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Cronicità, a Livorno nasce il filo diretto tra medico di base e specialista: come funziona

di Franco Marianelli
Il dottor Roberto Bigazzi mentre illustra ai medici di famiglia il nuovo servizio offerto dalla Svs per i pazienti con cronicità
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Il dottor Roberto Bigazzi mentre illustra ai medici di famiglia il nuovo servizio offerto dalla Svs per i pazienti con cronicità

Via al progetto di consulto della Svs gratuito per gli assistiti: hanno già aderito vari ex primari

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LIVORNO. Si chiama Chronica.net ed è la risposta della Società Volontaria di Soccorso di Livorno ai tagli della sanità nazionale. Si tratta di un servizio (gratuito) di teleconsulto che partirà dai medici di famiglia e arriverà a vari specialisti che offriranno gratuitamente le loro consulenze agli assistiti.

A spiegare nei dettagli l’operazione ai medici di famiglia è stato Roberto Bigazzi, per una vita primario del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’ospedale. «Il medico di famiglia che necessiterà di un teleconsulto con uno specialista contatterà (per telefono o mail) un call center della Svs appositamente dedicato a questo tipo di servizio. Il call center metterà in contatto on line lo specialista richiesto con il medico richiedente, analizzerà il quesito clinico e darà una risposta».

Per ora i professionisti che hanno dato la loro disponibilità al teleconsulto sono lo stesso Bigazzi e Stefano Bianchi, ex primario della Nefrologia di Cecina, Piombino e Portoferraio, che oggi ricopre l’incarico di presidente nazionale della Sin, la società italiana di nefrologia. Ma non solo. Per quanto riguarda la branca pneumologica la specialista di riferimento sarà Rigoletta Vincenti, ex primaria a Livorno. Del team fanno parte anche Mauro Ferrari, già cardiologo dell’azienda ospedaliera pisana e Gaetano Parlato, chirurgo vascolare dell’ospedale.

A dimostrazione dell’interesse da parte dei medici di famiglia della iniziativa della Svs nella sala delle Corallaie erano presenti Massimo Angeletti, segretario della Fimmg livornese (sindacato medici di famiglia) e i suoi colleghi Domenico Zucca, Agata Conti, Chiara Falleni ed Enrico Bianchi non più in servizio ma sempre impegnato nel volontariato medico.

Spiega Stefano Bianchi che il servizio potrà assistere sino a 150 pazienti (non più però di 30 contemporaneamente) individuati tra gli ultrasessantacinquenni con patologie croniche legate alle competenze dei medici citati. «I pazienti individuati avranno in dotazione dei dispositivi medici (se ovviamente in grado di poterli gestire), i cosiddetti devices con i quali potranno inviare dati sanitari, tramite un tablet (sarà necessario attivare Bluetooth) anch’esso fornito gratuitamente dalla Svs, agli specialisti in contatto. Gli strumenti saranno l’apparecchio per poter misurare la pressione del sangue, il saturimetro, l’analizzatore di bioimpedenza per la valutazione dello stato nutrizionale muscolare ed idroelettrolitico del paziente e quant’altro si rendesse necessario».

Come partner della Svs, capofila del progetto, ci sono altre associazioni legate al trasporto degli ammalati come la Misericordia di Montenero, la Pubblica Assistenza di Rosignano e di Collesalvetti,la Croce Azzurra del Litorale Pisano. Ovviamente il progetto non sostituisce ma integra la possibilità di interventi domiciliari da parte degli operatori della centrale di via san Giovanni per l’effettuazione di quelle prestazioni citate per le quali l’assistito non sia in grado di svolgere autonomamente gli autocontrolli così come rimangono a disposizione dei livornesi gli ambulatori dell’associazione.

«Ovviamente se ricevessimo la disponibilità di altri professionisti come quelli che hanno aderito al progetto potremmo ampliare il range degli interventi», sottolinea la presidente dell’associazione Marida Bolognesi.

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