevede di costruire hotel e auditorium

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Livorno Con l’ingresso nel 2024, l’operazione Porta a Mare supera i vent’anni. Era infatti il 2003 quando il consiglio comunale approvò la trasformazione urbanistica di tutta l’area dell’ex Cantiere navale Orlando, a lungo cuore pulsante della città. Vent’anni dopo risultano trasformate la parte che guarda verso piazza Mazzini (case, negozi e supermercato, completati nel 2013) e le Officine, inaugurate a settembre tra galleria commerciale, parcheggi, palestra e ancora case. Ma manca sempre all’appello tutta la seconda metà dell’operazione, quella di carattere più turistico ricettivo, la ribattezzata Porta a Mare 2.

In ballo ci sono tre aree – l’ex Lips, l’Arsenale e il Molo Mediceo – dove sulla carta sono previsti altre foresterie, un albergo, un residence, un ostello e anche un centro congressi.

Ora, però, si viene a sapere che Igd, il colosso immobiliare delle Coop, potrebbe finire per vendere i tre terreni chiave tra il porto e la città. O comunque ridimensionare molto il proprio ruolo in questa seconda metà dell’operazione, andando a caccia di altri partner ai quali cedere in toto o in parte le quote.

A darne notizia in questi giorni è stato IlSole24Ore, che in un botta e risposta con l’amministratore delegato Claudio Albertini, ha riportato che per «rifinanziare uno stock di debito che sfiora il miliardo entro fine 2024», l’Immobiliare Grande Distribuzione ha deciso da un lato di rifinanziare (a novembre) il bond da 400 milioni emesso nel 2019 a condizioni molto vantaggiose, dall’altro di procedere a un «track-record di dimissioni da 180-200 milioni per ridurre la leva finanziaria», come da piano industriale 2022-2024. A oggi non ci sono state vendite, ma tra i bersagli individuati, insieme a un pacchetto di supermercati e ad asset in Romania, figurano anche i tre terreni livornesi. Che, tanto per intenderci, non sono in un angolo sperduto, ma in spazi strategici: i livornesi seduti sulle spallette degli scali Novi Lena se li trovano davanti guardando verso il mare e l’orizzonte.

Cosa sta succedendo? Dopo l’inaugurazione delle Officine storiche, e ha vent’anni dall’inizio di tutta questa storia, Igd ha intenzione di sfilarsi dalla seconda metà di Porta a Mare? Vendendo cosa? E a chi?

Contattato ieri dal Tirreno, il presidente di Porta Medicea e direttore sviluppo e patrimonio di Igd, Roberto Zoia, ha confermato che i terreni livornesi sono tra i «target» individuati. «Adesso, come ci siamo detti tante volte – ha risposto – vediamo come si svilupperà il Piano operativo comunale. Poi noi siamo specializzati nel retail, quindi quelle parti lì dove non c’è commerciale sono più per altri investitori. Una volta che ci saranno le autorizzazioni, verificheremo la possibilità di trovare dei partner più specializzati per tipologie come albergo, residenze e tutto quello che verrà fuori».

Quindi Igd venderà tutti i terreni con le autorizzazioni? «Vediamo, non c’è ancora un piano chiaro. Diciamo che quello che ci interessa è avere l’affiancamento di specialisti del settore». Insistiamo: c’è l’intenzione di uscire totalmente dall’operazione Porta a Mare o no? «No», risponde Zoia, si tratta di «individuare partner specializzati nelle destinazioni d’uso che saranno poi concesse». Resta il fatto che l’ipotesi di dismissione è sul piatto, anche se «la modalità – come precisa il manager – è ancora da individuare».

La situazione è diversa, ma in molti si ricorderanno che nel 2014 e nel 2021 Igd si era resa protagonista di una serie di operazioni finanziarie anche a Porta a Terra: prima aveva deciso di vendere la galleria commerciale delle Fonti del Corallo a un fondo immobiliare gestito da Bnp Paribas Reim Sgr, mantenendone comunque la gestione; poi aveva ceduto “i muri” degli 8.500 metri dell’ipermercato a Intermediate Capital Group, lasciando la gestione a Unicoop Tirreno fino al 2037 (e costituendo con Icg un fondo di investimento immobiliare chiuso in cui confluire i beni).

Vedremo cosa accadrà a Porta a Mare: in attesa di Primark, gli affari alle Officine non sembrano ancora decollati, mentre su tutta la parte ancora da costruire si gioca una partita delicatissima. Nell’area ex Lips (lungo le mura, tra via Fagni, via del Molo Mediceo e la Darsena) Igd ha fino a oggi chiesto di costruire un albergo di una sessantina di camere più un residence a gestione unica di altre sessanta e un ostello con campus sportivo. Al Molo Mediceo si è passati nel tempo alla progettazione di una struttura di interesse pubblico, un auditorium o un centro congressi. Sull’Arsenale, l’area prima del ponte girevole, erano previste 40 ulteriori case private che il nuovo Piano operativo comunale ha appena cancellato, almeno nella veste di case vere e proprie, preferendo edifici a carattere turisti-ricettivo. Igd si è opposta e ha presentato un’osservazione al Piano comunale che deve ancora essere discussa.

Ma non è l’unico cambiamento: per la Porta a Mare 2 il nuovo Piano operativo prevede anche un dimezzamento dei metri quadri commerciali possibili, scendendo sotto i 2.500 metri. Del resto lì a pochi passi di aree commerciali ce ne sono già a gogo. l

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di Redazione web