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Offese ai vigili davanti alla Baracchina rossa: respinto il sequestro di 30.000 euro
Livorno: la giudice Rosa Raffaelli, nell'ambito del processo dei fatti risalenti al maggio del 2020, per ora dà ragione all'imprenditore Samuele Scarpa
LIVORNO. La giudice Rosa Raffaelli respinge il sequestro conservativo di 30.000 euro chiesto nei confronti di Samuele Scarpa. Niente risarcimento, per il momento, per gli agenti della polizia municipale che sono stati offesi dal quarantottenne livornese, collaboratore della Baracchina rossa, proprio davanti al locale livornese durante un controllo. Si tratta del procedimento penale scaturito dopo il “famoso” video in epoca Covid-19, nel maggio del 2020, al quale segui una sorta di conferenza stampa in Comune con l’imprenditore, un socio e il sindaco Luca Salvetti (con le scuse da parte del ristoratore). Il sequestro conservativo è stato respinto dalla giudice Rosa Raffaelli, «una somma – spiega l’avvocata dell’imprenditore, Anna Francini, che lo assiste insieme al collega Alberto Marchesi – che non è parametrata alle costituzioni di parte civile».
Sarà la giudice – rinviando la decisione ai colleghi del tribunale civile o direttamente nella sua sentenza – a decidere, nel caso, l’eventuale risarcimento nei confronti degli agenti locali, se riterrà Scarpa colpevole del reato di oltraggio a pubblico ufficiale, per il quale è imputato. La prossima udienza è prevista a gennaio. Chiaramente, nel caso in cui fosse assolto, il ristoratore non dovrà versare alcun indennizzo agli operatori del comando cittadino che, assistiti dal legale Ettore Puppo, si sono costituiti parte civile. Soddisfazione per la decisione del tribunale è stata espressa dagli avvocati che difendono il quarantenne: i pisani Anna Francini e Alberto Marchesi, che lo assistono anche nell’altro procedimento, per le presunte offese ai vigili del nucleo edilizia, per il quale nei suoi confronti è stata accettata la messa alla prova.
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