Il Tirreno

Livorno

L'affondo

Garufo (Pd) attacca la magistratura: «Va controllata, io sto ancora pagando il mutuo per le spese legali» – Video

di Stefano Taglione
L'assessore al commercio Rocco Garufo al convegno al Tirreno (foto Franco Silvi)
◗
L'assessore al commercio Rocco Garufo al convegno al Tirreno (foto Franco Silvi)

La Camera penale, nel convegno al Tirreno, chiede di separare le carriere. Ospite l'assessore al commercio, ex segretario cittadino del Partito democratico: «Ho dovuto chiedere un prestito da 30.000 euro, ma sono diventati 50.000 con gli interessi. Gli altri organismi dello Stato devono limitare questo potere abnorme»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Sono stato indagato per peculato e assolto tre volte: due in sede penale e una dalla Corte dei conti. Da figlio di un bidello in pensione, per le spese legali, ho dovuto accendere un mutuo da 30.000 euro, diventati 50.000 con gli interessi, e sto ancora pagando. Ho avuto la fortuna di aver incontrato una giudice in grado di ascoltarmi, anche se bastava leggere meglio le carte per capire che l’impianto accusatorio non esisteva, ma la magistratura ha un potere abnorme che deve essere controllato e limitato dagli altri poteri. Serve una riforma, mi chiedo perché un partito che si professa di sinistra (il Pd, il suo ndr) non si accolli questi temi».


È un fiume in piena l’assessore comunale al commercio, Rocco Garufo, durante il convegno “Per una giustizia giusta a misura del cittadino, è bene separare le carriere tra chi giudica e chi indaga?”, organizzato venerdì 15 dicembre nella sede del Tirreno dalla Camera penale di Livorno e da “LibertàEguale”. L’esponente del Partito democratico, ex segretario cittadino, ha chiuso il dibattito che si era aperto con i saluti del direttore del Tirreno, Luciano Tancredi, e l’introduzione dell’avvocato Marco Talini, ex consigliere comunale e moderatore. Hanno partecipato la presidente della Camera penale, Aurora Matteucci, il professor Salvatore Vuoto, docente di diritto amministrativo all’Università di Pisa, l’avvocato Massimiliano Annetta, componente del comitato scientifico della Fondazione Einaudi e, da remoto, il deputato di Azione Enrico Costa, membro della commissione giustizia della Camera ed ex ministro per gli Affari regionali. «Separare le carriere? Non ho idea di quando si potrà realizzare, nonostante una maggioranza ampia. Cito un dato: dal ‘91 30.000 persone sono state assolte, il 50% circa».

«I magistrati esercitano un potere politico – ha spiegato Talini – e molti esempi del passato lo dimostrano: il pool di “Mani pulite” che va in tv è uno di questi». «Siamo in un ordinamento che prevede la massima indipendenza del pm, ma il minimo delle responsabilità – le parole di Vuoto – In altri Paesi troviamo soluzioni variamente combinate, che però non accolgono la tesi netta della separazione o dell’unicità del corpo e, per altro, sono già state ripetutamente oggetto di revisione. Prima di separare le funzioni qual è il modello di pubblico ministero che abbiamo in mente? Le proposte forniscono soluzioni senza porsi questa domanda».

«La terzietà del giudice senza la separazione delle carriere non si può attuare», ha così sintetizzato Annetta. Che ha aggiunto: «Il pm ha le stesse garanzie del giudice e allo stesso tempo controlla la polizia giudiziaria». «Non voglio pensare che il sistema attuale sia incostituzionale – le parole di Matteucci – però è incompatibile con l’articolo 111 della Costituzione (il giusto processo regolato dalla legge ndr), figlio di una serie di battaglie anche dell’Unione delle Camere penali». Poi cita Giovanni Falcone, il magistrato ucciso da Cosa nostra nella strage di Capaci il 23 maggio del 1992: «Era il primo sostenitore della separazione delle carriere. La magistratura è un potere estremamente ampio e per certi versi pernicioso, mentre le correnti sono diventate un concentrato dentro il quale si decidono le sorti di chi diventerà procuratore capo, ad esempio, di Roma, Milano o Bologna e, tutto ciò, non è compatibile col giusto processo.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web