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Evasione fiscale, panettiere livornese stangato. Il colonnello Antuofermo: «Ecco come l’abbiamo scoperto»

di Stefano Taglione
Evasione fiscale, panettiere livornese stangato. Il colonnello Antuofermo: «Ecco come l’abbiamo scoperto»

Il commerciante secondo gli inquirenti avrebbe omesso di dichiarare una buona parte del proprio fatturato

01 gennaio 2024
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LIVORNO. Avrebbe omesso di dichiarare 1,1 milioni di euro, una parte consistente del proprio fatturato. Scontrini non battuti, secondo la guardia di finanza, dal 2019 al 2022. Ed è grazie ai movimenti sul conto corrente che i militari delle fiamme gialle, nei mesi scorsi, lo hanno contattato per chiedere delucidazioni: «Come mai movimenta tutti quei soldi, ma la sua attività ne dichiara tanti meno?».

Un panettiere livornese – specializzato anche in schiacciate, pizze, panini, tramezzini e catering per le feste di compleanno – è stato stangato dal gruppo labronico del comando provinciale coordinato dal colonnello Cesare Antuofermo, e dovrà versare al fisco 100.000 di Iva non versata, oltre alla multa che sarà quantificata dall’Agenzia delle entrate, con i quali i finanzieri hanno collaborato per riuscire a vederci chiaro. Il nome dell’attività non è stato comunicato dagli inquirenti, si sa solo che avrebbe una sola rivendita, si trova in città ed è tuttora aperta. L’accertamento è scattato nel settembre scorso, per concludersi nelle ultime settimane, e riguarda gli ultimi quattro anni. Il commerciante, che ha presentato regolarmente i documenti fiscali come da obblighi normativi, secondo gli inquirenti avrebbe omesso di dichiarare una buona parte del proprio fatturato, 1,1 milioni appunto, di cui però è rimasta traccia sul conto corrente bancario, sulle movimentazioni finanziarie in particolare, che sono risultate assai superiori al giro d’affari ufficiale della rivendita.

Il controllo segue di pochi giorni quello nei confronti di una macelleria, il cui titolare non avrebbe dichiarato guadagni per 350.000 euro. «L’attività di controllo economico sul nostro territorio – spiegano dal comando provinciale della finanza – è connessa all’incrocio di input informativi con le analisi delle banche dati in uso al corpo. Abbiamo individuato il panificio attraverso rilevanti “alert” di rischio dal punto di vista fiscale: un’attività molto florida che produce e vende pane fresco, pizze, schiacce, panini e tramezzini. Anche in questo caso il monitoraggio del territorio virtuale ha offerto utili spunti per l’attività di intelligence e la rilevazione di evidenti elementi di redditività, molto contrastanti con quanto risultava dalle dichiarazioni presentate al fisco».

I militari hanno quindi avviato le attività ispettive e sviluppato, in pieno e costante contraddittorio con la parte, i riscontri del caso. «È bene ribadire e sottolineare come l’evasione fiscale – conclude Antuofermo – oltre a costituire una grave violazione in sé, consente agli imprenditori infedeli di sfruttare indebiti vantaggi legati alla possibilità di praticare prezzi inferiori rispetto alle attività economiche che operano nel rispetto delle regole e del mercato». 


 

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