Il Tirreno

Livorno

Il calendario omaggio alla città

Andrea Dani svela la sua Livorno meraviglia nel calendario 2024: «Il segreto è stupirsi sempre»

di Francesca Suggi
Andrea Dani svela la sua Livorno meraviglia nel calendario 2024: «Il segreto è stupirsi sempre»

L'artista della frotografia racconta i suoi 12 mesi omaggio alla città: «Qui un fotografo non si annoia mai, ma serve lo sguardo giusto»

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LIVORNO. Mareggiate, nebbia, arcobaleno, quartieri, tradizioni labroniche, il sole che si “accomoda” nel mezzo alla via Grande e trasforma la città in Livornohenge: l’artista dell’obiettivo è sempre lì. Posizionato nel migliore dei modi e soprattutto con gli occhi che hanno voglia di meravigliarsi e di stupire chi guarda i suoi capolavori fotografici.

Andrea Dani, il Pinturicchio livornese della fotografia colpisce ancora con 12 mesi di emozioni allo stato puro. Il suo calendario, il nono, è un omaggio a quella città che lui adora.

Una sorta di “The best”. «Io per carattere sono abituato a mettere in evidenza il bello delle cose e Livorno è una città dove i fotografi non si annoiano mai, per la luce, la gente, il centro, i quartieri, il Mercato, il mare, il lungomare: gli spunti sono infiniti», racconta lui che va per i 55 anni, macchina fotografica professionale oppure la compatta sempre appresso, geometra che lavora per un’impresa di costruzioni che dentro Camp Darby che vuole mantenere la sua arte fotografica, apprezzatissima anche fuori dai confini locali, come una meravigliosa passione.

I suoi corsi? Sempre sold out. E i suoi “discepoli” dell’obiettivo sono centinaia di livornesi appassionati. «Deve restare una passione, non voglio sovraccaricarmi: ho un lavoro che mi soddisfa, una famiglia e dei figli che voglio seguire e quindi così deve essere».

 Quest’anno il calendario 2024 firmato dal fotografo livornese Andrea Dani porta anche il tocco della sorella che di mestiere fa la grafica, Alessandra Dani. «Grazie anche a lei quest’anno c’è un’impaginazione più curata e ci tengo a ringraziarla», dice Dani.Così come ringrazia Fabrizio Razzauti, anima di Extra Factory Arts and Culture di via della Pina d’Oro. Il sodalizio tra i due va avanti. E da Factory, storia di una conversione da tipografia a spazio espositivo e centro culturale, si potranno acquistare i calendari di Andrea Dani (oppure anche online in tutta Italia sempre dal sito). «I calendari sono a tiratura limitata», chiude.
 


Un altro calendario meraviglia grandissimo omaggio alla sua città. Un “The best” rispetto al suo archivio di migliaia di foto

«Quella del calendario per me è una tradizione, siamo arrivati al nono anno ed è esattamente un “The best”: a differenza del passato ogni mese ho scelto un titolo, in alcuni casi ho raggruppato alcune foto come nel caso di Accademia Navale del mese di gennaio, oppure La città sull’acqua di marzo e anche per aprile Libeccio ho selezionato sei foto, maggio invece è dedicato ai Colori della sera e la protagonista è la nostra Terrazza».

Quanto è laborioso il suo “dietro le quinte”?

«In realtà è un lavoro costante che dura tutto l’anno, io quando scatto mi rendo subito conto se è una foto che andrà nel calendario e quindi la metto in post produzione: alla fine la selezione avviene tra una cinquantina di foto».

A Livorno lei dice che un fotografo non si annoia mai: esistono periodi dell’anno migliori per scattare?

«Il periodo più produttivo va da settembre a dicembre: sono mesi con colori e luce particolari e io cerco sempre situazioni di luce molto ricercate: d’estate invece scatto poco».

Centinaia di allievi, un grandissimo seguito social, le foto sono opere d’arte: quali sono i suoi segreti?

«Come dico ai miei allievi, ogni giorno si vive davanti a tante meraviglie: serve uno sguardo che abbia capacità di stupirsi, io per esempio se c’è un arcobaleno mi fermo a guardarlo, come un bimbo e mi chiedo perché la gente non lo faccia. Con la meraviglia negli occhi si può apprezzare dal tramonto alla pozzanghera».

Per riuscire a conciliare questa sua passione che le porta via, comunque, del tempo con il lavoro e la famiglia come fa?

«Dico sempre che viene in aiuto la conoscenza, sia della materia, sia degli eventi: per esempio studio il meteo e so già quando arriveranno eventi atmosferici da immortalare e mi organizzo. Ovviamente la famiglia viene avanti a tutto e quando sono con i miei bambini sembra incredibile ma non mi porto mai dietro la macchina fotografica».

Cosa vorrebbe trasmettere con le foto del suo calendario alle persone che lo guardano?

«Vorrei far apprezzare la nostra città e trasmettere emozioni».

 

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