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Livorno, addio all’Avvisatore marittimo: «Da gennaio ci mandano via». In nove rischiano il posto di lavoro – Video
L’Autorità portuale in una lettera si oppone al rinnovo della concessione. Il motivo: «Valorizzare le emergenze artistiche come il Forte del Bocca»
LIVORNO. Una lettera da far gelare il sangue. Che, in pochi secondi, cancella 110 anni di storia. L’Avvisatore marittimo è sotto sfratto per una riqualificazione architettonica dell’area e dal primo gennaio, fra poco meno di un mese, dovrà abbandonare la sua storica torre (che fra l’altro è di proprietà, quindi nel caso si dovrà smantellare). La missiva è arrivata lunedì scorso dall’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno settentrionale, «senza nessuna avvisaglia», e nove persone (e altrettante famiglie) rischiano di rimanere senza lavoro. «Con annessi problemi di sicurezza in porto, visto che noi svolgiamo una mansione, disciplinata dal ministero, che non può certo essere garantita da piazza Grande o da un qualsiasi ufficio. Gli operatori di turno devono sempre vedere l’orizzonte, l’ingresso del porto e le navi alla fonda», spiega il dirigente e responsabile tecnico della struttura, che registra tutti i movimenti delle navi e offre svariati servizi agli operatori, Fabrizio Moniga.
La lettera
La concessione, quadriennale, avrebbe dovuto essere rinnovata fino al 2028. Ma così non è stato. «Nel tempo, con l’approvazione del piano regolatore portuale, una delle condizioni a suo tempo apposte dal ministero dell’Ambiente nella procedura di valutazione di impatto ambientale – si legge nella lettera a firma del dirigente dell’Authority Fabrizio Marilli – vede l’obbligo di sviluppare la valorizzazione delle emergenze artistiche, storiche e architettoniche presenti nell’ambito del porto di Livorno, come stabilito dal decreto 211 del 2010, tra le quali rientra il summenzionato compendio del Forte del Bocca, per il quale sono stati eseguiti importanti interventi di consolidamento e sistemazione finalizzata a una progressiva fruibilità della zona per la cittadinanza nonché di valorizzazione, in prospettiva, di tipo turistico. In relazione a tale contesto, la manifestata richiesta di rinnovo quadriennale della concessione non può trovare accoglimento, atteso che questa amministrazione non può definire possibili vincoli funzionali di utilizzo al bene demaniale marittimo rispetto alla progettazione dei futuri e necessari interventi di riqualificazione del bene sopra citato, rappresentativi del superiore interesse pubblico». La nota, nelle sue conclusioni, specifica che «l’atto non è immediatamente e autonomamente impugnabile, in quanto mera comunicazione dei motivi che ostano all’accoglimento della domanda e che, entro il termine di dieci giorni dalla ricezione della presente, la società potrà presentare osservazioni in forma scritta, eventualmente corredate da documenti, il cui eventuale mancato accoglimento sarà adeguatamente motivato nel provvedimento di conclusione del procedimento, i cui termini riprenderanno a decorrere dal momento della scadenza in parola».
Parla il dirigente
Il dirigente e responsabile tecnico, Fabrizio Moniga, stamani illustrerà nel dettaglio la situazione «a dir poco preoccupante» insieme al capogruppo in consiglio comunale della Lega, Carlo Ghiozzi, al segretario cittadino del Carroccio Michele Gasparri e al senatore dello stesso partito Manfredi Potenti. «Quest’ultimo – prosegue Moniga – si è interessato della nostra situazione a Roma, noi ci stiamo mobilitando a livello locale per far presente questa criticità. L’Avvisatore marittimo, fra le attività che svolge, è una stazione costiera autorizzata all’utilizzo di sistemi per la tutela della sicurezza della navigazione e concorre all’innalzamento del gradiente di sicurezza del porto, quindi riveste funzionalità pubblicistiche. È pacifico e richiesto dalla disciplina del comando generale delle capitanerie di porto che per poter svolgere le sue funzioni si debba disporre di una sede operativa ubicata in posizione tale che consenta immediato e sicuro avvistamento delle navi alla fonda e in atterraggio, delle imboccature e degli spazi acquei portuali. In mancanza di una posizione che consenta il soddisfacimento di tali requisiti risulta impossibile adempiere alle previsioni normative, nonché il coordinamento delle informazioni di ultimo miglio per le autorità, organi di polizia ed utenza portuale. Ora noi operatori – conclude il dirigente – siamo in crisi: su di noi prende una pesantissima spada di Damocle sulla testa».
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