Il Tirreno

Livorno

Toscana salute
Salute

Influenza boom: febbre alta per 5 giorni. I consigli del medico di famiglia

di Giulio Corsi

	Il dottor Angeletti e a destra un paziente con il termometro
Il dottor Angeletti e a destra un paziente con il termometro

Guardia medica spesso irraggiungibile, medici di famiglia presi d’assalto. Il coordinatore dei medici di famiglia di Livorno ci spiega quando automedicarsi o chiamare il medico

31 dicembre 2023
5 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Gran parte dei livornesi è a letto con l’influenza. I telefoni dei medici di famiglia sono presi d’assalto. La guardia medica è in forte difficoltà: nel weekend di Natale tanti non sono riusciti neanche a contattarla. Il pronto soccorso è sotto pressione e l’ospedale – dopo aver tamponato nelle scorse settimane il sovraffollamento di Cisanello – regge, ma rischia nei prossimi giorni di non avere più posti letto.

Massimo Angeletti, coordinatore dei medici di famiglia cittadini, cosa sta succedendo?

«L’influenza ci ha colti impreparati. C’è stato un anticipo dell’impennata della curva rispetto al periodo classico, che è quello a cavallo tra gennaio e febbraio. Era già accaduto negli ultimi due anni. In città e anche nel resto della Toscana l’esplosione dei casi è ancora più evidente. Sono scoppiati tutti insieme da metà dicembre».

Una stima è complicata, ma in che misura si può ipotizzare la diffusione del virus?

«Direi che a Livorno è stata colpita in questi giorni la gran parte della popolazione».

Questo anticipo del virus ha in qualche modo reso meno efficace la vaccinazione visto che servono tre settimane perché il vaccino sia efficace?

«No, ma sicuramente ci imporrà in futuro di pensare ad anticipare la vaccinazione fin da inizio ottobre anziché concentrarla a novembre come da consuetudine».

Vaccinarsi ora serve?

«Sì. Abbiamo già vaccinato molto ma abbiamo ancora in frigo un po’ di dosi, visto che c’è stata una fornitura più che sufficiente. Chi non si è vaccinato venga, in particolare le categorie a rischio, dunque over 60 e fragili, in modo da coprire il colpo di coda dell’influenza che ci sarà a gennaio».

Quali sono i sintomi del virus quest’anno?

«Febbre alta, dolori articolari, tosse, raffreddore. Ci sono anche forme para-influenzali con vomito e diarrea ma sono meno diffuse».

La durata?

«Più del solito. Quest’anno l’influenza può durare anche 5 o 6 giorni con febbre elevata. Tuttavia finora non abbiamo registrato casi severi che abbiano richiesto interventi in ospedale o uso di antibiotici, anche se la sintomatologia è più prolungata e molto fastidiosa».

La terapia qual è?

«La solita: evitare antibiotici limitandosi a semplici antinfiammatori, paracetamolo in caso di febbre, idratarsi molto, fare lavaggi del naso per liberarsi della parte di virus che spesso ristagna nel retrofaringe».

Parlava degli antibiotici…

«Non fanno nulla perché essendo la malattia virale non ha una terapia specifica, dunque non servono. Chi li fa è convinto di guarire dopo 5-6 giorni non sapendo che sarebbe guarito lo stesso visto che i tempi di guarigione sono quelli. Mi viene in mente il vecchio detto secondo cui l’influenza senza terapia dura una settimana e curata dura sette giorni...».

È possibile che dal virus ci sia una complicazione batterica?

«Raramente i soggetti influenzati vanno incontro a sovrainfezioni batteriche. In questi casi tuttavia va usato l’antibiotico ma dietro controllo e diagnosi medica. Devo dire che per fortuna è un concetto ormai acquisito che l’influenza non si cura con gli antibiotici. Ma è importante ricordarlo sempre perché il problema dell’antibiotico-resistenza è gravissimo e crescente, e va combattuto attraverso un’educazione sanitaria corretta».

Chi sono i soggetti più colpiti dal virus finora?

«Personalmente ho visto molti più giovani di anziani perché questi si sono vaccinati in massa. Nei vaccinati, se il virus colpisce, dura due giorni».

Ci sono stati anche molti casi di febbri più brevi. Come si fa a capire se è stata influenza o no?

«La distinzione tra influenza e forme para-influenzali è difficile, sicuramente la durata della patologia aiuta a capire: una febbre di uno o due giorni fa pensare più a virus para-influenzali. Ma attenzione perché c’è anche tanto Covid in giro, seppur, per fortuna, in forma depotenziata, il che lo rende indistinguibile dall’influenza, se non attraverso il tampone. Ma la terapia è la stessa: ibuprofene, paracetamolo, riposo a casa e dieta adeguata».

Chi ha avuto pochi giorni di febbre può prendere anche l’influenza?

«Sì, perché non era influenza e dunque non è protetto. Chi l’ha presa invece non la riprende, poiché resta la memoria immunitaria per tutta la durata dell’epidemia».

Se un assistito ha la febbre cosa deve fare? Automedicarsi o chiamare il medico?

«L’automedicazione può avvenire nei primissimi giorni dall’insorgere dei sintomi in chi non ha particolari patologie e ha un’età che non fa pensare a complicazioni. Successivamente è bene contattare il medico qualora la sintomatologia dovesse perseverare o si pensi che ci sia una complicanza».

C’è anche chi va al pronto soccorso…

«È un errore, sono accessi impropri che creano intasamenti. Basta sentire il parere del proprio medico. E farsi visitare solo in caso di patologie particolari».

Ma spesso non è facile parlare con il proprio dottore.

«Queste sono giornate in cui il telefono inizia a squillare alle 7.30 e continua tutto il giorno, anche durante gli orari degli ambulatori. Le persone chiedono consigli e i nostri studi sono pieni. Ci sono anche tante persone che hanno bisogno del certificato per lavoro. Serve pazienza». 


 

Primo piano
La tragedia

Livorno, muore a 51 anni schiacciata con lo scooter fra due auto: chi è la vittima e la dinamica

di Stefano Taglione
Le nostre iniziative