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Il presepe d'arte

Livorno, lo strazio della guerra e la “Natività a Gaza” di Viviano Domenici

Livorno, lo strazio della guerra e la “Natività a Gaza” di Viviano Domenici

Antignano, è visitabile nella storica chiesa di S.Lucia: il racconto del suo ideatore

30 dicembre 2023
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Livorno La Natività a Gaza raccontata nel “presepe dell’arte” realizzato dal giornalista in pensione Viviano Domenici e visitabile all’interno della storica chiesa di Santa Lucia, nel borgo di Antignano. È lui a raccontare il suo lavoro.

«Ci sono avvenimenti come le guerre che non è facile raccontare con le parole perché col passare dei giorni, delle settimane e dei mesi le parole diventano logore, perdono di significato, non dicono più niente, e persino la conta dei morti assomiglia sempre di più a un esercizio aritmetico disumanizzato», la sua riflessione anticipa il lavoro che ha fatto e che sarà visitabile fino a Befana.

« In questi giorni di festa consumistica, come si fa a raccontare quello che sta accedendo a Gaza da mesi, in Ucraina da oltre un anno, mentre 61 naufraghi muoiono in mare perché il Ministro con la M maiuscola ha deciso dove deve andare la nave che potrebbe salvarli, o mentre il solito geloso del tempo che fu strangola o accoltella la sua donna perché è sua e basta? Come si fa a raccontare questa realtà? È una domanda alla quale m’è già capitato di dover rispondere, decidendo alla fine di provare a raccontare con le immagini anziché con le parole. Così ho fatto anche questa volta, realizzando con un collage in 3D una sorta di discarica del dolore dove riunire le sofferenze e, con un’operazione di personale autolesionismo, per sentirmi partecipe di quelle tragedie indescrivibili e cercare di ridurre la tensione che nutre i diavoli della notte».

Così nasce “Natività a Gaza”. «Ho costruito questa tragica «Natività a Gaza», dove nella realtà i morti si contano a decine di migliaia e dove – secondo le testimonianze dei responsabili sanitari della Striscia – tra il 7 ottobre e il 15 novembre Gesù bambino è stato ucciso già 4.609 volte e ferito oltre 9.000. Tanti sono i bambini e le bambine uccisi o feriti nella Striscia di Gaza in 39 giorni». La tragedia. Lo strazio. «Fino ad oggi i bambini uccisi sarebbero oltre 10mila. Il 20 novembre, il New York Times edizione internazionale ha pubblicato un articolo in cui si parla della guerra nella Striscia da Gaza, e quello che più colpisce è la foto di Khaled Joudeh, un bambino di 9 anni che, nell’obitorio di Gaza, guarda e accarezza il volto della sua sorellina Misk, di 8 mesi, avvolta in un sudario bianco». Domenici torna alla sua Natività. «L’immagine è presente nel collage, ma il volto dei due bambini è pixellato, come vuole la legge del nostro Paese. L’immagine è firmata da Sumar Abu Elouf, mentre l’autore dell’articolo è Raja Abdulrahim il quale racconta che durante un attacco aereo avvenuto il 22 ottobre su Deir al Balah, nel centro di Gaza, dove la famiglia viveva, il piccolo Khaled ha perso anche la madre, il padre e il fratello più grande. Un collega, nel commentare in tv la risposta di Israele all’attacco terroristico di Hamas, ha detto di aver domandato a tante persone che criticavano l’eccesso della reazione israeliana: “xhe cosa avrebbe dovuto fare Israele?”, e che nessuno degli interlocutori aveva saputo dare una risposta. Io avrei detto: “non quello che sta facendo”». l





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