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Livorno, Barale papabile candidata. Ecco la coalizione a 5

di Juna Goti
Livorno, Barale papabile candidata. Ecco la coalizione a 5

Movimento 5 Stelle e Buongiorno in corsa con Pap, Rifondazione e Possibile

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Livorno Sabato alle 11, nella sala cerimonie del Comune, il sindaco riunirà i giornalisti per la tradizionale conferenza stampa di fine anno, con brindisi di Natale annesso. Così forse non è un caso che da qualche giorno, nelle file di sinistra, ci sia chi racconta che la coalizione di Buongiorno Livorno e Movimento 5 Stelle potrebbe anche decidere di lanciare la corsa del suo candidato (o candidata) lo stesso giorno. Per la serie: “sorpresa di Natale” o anche “rompere le uova nel paniere”.

Questo Valentina Barale, capogruppo di Bl in consiglio comunale, lo smentisce subito: «Sabato? Ma no, chi ve lo ha detto? Io non so neanche dove sarò, forse a qualche recita». Quello che invece non smentisce, contattata dal Tirreno, è che il suo possa essere il nome della papabile candidata alla carica di sindaco della coalizione. «Che il mio nome sia papabile sì, che sia deciso no», mette comunque in chiaro: «Che me l’abbiano chiesto tante persone... questo sì, ma non abbiamo né deciso il metodo, né io ho deciso se accettare».

La carta donna

L’ipotesi di una candidatura ticket delle due donne della coalizione – Barale come sindaca e Stella Sorgente (M5S) come vice (o magari in rampa di lancio per le regionali del 2025) – era già venuta fuori all’incontro che ha poi segnato la rottura con Prospettiva Livorno, la lista che invece punta sull’ex direttore del carcere Carlo Mazzerbo.

Si vedrà tra poco, le elezioni comunali sono a maggio e la campagna elettorale è di fatto già partita. Certo se Barale, laureata in legge che lavora nel settore dei servizi pubblici, fosse confermata, potrebbe essere l’unica donna a correre per la carica di sindaco in queste comunali, almeno guardando agli schieramenti più grandi.

Coalizione: ok del M5S

Intanto la notizia di ieri è un’altra: l’assemblea del gruppo territoriale del M5S ha dato l’ok alla formazione della nuova coalizione. Sarà quindi la prima volta che alle comunali livornesi gli stellati non correranno da soli. Con chi condivideranno la scheda? Attenzione, Prospettiva Livorno a oggi non fa parte del gruppo e questo conferma il mare in tempesta delle ultime settimane: correndo da sola, la lista di cui fanno parte anche volti di Reset ed ex assessori della giunta 5 Stelle, potrebbe anche drenare voti ai 5 Stelle e alla sinistra.

Dall’altra parte è una novità l’arrivo in coalizione dei civatiani di Possibile, che vanno ad aggiungersi a Bl e all’ala di sinistra di Pap e Rifondazione.

Lo annunciano con queste parole dal Movimento: «In una città allo sbaraglio, amministrata da un Pd che si è arroccato sui vecchi sistemi clientelari, abbiamo avuto il bisogno di trovare unità d’intenti per portare la nostra città al livello che merita», per questo «siamo orgogliosi di annunciare l’approvazione da parte dell’assemblea del gruppo territoriale della formazione di una innovativa alleanza politica locale». Andando al punto? «È stata confermata e sancita l’alleanza del nostro Movimento con Buongiorno e Potere al Popolo e inoltre siamo felici di aver incluso anche le forze politiche di Possibile e Rifondazione, consolidando i risultati di una continua, dialettica e proficua collaborazione in questi cinque anni di consiglio comunale con chi era all’opposizione». Come ultimo esempio citano «l’approvazione di una rivoluzionaria mozione sul salario minimo, presentata dal M5S ed emendata dai nostri alleati, con la quale è stata votata la richiesta di porre la soglia minima di 9 euro all’ora in tutti gli appalti comunali». Come temi chiave intorno ai quali unire le forze citano «dalla tutela dell’ambiente e del lavoro al potenziamento dei servizi pubblici, fino al decoro di strade e piazze».

«Vogliamo valorizzare le migliori esperienze dell’amministrazione 5 stelle 2014-2019», aggiungono. E l’ultima stoccata è per i candidati degli altri due schieramenti, dicendosi «certi che la nostra città non possa essere lasciata nelle mani di un Pd autoreferenziale né di una destra insostenibile che propone un candidato come Alessandro Guarducci, speculare a Salvetti, simbolo di come centrodestra e centrosinistra pari siano nel tentativo di occupare i posti di potere e di preferire l’apparenza alla sostanza».l


 

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