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L’Autorità portuale apre all’Avvisatore marittimo: «Troviamo insieme una soluzione»
Livorno, parla il segretario generale Matteo Paroli: «Sapevano da tempo dei nostri progetti in quella zona, ora concessione più breve e poi una location definitiva. Ma parliamone...»
LIVORNO. «Non abbiamo alcuna preclusione sull’Avvisatore marittimo e se abbiamo risposto no alla richiesta di rinnovo della concessione è solo perché quattro anni sono troppi. Il piano regolatore del porto, approvato nel 2015, prevede un recupero del patrimonio storico e artistico del Forte del Bocca e tutta una serie di servizi, come loro e i Piloti, là non ci potranno più stare. La torre andrà demolita, ma è chiaro che se l’Avvisatore ci presenterà una proposta alternativa, magari intervallata da una breve concessione-ponte, la nostra risposta sarà positiva. Invito la società a studiare insieme a noi una nuova location. Il servizio resterà, questo non è mai stato in discussione. Ma mi sarei aspettato, prima di organizzare una conferenza stampa, quantomeno una telefonata».
A chiudere il caso sullo sfratto dell’Avvisatore marittimo, anticipato ieri dal Tirreno con la lettera ricevuta dai nove dipendenti livornesi, è il segretario generale dell’Autorità di sistema portuale del mar Tirreno settentrionale, Matteo Paroli. Il dirigente fa notare che «realtà i piloti, sapendo del piano regolatore – spiega – si sono attivate per studiare un piano B. Loro andranno nella torre che verrà edificata all’Alto fondale, insieme agli ormeggiatori e ai battellieri. Dall’Avvisatore non è mai arrivata una proposta e non sappiamo dove vogliano spostarsi. Ce lo dicano. Anche loro lì? Non sappiamo se siano favorevoli o meno. Io ho pensato che la torre potesse essere un luogo dove raggruppare tutta una serie di servizi, ma bisognerà capire se c’è posto».
Un’idea, quella dell’Alto fondale, che piace allo storico “avvistatore” dell’Avvisatore, Massimo Moniga, al lavoro lì dal 1956: «Noi ci andremmo volentieri – ammette – Oggi ricostruire una torre vorrebbe dire spendere due milioni e mezzo. Questa, nel 1974, ci costò 450 milioni di lire». «La lettera dell’Autorità portuale parla chiaro: noi qui dal primo gennaio non ci possiamo più stare, dobbiamo chiudere – spiega invece il figlio Fabrizio, il responsabile tecnico della struttura – Ma speriamo in una proroga. Noi nella futura torre dell’Alto fondale? Mi risulta solo un’idea, visto che per prevederla ci sono state solo due riunioni del comitato portuale e nel piano regolatore al momento non esiste. Per tirarla su serviranno anni e comunque, dopo un question time del Movimento 5 stelle al quale ha risposto il sindaco Luca Salvetti, viene definita una “previsione” e noi lì, al momento, non saremmo previsti».
Il ruolo dell’Avvisatore è fondamentale pure per la sicurezza, non solo per la registrazione degli orari delle navi e per le statistiche, dalle quali poi dipendono pure le penali per i ritardi, da decine di migliaia di euro nel campo dei traffici portuali: «Noi siamo gli unici – prosegue Fabrizio Moniga – che sanno cosa stia accadendo in porto in questo momento».
La società ha installato anche nuove stazioni meteo a Gorgona e Pianosa, mentre un’altra è a Rosignano. «Vogliamo offrire i migliori servizi possibili – conclude Massimo Moniga – perché siamo una società privata, che sta sul mercato dal 1909, con le fatture pagate da terminalisti e armatori, senza alcun contributo pubblico. Vuol dire che a qualcosa serviamo». l
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