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Livorno, sventa la truffa del falso avvocato: «Così ho capito che era un raggiro, ma mi sono spaventata»

di Claudia Guarino
Livorno, sventa la truffa del falso avvocato: «Così ho capito che era un raggiro, ma mi sono spaventata»<br>

Il racconto della 77enne Fiorella: «Fate attenzione»

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Livorno «Salve signora, sono Luigi Dacorelli, l’avvocato di sua figlia. La ragazza ha investito una donna incinta e adesso è in arresto dai carabinieri. Se vuole farla uscire deve pagare ottomila euro». Ecco la telefonata che ieri mattina ha ricevuto la 77enne Fiorella Parlanti. Ma la signora non si è fatta raggirare. Ha chiamato prima la figlia e poi i carabinieri sventando, così facendo, la truffa. «Ma quando quell’uomo ha detto che mia figlia era in difficoltà mi sono sentita male e stavo per crederci. Sappiamo che esistono raggiri simili, ma quando ti ci trovi non è semplice riconoscerli. Questa volta è successo a me, ma può accadere a tutti. Perciò vorrei dire alle persone di fare attenzione».

La telefonata

La signora Parlanti racconta che ieri mattina era sola in casa quando è squillato il telefono. Dall’altra parte della cornetta, c’era un uomo. «Sapeva il mio nome e il mio cognome quando ha detto che mia figlia aveva investito sulle strisce pedonali una donna incinta al settimo mese». «Non sappiamo come sta la signora, è ricoverata all’ospedale – ha detto il truffatore a Fiorella – io sono in tribunale e sua figlia è chiusa in caserma. Non può vederla perché con la nuova legge chi investe un pedone sulle strisce viene arrestato». A sentir queste cose la signora Fiorella ha avuto quasi un mancamento.

«Mi sono spaventata»

«Mi sono spaventata molto – racconta Parlanti –. Chiedevo a quest’uomo come stava la donna investita da mia figlia. Lui ha detto che servivano ottomila euro per sistemare le cose. Saremmo potuti scendere a settemila, ma andavano pagati subito e in contanti perché l’indomani sarebbe stato troppo tardi. In quel momento io ero preoccupata per mia figlia e per la donna incinta, non stavo pensando ai soldi».

«Chiamate il 112»

Alla signora Fiorella è stato detto che sua figlia era chiusa in caserma, «ma ho provato a chiamarla comunque e lei mi ha risposto». Spiegandole che non aveva investito nessuno e che era a casa con l’influenza. «A quel punto ho chiamato subito il 112. I carabinieri mi hanno spiegato che ero stata vittima di una truffa e mi hanno raccomandato di non aprire la porta a nessuno». Una pattuglia dell’Arma è quindi stata inviata in via Tivoli, dove vive la signora Fiorella.

«Può succedere a tutti»

«I carabinieri mi hanno detto che ci sono state molte truffe simili in città – racconta la donna –. Io ne avevo sentito parlare in televisione e l’avevo letto sui giornali, ma vivere un’esperienza del genere è un’altra cosa e mai avrei pensato che sarebbe potuto accadere anche a me. Queste persone si approfittano di chi è più fragile. E una cosa del genere adesso è successa a me, ma potrebbe succede a tutti». Dunque – è l’appello della signora Fiorella – «vorrei dire a tutti di fare attenzione». l


 

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