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Truffe agli anziani, il delegato dei pensionati: «La solitudine ci può tradire, ma mai aprire la porta»
Livorno, Roberto Terreni (Spi-Cgil quartieri nord): «Dobbiamo stare sempre con le orecchie tese, ci sono persone cattive»
Livorno «Il primo consiglio da dare agli anziani, ovviamente, è di non aprire mai la porta di casa, neanche alle persone conosciute di vista. Fidatevi di ciò che dicono le forze dell’ordine e le associazioni come la nostra, perché oggi il mondo è peggiorato ed è pieno di persone senza scrupoli. Spesso penso che la solitudine giochi brutti scherzi ai miei coetanei, che pur di essere considerati da qualcuno, perfino da un potenziale malvivente, si fanno prendere la sprovvista e fanno entrare le persone nel proprio appartamento anche solo per la voglia di parlarci, rischiando veramente tanto».
A parlare è Roberto Terreni, 77 anni, ex portuale e delegato di comunità dello Spi-Cgil dei quartieri nord di Livorno. Dallo sportello di Shangai del sindacato dei pensionati, in via Mastacchi, quasi ogni giorno riceve gli anziani livornesi aiutandoli nelle varie pratiche burocratiche e raccogliendo le loro lamentele che spesso, purtroppo, vertono sulla poca sicurezza percepita nella nostra città. Con le truffe in casa, purtroppo, che sono fra le piaghe più difficili da debellare. I tanti consigli, i 36 incontri organizzati in un anno in tutta la provincia solo dai carabinieri, purtroppo non bastano per fermare i truffatori, persone senza scrupoli che ogni volta si rivelano abili a raggirare i più vulnerabili.
Terreni, lei negli anni scorsi con lo Spi-Cgil attraverso Il Tirreno ha anche organizzato un incontro e diffuso una guida proprio per rendere gli anziani più consapevoli sui rischi che si corrono facendo entrare queste persone in casa o credendo a fantomatiche richieste di denaro via telefono. Come fare per fermarle?
«Diffidare di tutti e, in caso di sospetti, chiamare il 112. Questi sono gli unici accorgimenti da adottare. Purtroppo, però, ogni volta i truffatori si rivelano estremamente abili. Noi, nel nostro piccolo, con la nostra associazione cerchiamo di sensibilizzare i nostri coetanei su questa piaga. Ma non è semplice debellarla».
Bisogna sempre prestare la massima attenzione quando si incontrano persone sconosciute.
«Bisogna stare sempre con gli orecchi tesi, perché la vita nella terza parte della nostra esistenza è sempre più dura. Siamo anziani, ma non dobbiamo lasciarci andare. Prestare quindi massima attenzione».
Lei sostiene che spesso negli anziani, anche quando incontrano uno sconosciuto potenzialmente malvivente, subentri una piacevole sensazione di essere considerati che bypassa, a volte, il senso naturale di difesa dalle truffe. Ci spieghi meglio.
«Ne sono convinto. Purtroppo la solitudine è qualcosa di terribile e quando questi truffatori ti prendono alla sprovvista, considerandoti quando non lo fa nessuno, tu anziano sei contento. Ci parli, li fai entrare in casa. Ma corri grossi rischi, perché come minimo possono essere dei truffatori che ti svaligiano la casa. Peggio ancora ti potrebbero aggredire. Per questo dico: massima attenzione».
I truffatori sfruttano le debolezze dell’individuo e della società.
«Sì perché viviamo in una società indifferente, che non protegge le categorie deboli. Nel mondo di oggi contano per lo più i soldi».
È preoccupato per le continue truffe che si verificano a Livorno? Sono state almeno quattro fra riuscite o tentate solo negli ultimi due mesi.
«Sì. E oggi (ieri per chi legge ndr) è il primo del mese e molti miei coetanei hanno prelevato la pensione al bancomat o allo sportello. C’è miseria, basta guardare gli attentati alle Poste di Livorno. È un periodo molto duro». l
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