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Territorio e sicurezza

Livorno, verso la demolizione dei Tre Ponti: si collauda il ponte bailey

di Juna Goti
Livorno, verso la demolizione dei Tre Ponti: si collauda il ponte bailey

C'è la data, sabato 16 dicembre: ma c’è da spostare tutti i cavi (pure la linea Quirinale-Eliseo)

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Livorno Il rio Maggiore, che attraversa Salviano, la piana del Nuovo Centro e la zona dello stadio, è il corso d’acqua che insieme al rio Ardenza ha causato più danni e vittime quella notte di sei anni fa. In questi anni buona parte dei lavori di messa in sicurezza si è così concentrata nella zona dello stadio e a Salviano.

«Nel 2019, quando abbiamo iniziato il nostro lavoro – ha detto ieri il sindaco Luca Salvetti all’inaugurazione del ponte di via di Salviano – era chiaro che a questo quartiere servivano tre interventi fondamentali per garantire la sicurezza: la realizzazione dei due ponti (la bretella lato di distretto Asl e l’attraversamento al centro del quartiere, ndr) e della cassa di espansione del fiume. In quattro anni e mezzo queste opere sono state tutte portate a compimento». «Questo ponte era progettato come pedonale – è tornato a ripetere – ma insieme alla Regione e al Genio civile l’amministrazione comunale ha modificato il progetto e investito altre risorse, oltre a quelle regionali, e lo ha fatto diventare carrabile. La cassa di espansione, che doveva essere realizzata da privati, che poi hanno dichiarato il fallimento, è stata presa in carico dal Comune con un intervento da due milioni di euro ed è entrata già in funzione durante l’ultima allerta meteo».

Guardando all’area di Salviano, a mancare invece ancora all’appello sono il ponticello di via del Giaggiolo da riprogettare (altro punto critico in caso di pioggia) e il ponte per collegare Magrignano alla sua chiesa (lato Padula): in questo caso il problema più che di sicurezza è di viabilità e di vivibilità, ma resta l’incredibile vicenda di un attraversamento che già quasi vent’anni fa compariva nelle carte firmate tra Comune ed Edilporto (che avrebbe dovuto realizzarlo).

Intanto, spostandoci sul rio Ardenza, è notizia di ieri che sabato sarà collaudato il ponte bailey che è stato sistemato sul lungomare per poter arrivare alla demolizione e ricostruzione dei Tre Ponti: le storiche arcate, che fanno da tappo, saranno infatti sostituite da un ponte in acciaio ad arcata unica che è in questo momento in costruzione ad Agrigento.

Attenzione: il fatto che ci sia il collaudo, non significa che a breve il traffico potrà essere dirottato sul ponte militare provvisorio: prima, infatti, dovranno essere spostati dalla strada principale tutti i sottoservizi. Una rete di cavi e tubi di luce, gas, acqua, fibre, fognature e perfino qualche “reperto” storico. Tra una mappa e l’altra, infatti, si è scoperto che lungo i Tre Ponti corre perfino il vecchio collegamento telefonico diretto, ora non utilizzato, tra il Quirinale e l’Eliseo, insomma tra il presidente italiano e quello francese.

I primi lavori per spostare i sottoservizi sono appena partiti, mentre un paio di giorni fa il comitato alluvionati ha pubblicato un duro intervento sulla sua pagina ufficiale. «Da tre settimane – si leggeva – i lavori al nuovo ponte dei Tre Ponti sono praticamente fermi. Dopo la foto nella quale sia Giani che Salvetti si sono fatti ritrarre davanti al ponte bailey, praticamente non c’è stata nessuna attività». E ancora: «Le rovinose conseguenze del recente evento piovoso del 2 novembre impongono delle amare considerazioni. In tale occasione, la piena del rio Maggiore (soprattutto) e dell’Ardenza hanno evidenziato pessima qualità e incompletezza dei lavori di riduzione del rischio idraulico da poco eseguiti». Per esempio, hanno scritto, «l’acqua di piena del rio Maggiore, nonostante quattro casse di espansione, è passata sopra ai ponti della valle Benedetta e di via dell’Ardenza». l



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