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Livorno, “Difendiamo l‘area verde del Loghino”: il comitato, la festa e il futuro
Orti Urbani, il gruppo si fa sentire e chiede garanzie al Comune: fin dal primo giorno di occupazione chiediamo di riaprire la porzione di parco pubblico ancora chiusa
LIVORNO “Loghino in Festa” all’area verde di tre ettari compresa tra via via Piemonte, Viale Boccaccio e via Campania. Un’area verde occupata il 25 aprile di due anni fa dal Comitato Orti Urbani di via Goito insieme a diverse associazioni sindacali e politiche e parzialmente utilizzata come orti urbani autogestiti. L’iniziativa si è svolta domenica 17 dicembre.
“Nei giorni precedenti gli attivisti e le attiviste hanno pulito una porzione di terreno nel quale sorgerà un’area ad utilizzo collettivo e aggregativo. Oggi invece l’iniziativa vera e propria con musica, pranzo, spettacolo con bolle di sapone e mercatino. Durante la mattinata sono iniziati i lavori per la costruzione di una compostiera. Come sempre il ricavato dell’iniziativa, così come le piccole quote che mensilmente ogni partecipante dona, vengono utilizzati nella massima trasparenza, con rendicontazione periodica, per coprire le spese di gestione, acquistare materiali e compire le spese legali”, dicono dal Comitato Orti Urbani Loghino.
L’assemblea del Loghino è parte attiva del più ampio progetto che vede riunite diverse associazioni e comitati contro la cementificazione, il consumo di suolo e la difesa dell’ambiente e della salute.
"Fin dal primo giorno di occupazione – continuano – abbiamo chiesto all’amministrazione comunale di riaprire la porzione di parco pubblico ancora chiusa e lasciata all’abbandono nonostante, ormai diversi anni fa, siano stati fatti tutti i lavori necessari. Evitare qualsiasi tipo di intervento urbanistico nell’area verde e costituirsi nel processo penale che vede imputati imprenditori del mattone e un ex dirigente del Comune per corruzione. Secondo la Procura hanno “svenduto” il Podere Loghino sottostimandone il valore, per farci costruire delle villette”.
E chiudono: “Un gruppo non meglio identificato di persone ha recentemente provato ad aprire una “trattativa” con l’amministrazione comunale per farsi assegnare una parte dell’area, senza alcun bando e senza uno straccio di trasparenza in modo da indebolire le rivendicazioni politiche e sociali di questa importante esperienza. Qualche orto in cambio del silenzio. Un tentativo sventato dall’assemblea del comitato che anche con l’iniziativa di oggi, e con quelle che verranno, ha voluto ribadire i principi generali che stanno alla base di questo progetto”.
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