Il Tirreno

Livorno

L’evento

Livorno, ritrovate canzoni inedite di Piero Ciampi

Livorno, ritrovate canzoni inedite di Piero Ciampi

Scoperta di De Angelis resa nota per il Premio Ciampi: sul palco del Goldoni anche i mitici Cccp-Fedeli alla Linea. Il racconto della giornata finale

7 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO Una decina di canzoni inedite di Piero Ciampi, insieme a una ventina di varianti anch'esse inedite di canzoni già note, sono il "tesoro" che ha scoperto Enrico de Angelis, grazie al suo fiuto pluridecennale di ricercatore nel campo della canzone d’autore, e che ora ha intenzione di pubblicare in un cofanetto, un doppio cd, che potrebbe intitolarsi "Piero Ciampi, inediti".

La notizia della scoperta l'ha voluta regalare al pubblico proprio de Angelis a Livorno in occasione dell'edizione 2023 del Premio Ciampi, dedicata all’anima di questo Premio, Franco Carratori scomparso lo scorso 15 novembre.

GLI INEDITI

"Ho sempre amato Piero Ciampi - ha detto de Angelis - e come tanti sono rimasto folgorato da lui fin dalla sua prima apparizione in tv. Poi l'ho conosciuto di persona stringendoci un legame particolare quando nel 1976 lo invitammo al Premio Tenco". "È proprio nel corso delle mie ricerche da collezionista - ha spiegato de Angelis - che ho rintracciato una decina di registrazioni, alcune delle quali su bobine originali, con la voce di Ciampi. Canzoni totalmente inedite, testi e musiche, totalmente sconosciute fino ad oggi, e in più ho trovato una ventina di varianti inedite, sempre con la voce di Ciampi, di canzoni invece già note". Si tratta di materiale che va restaurato, prima di poterlo rimasterizzare, ma de Angelis garantisce che è di grandissimo spessore. Gli inediti possono essere divisi in due blocchi: il primo composto da sei brani tutti con Piero che canta, di cui quattro orchestrati, che risalgono al 1967 (nastri originali registrati negli studi Rca presi in affitto che riportano la data del maggio 1967) e sono frutto della collaborazione di Ciampi con il musicista Elvio Monti: "Non si sa il motivo per il quale siano rimasti inediti - prosegue il musicologo - sono testi bellissimi, profondi, intrisi di quella poesia malinconica che solo Ciampi sapeva trasmettere. Tra questi ho ritrovato anche la versione integrale di uno strano brano, di cui Gino Paoli si ricordava solo alcuni versi, in cui Ciampi racconta incavolato della tardiva scoperta che una sua fidanzata nel '44 se la faceva con i soldati alleati". Poi c'è un secondo blocco di canzoni inedite, che risalgono invece agli anni '70: "Mai muoversi", "Fra trent'anni" e "Se... ma... no...", le prime due già orchestrate. Queste sono state realizzate invece con Gianni Marchetti. I testi in questo caso erano già stati pubblicati nel '92 nel libro di de Angelis "Piero Ciampi, tutta l'opera", ora introvabile. Un'altra curiosità è che "Fra trent'anni" nel libro appare con il titolo "Suona suona", ma grazie ai documenti nel frattempo recuperati De Angelis è riuscito a revisionarlo restituendolo alla sua versione originale. Anche dalle varianti inedite di canzoni già note emergono particolari interessanti, come è il caso delle celebri "Tu no" o "Livorno"  (registrata con il titolo "Triste triste") pubblicate nel 1971: De Angelis ha ritrovato che le relative basi orchestrali risalgono al 1967 e quindi andrebbero retrodatate. E infine una chicca sul disco scritto da Ciampi per Nada nel 1973, "Ho scoperto che esisto anch'io": "Ho ritrovato - rivela de Angelis - i provini cantati da Piero per quell’album: le stesse canzoni cantate dalla voce di Nada le abbiamo ora con la voce di Piero, ma sempre col soggetto al femminile".

LA GIORNATA DEL PREMIO CIAMPI

Siamo tutti un po’ outsider alla fine? Oppure è più semplice bersi passivamente ciò che il sistema omologante ci propina e poi lamentarsi, ma intanto ci siamo dentro fino al collo? Se una “cellula dormiente” come i Cccp si è risvegliata dopo trent’anni e trova un senso nel tornare sul palco, pur cambiando modo di starci, è perché loro sono portatori di una visione che ancora oggi arriva con grande forza. Un po’ come Piero Ciampi, per quella sua irruenza nel portare avanti le proprie canzoni e la propria identità. Quella del poeta e cantautore livornese è una storia finita male, perché se n’è andato a soli 46 anni, ma come recita il manifesto del Premio Ciampi edizione 2023, andato in scena sabato sera in teatro Goldoni gremito di gente, “Lunga vita agli outsider!”.

