Gioco
Livorno, boom di affitti per periodi brevi: nate in un anno 200 nuove attività
Sempre più livornesi optano per investire sulla locazione non imprenditoriale. Garufo: «Fenomeno che alla lunga crea dei conflitti sul mercato immobiliare»
i Claudia Guarino
Livorno Crescono le attività classificate come “locazione non imprenditoriale”. Cioè affitti di appartamenti senza disporre di partita iva. E il fatto, di per sé, non è un’assoluta novità. Lo è, caso mai, la mole dell’aumento. Perché se nel 2022 – facendo il saldo tra iscrizioni e cessazioni – si registravano 90 attività in più di questo tipo, nel 2023 il segno più è di fronte al numero 206. È quanto raccontano i dati del Suap, sportello per le attività produttive del Comune di Livorno. «L’aumento degli affitti brevi (per esempio quelli collegati ad Airbnb, ndr) è un fenomeno in continua crescita – commenta l’assessore al Commercio Rocco Garufo – che può generare anche dei problemi e che va tenuto sotto sorveglianza». Perché chi ha bisogno di affittare casa per un lungo periodo, per esempio, sta trovando difficoltà a trovarla. Ma facciamo un passo indietro.
Il segno meno
Qualche giorno fa Il Tirreno ha pubblicato i dati della Camera di Commercio relativi alle imprese da cui emergeva un quadro non proprio positivo. Perché, considerando i primi nove mesi del 2023, risulta che in quasi tutti i settori il saldo tra iscrizioni di aziende al registro imprese e cessazioni risulta negativo. Male, per esempio, commercio e ristorazione. Per il primo il saldo è meno 98, per il secondo è meno 40. Al 30 settembre, inoltre, risultano iscritte 13.596 sedi d’impresa con un saldo di meno 143.
«Ma c’è un altro dato»
L’assessore Garufo, nel prendere atto del segno meno generalizzato che emerge dei suddetti dati, spiega che «la camera di commercio prende in considerazione le sedi d’impresa, mentre il Suap ha le statistiche delle unità locali dalle quali risultano numero in crescita». Ciò significa – precisano dal Comune – che se un marchio ics ha dieci negozi, il Suap non considera solo il marchio ma conteggia i dieci negozi. Questi i dati forniti dall’assessore Garufo e relativi al periodo compreso tra il primo gennaio 2023 e il 12 dicembre. Ristoranti e bar: 53 locali avviati, 40 cessazioni, 70 subingressi. Commercio di vicinato: 142 avvii, 123 cessazioni e 63 subingressi. Commercio all’ingrosso: 25 avvii e 8 cessazioni. «Potrebbe trattarsi sia di imprese livornesi che di imprese che hanno la sede altrove ma che decidono di aprire anche in città. E ogni nuova attività genera occupazione». Dunque, incrociando i vari dati, quale bilancio è possibile trarre secondo l’assessore? «Non stiamo parlando di un’economia che vola, ma neanche di un disastro».
Hotel e dintorni
E c’è anche tutto il mondo delle attività ricettive. Complessivamente dai dati del Suap sulla unità locali risulta che nel 2023 il settore ha registrato 301 nuove aperture e 74 cessazioni. Ma, come detto, ciò che balza all’occhio è l’aumento delle strutture destinate agli affitti brevi. Con 270 nuove aperture in poco meno di un anno a fronte di 64 cessazioni. Si tratta, grosso modo, di 8 nuovi affittacamere che spuntano ogni mese. Mica poco. «L’aumento va di pari passo con una crescita delle presenze turistiche sul nostro territorio – dice Garufo – ma in effetti possono creare qualche problema. Nel senso che chi cerca casa in affitto può avere difficoltà a trovarla perché molti appartamenti sono adibiti a immobili da affittare per brevi periodi e, col passare degli anni, tutto ciò potrebbe entrare in conflitto col generale mercato degli affitti. Cerchiamo comunque soluzioni attraverso gli strumenti urbanistici». Insomma, il mercato è in evoluzione, compreso quello degli affitti e i numeri non sono esaltanti, ma nemmeno drammatici. È in sostanza questo il punto di vista del Comune. «E – conclude Garufo – guardando l’analisi sulla demografia d’impresa notiamo una situazione di disagio generale, che non riguarda solo Livorno». l
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