Gioco
Livorno, il vernissage della mostra su Leonardo da Vinci è un successo
Si alza il sipario del grande evento al Museo della Città che andrà avanti fino al primo aprile: opere, costi e info
LIVORNO Il d-day finalmente è arrivato. Il vernissage mercoledì 20 dicembre alle 17 della grande mostra, la terza, che fa dei Bottini dell’Olio e del Museo della Città il centro livornese del genio del grande Leonardo Da Vinci è un successo.
Con il sindaco, con la fascia tricolore per l’occasione, ci sono tutti per rendere omaggio a un evento artistico e culturale di rilievo che richiamerà visitatori da tutta Italia, al Museo della Città. Promossa e organizzata dal Comune di Livorno insieme a MetaMorfosi Eventi e curata da Sara Taglialagamba, catalogo Sillabe finalmente si alza il sipario su Leonardo Da Vinci, bellezza e Innovazione”.
In esposizione 15 disegni autografi di Leonardo da Vinci del Codice Atlantico dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e il Codice sul Volo degli Uccelli dalla Biblioteca Reale di Torino.
Ci sono anche disegni e dipinti leonardeschi che testimoniano la ricezione e la diffusione di temi di Leonardo. In tutto oltre 70 opere che descrivono il connubio strettissimo tra bellezza e invenzione proprio del genio universale. «Siamo entusiasti – ha detto il sindaco Luca Salvetti – è un progetto che ha richiesto due anni di instancabile impegno e dedizione».
Perché, aggiunge l’assessore alla Cultura Simone Lenzi, «l’esposizione è un invito a esplorare le profondità della mente di Leonardo, offrendo a Livorno l'opportunità di apprezzare e imparare da uno dei protagonisti della nostra Storia». Sara Taglialagamba, curatrice, ha spiegato nei giorni scorsi che «la mostra si articola in quattro sezioni: Leonardo e il suo rapporto con il territorio; bellezza e invenzione secondo Leonardo; la diffusione e la ricezione di Leonardo tra il Cinquecento e il Settecento; e, infine, l’omaggio allo studioso Carlo Pedretti».
Settanta opere
In mostra appunto anche disegni e dipinti leonardeschi che testimoniano la ricezione e la diffusione di temi di Leonardo. In tutto circa 70 opere che descrivono il connubio strettissimo tra bellezza e invenzione proprio del genio universale. Nella mente di Leonardo bellezza e invenzione costituiscono un binomio indissolubile, così come l’intento della rappresentazione è inscindibile dal processo della conoscenza. La mostra vuole offrire quindi l’occasione di immergersi nella mente dell’artista approfondendo il suo rapporto tra il disegno e la pittura, che considera una scienza naturale. Rispetto ai suoi contemporanei, infatti, il costante e minuzioso studio del vero non si limita a esercizi teorici di riproduzione, ma è il risultato diretto di una miracolosa investigazione della natura.
Come detto saranno in mostra 15 disegni autografi di Leonardo da Vinci del Codice Atlantico dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e il Codice sul Volo degli Uccelli dalla Biblioteca Reale di Torino. Sempre in mostra anche un disegno grottesco autografo di Leonardo, appartenuto al rabbino livornese Ilo Giacomo Nunes, e da lui offerto intorno al 1925-1926 al direttore Paul Joseph Sax del Fogg Art Museum della Harvard University di Cambridge (Massachusetts) che si trovava per motivi di lavoro in Italia per sensibilizzare all’utilizzo e all’impiego delle analisi diagnostiche nelle opere d’arte.
Questa storia che lega Leonardo da Vinci a Livorno è frutto delle ricerche durate 8 anni del livornese Massimo Signorini. Le 70 opere in mostra sono testimonianza di “bellezza e invenzione” come narra il titolo dell'esposizione, che sono certo, saranno apprezzate e visitate non solo dai livornesi, ma anche dai tanti turisti che ormai da tempo sono presenti nella nostra città”. “ Questa mostra – chiosa l’assessore alla Cultura Simone Lenzi - è un sogno che abbiamo realizzato con pazienza in due anni di lavoro. Il genio universale di Leonardo inaugura la modernità e da molto punti di vista rappresenta lo spirito più autentico di tutto ciò che si proietta nel futuro forte delle sue radici: Livorno è una città che, per la sua stessa storia, può far tesoro di questa grande lezione perché di questa stessa lezione è figlia”.
Il legame con Livorno
Il perché di una mostra di Leonardo da Vinci a Livorno come ha spiega nei giorni scorsi la curatrice Sara Taglialagamba, Leonardo ha ampiamente studiato il territorio, catalizzando la sua attenzione sulla città di Livorno (di cui descrive il Porto pisano, il faro trecentesco chiamato fanale e la torre quattrocentesca detta Torre del Marzocco), e Piombino, dove si reca per ben due volte per occuparsi della fortificazione della città.
Ma c’è un altro filo che lega Leonardo da Vinci a Livorno, una storia frutto delle ricerche durate 8 anni del livornese Massimo Signorini.
E’ la storia di un disegno grottesco autografo di Leonardo, appartenuto al rabbino livornese Ilo Giacomo Nunes, e da lui offerto intorno al 1925-1926 al direttore Paul Joseph Sax del Fogg Art Museum della Harvard University di Cambridge (Massachusetts) che si trovava per motivi di lavoro in Italia per sensibilizzare all’utilizzo e all’impiego delle analisi diagnostiche nelle opere d’arte. Il disegno venne dunque acquistato da Sax con il benestare dello Stato Italiano, nel frattempo informato della trattativa e dopo aver valutato il diritto di prelazione. Tuttavia, il direttore Sax, resosi conto della enorme importanza del disegno e facendo leva sui solidi rapporti tra il museo americano e l’Italia, lo donò allo Stato Italiano su concessione del Fogg Art Museum a condizione che fosse esposto con la dicitura “dono da parte del Fogg Art Museum dell’Università di Cambridge allo Stato Italiano”.
La sezione dedicata all’arte contemporanea
La mostra ha inoltre una sezione dedicata all’arte contemporanea, in omaggio al prof. Carlo Pedretti, storico dell’arte e grande conoscitore dell’opera leonardesca, nella sezione contemporanea del Museo della Città il cui riallestimento sarà inaugurato nel mese di gennaio, a cura di Paolo Cova, direttore scientifico del Museo della Città stesso . Le opere di questa sezione, che fanno parte della collezione permanente del Comune di Livorno, evidenziano le suggestioni che Leonardo esercitò su grandi artisti come Lucio Fontana, Piero Dorazio, Pino Pascali. A queste si aggiungeranno opere appartenenti alla Nuova Fondazione Rossana e Carlo Pedretti, da Keith Haring, ad Arnaldo Pomodoro, da Aligi Sassu, a Richard Buckminster Fuller.
Info utili
Giorni e orari di apertura: dal lunedì al venerdì 10-19; sabato, domenica e festivi 10 -21; 24
dicembre e 31 dicembre chiusura alle 20.
Biglietti: Intero € 15; ridotto € 10,00 ( sotto 18 anni, sopra 65 anni, studenti di ogni ordine e grado, gruppi sopra le 20 persone ); scuole per ogni bambino €5; visite guidate € 75( max 25 persone ); audioguide € 3; visita guidata per le scuole € 2 a bimbo; visita guidata + laboratorio didattico € 5 a bimbo; cumulativo con Museo Fattori € 18. Info; 0586/ 824551.
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