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Livorno, lievitano i costi per il nuovo ponte in Venezia: lavori almeno fino a metà 2024

LIVORNO- lavori ponte quartiere Venezia, piazza luogo Pio, via Caprera
LIVORNO- lavori ponte quartiere Venezia, piazza luogo Pio, via Caprera

Tra intoppi e rincari la spesa prevista per l’intervento è salita di 450mila euro

30 dicembre 2023
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LIVORNO. La nota positiva è che i lavori stanno andando avanti. Anche ieri mattina lungo il viale Caprera c’era un gruppo di operai a saldare, scavare, monitorare. Ma perché si arrivi alla fine di tutto l’intervento serviranno ancora un po’ di mesi, almeno cinque o sei. E a guardar bene le carte si scopre che i costi per riaprire completamente il fosso di piazza del Luogo Pio e realizzare il nuovo ponte della Venezia sono lievitati: dai 931.800 euro delle previsioni a 1.381.800 euro dell’ultimo quadro tecnico economico, che vuol dire 450mila euro in più.

Lo chiarisce l’ultima delibera, la 914, approvata pochi giorni fa da sindaco e assessori.

I motivi di questo aumento sono messi in fila nel rapporto del direttore dei lavori e del dirigente del settore urbanizzazioni e infrastrutture. E per la verità non aggiungono molto agli intoppi già raccontati nel corso dell’ultimo anno e mezzo, da quando è stato aperto il cantiere nel settembre del 2022. Per esempio si parla del «verificarsi durante il corso dei lavori, di una significativa immissione di acqua all’interno degli scavi di cantiere», tale da rendere «necessario apportare modifiche alla soluzione inizialmente prevista».

Nel frattempo c’è stato l’ok della Soprintendenza alla nuova soluzione tecnica, che «alla luce del ritrovamento delle spallette in muratura», quelle del seicentesco ponte originario, ha comunque «rilasciato la prescrizione di un loro recupero, lavorazione questa che comporta un incremento dei costi stimati di 170mila euro». Poi ulteriori somme necessarie per spostare e modificare cavi e tubazioni di telefonia, acqua, gas, fognatura (157.497 euro, di cui 80.260 di lavori già affidati); o ancora il collaudo statico sui pali («occorre prevedere una somma di 15mila euro oltre Iva»)e più in generale «l’incremento dei costi di molte categorie» già appaltate, che ha fatto emergere «la necessità di un maggiore importo da finanziare di 450mila euro».

Va detto che questa somma ha già trovato copertura nelle pieghe del bilancio del Comune (i primi 200mila euro arrivano dal reimpiego dell’avanzo libero del 2023), quindi i lavori non sono a rischio e dopo l’ultimo stop per il ritrovamento delle spallette storiche stanno procedendo regolarmente. Per vedere la fine di tutto bisognerà comunque attendere maggio o giugno, come confermato ieri al Tirreno dall’assessorato di riferimento.

Sulla definitiva riapertura del fosso del viale Caprera e la realizzazione del ponte che porta in piazza del Luogo Pio si potrebbe scrivere un libro.

I lavori sono partiti nel settembre del 2022, subito dopo Effetto Venezia: era previsto un anno di cantieri, tempi che avrebbero anche potuto essere accorciati a sette mesi – fu risposto allora dagli uffici – a seconda delle soluzioni che sarebbero state adottate strada facendo. Così non è stato. Ma di quell’operazione, come ricorderanno bene i veneziani, si parlava nelle carte già vent’anni prima: si tratta infatti dell’ultimo tassello della riapertura dell’antico canale che nel suo complesso era prevista dal quadro generale approvato da Comune e Soprintendenza addirittura nel 2002.

La guida di Livorno Piombanti racconta che lo storico fosso che dal Refugio raggiungeva il ponte Santa Trinita fu «colmato con lodevole deliberazione del Comune» nel 1898. Lo interrarono per motivi igienico sanitari e da lì saltò fuori il viale Caprera. Anche quando furono riaperti i due tratti del fosso, quello lato mare e quello lato terra, tra il 2009 e il 2014, ci furono intoppi e ritardi: chi non ricorda, per esempio, la bomba della seconda guerra mondiale ritrovata tra la cantina dei vogatori del Venezia e la casa di Andrea Sgarallino? Era il settembre del 2011 e il Comune e la protezione civile dovettero evacuare quasi 6mila persone.

Anche quando i due lati del canale sono stati riaperti, nel mezzo a dividerli è rimasto per lungo tempo il muro di cemento, che poi altro non è che la strada. Così tra il 2015 e il 2016 il municipio ha candidato il progetto del nuovo ponte al “bando periferie” del ministero; nel 2018 è stato approvato il progetto definitivo, tre anni fa quello esecutivo, finché nel 2021 i lavori sono stati affidati alla ditta vincitrice e nel 2022 è partito il cantiere.


 

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