Sembra quasi un’esortazione a mantenere in vita, o riscoprire, certi modi di stare al mondo, come di fare canzone o essere artista, nonché di indurre in ciascuno di noi la capacità di scansare il successo e di credere in chi sfida sé stesso e le proprie paure. “Crediamo nei disturbatori, nei sabotatori in chi combatte le convenzioni”, recita una parte del manifesto del Premio Ciampi, organizzato da Associazione Premio Ciampi e Arci Livorno con il contributo e patrocinio del Comune di Livorno, Fondazione Livorno, Regione Toscana e Fondazione Teatro di Livorno.

Ecco: non è solo il silenzio a essere dissenziente, infatti uno dei momenti più belli e sentiti della serata al Goldoni è stato quando Sandro Ruotolo, alla fine del suo monologo incentrato sul tema dell’immigrazione e della guerra, ha chiesto al pubblico di alzarsi e fare «un minuto di rumore per ricordare tutte le donne vittime di femminicidi». Se non parlare di successo, giacché come scrisse Luciano Bianciardi, “successo non è che il participio passato del verbo succedere”, la ventiseiesima edizione del Premio Ciampi ha trovato una sua realizzazione nella capacità di prendere una posizione chiara e riunire tante persone sotto il segno della musica, come dell’arte, del fumetto e della poesia, ma anche di una riflessione più ampia sui nostri tempi e sulla società. Proprio nella motivazione del Premio alla Carriera assegnato ai CCCP, il presidente della giuria Antonio Vivaldi dice che «oggi viviamo in un mondo cambiato, forse peggiore, così è bello ritrovarli e curiosamente provare un senso di sicurezza, scoprire che i CCCP sono un punto fermo nelle nostre vite».

Non è la sicurezza come deterrenza, repressione, slogan, ma il senso di ciò che descrive bene Massimo Zamboni, uno dei membri della storica band emiliana che in occasione delle celebrazioni per i 40 anni dall’uscita del primo EP “Ortodossia” è passata anche da Livorno: «I viaggi che hanno senso sono quelli che hanno un ritorno. Vedere casa tua da lontano ti apre il mondo». Se quelli del punk filosovietico all’italiana sono tornati, c’è un “compagno di viaggio” che se n’è andato circa un mese fa, ma la sua presenza è stata costante, immanente, alla serata: Franco Carratori. Prima che Jennà Romano dei Letti Sfatti guadagni il palco con Lucia Rango e poi Sandro Ruotolo e Patrizio Trampetti, parte un video di omaggio al compianto fondatore del Premio Ciampi che parla di affinità: quelle tra città di mare come Napoli e Livorno, ma anche tra modi di fare canzone e interpretare Piero Ciampi, storie di porti e illusioni che ognuno di noi porta con sé. Il ricordo di Franco è presente fin dal pomeriggio al Goldoni, dove il convengo nazionale su musica e letteratura ha dato spazio a libri, canzoni, premiazioni e dibattiti, compreso il contributo di Enrico De Angelis, storico autore di Piero Ciampi, che ha parlato di un importante ritrovamento legato a Ciampi: si tratta di circa dieci inediti totali e un’altra ventina di versioni inedite di canzoni già conosciute; sono un patrimonio che tutti meritano di conoscere. Paolo Pasi ha presentato lo spettacolo serale, aperto da una versione elettro-industrial di “Andare camminare lavorare”, brano di Piero messo in scena da Marzio Del Testa, una delle menzioni speciali di questa edizione insieme a Porfirio Rubirosa, Dalia Buccianti, Lorenzo Lepore e Francesco Pecs. Si sono esibiti tutti, e come loro (inframezzati dal Premio Valigie Rosse dedicato alla poesia) i tre vincitori del Premio Cover Matteo Troilo, Giorgio Mannucci ed Eugenio Sournia. Quest’ultimo è anche il vincitore assoluto del Concorso nazionale, così la sua emozionante performance è caduta nel momento caldo della serata, precedendo appena l’arrivo sul palco dei Not Moving e dei Marlene Kuntz, le altre due band vincitrici del Premio alla Carriera, così come quello di Robert Coyne, figlio di Kevin Coyne, protagonista quest’anno del Premio L’altrarte. Un finale iconico, con il pubblico in piedi sottopalco dopo che i CCCP, al termine dell’intervista con John Vignola, hanno regalato una versione acustica di “Annarella”, con Zamboni alla chitarra e quella viscerale, intatta, voce di Giovanni Lindo Ferretti, che poco prima ha detto, a proposito del risveglio dei CCCP, che «c’era un motivo per rimettere in piedi tutto questo e ci siamo riusciti. Ci siamo fermati con la fine dell’impero sovietico e ci siamo svegliati 30 anni dopo trovando il mondo esattamente come lo avevamo lasciato. Non è cambiato niente, c’è ancora l’impero del male». E poi canta: “Lasciami qui, lasciami stare, lasciami così. Non dire una parola che non sia d’amore”. Ce ne vuole tanto d’amore per essere outsider.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web