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Livorno, camionista muore a 63 anni: era uno storico volontario Svs
Mauro Morelli ucciso da un tumore: negli anni ’80 era un milite dell’associazione. Il ricordo di un amico: «Persona brava e pacifica, che sapeva evitare i diverbi»
LIVORNO. Un tumore lo ha ucciso a 63 anni, strappandolo all’affetto dei tantissimi amici che aveva in tutta la città. Lutto nel mondo del volontariato per la scomparsa di Mauro Morelli, livornese doc e negli anni Ottanta milite della Svs di via San Giovanni, dove tutti lo conoscevano. Il volontario della Pubblica assistenza labronica se ne è andato nel reparto delle cure palliative dell’ospedale, dove era ricoverato, e alle 9 di domenica 3 dicembre alla camera mortuaria dell’ospedale, a cura delle stesse onoranze funebri della Società volontaria di soccorso, si celebrerà il funerale e poi la cremazione al cimitero dei Lupi.
Shangaino di prim’ordine, soprannominato “Abo”, «Mauro era una persona tranquilla e pacata – racconta lo storico volontario della Svs Fabio Allegri, suo amico d’infanzia nel rione nord della città – e una persona stupenda. Siamo cresciuti insieme, le nostre case si vedevano dalle finestre, e abbiamo frequentato la scuola elementare Oreste Campana. Ci conoscevamo ben prima di aver fatto servizio insieme nell’Assistenza».
Negli anni Ottanta, infatti, da vicini di casa e compagni di classe Fabio e Mauro si sono ritrovati nella sede centrale della Svs. Fabio è ancora uno storico volontario, fra l’altro autista di riferimento del Tir dell’associazione, mentre Morelli all’epoca era milite (barelliere) e guidava le ambulanze. «È stato tanto con noi – prosegue Allegri – poi, per via del lavoro, ha un po’ mollato. Era un camionista, ha fatto la “linea” per la società Venturi del Cisternino, andava in giro per il Nord Italia e dormiva anche fuori. Era una persona molto dedita al lavoro e alla famiglia, un uomo perbene che non dimenticherò mai».
Nel 2014, Mauro, era uscito incolume da uno spaventoso incidente stradale: con suo camion, infatti, si trovò davanti un enorme pneumatico perso da un altro mezzo pesante e «feci un volo di 22 metri», raccontò all’epoca dei fatti, sulla sua pagina Facebook, ai tanti amici che vedendo la foto del suo Tir nella scarpata si erano preoccupati per le sue condizioni di salute. «Ricordo quell’incidente, gli andò bene – prosegue Allegri – purtroppo, però, la vita ora lo ha punito, perché ciò che gli è successo è una tragedia. Lo ricordo veramente come una persona stupenda, che se poteva non litigare trovava tutte le soluzioni possibili, pronto a fare da paciere. Insieme, quando eravamo nell’Assistenza, usciamo spesso la sera a bere, sapeva stare in compagnia con gli altri e lo ripeto: l’unica cosa che non voleva fare era discutere, trovava sempre una maniera per evitare i diversi, perché era un uomo tranquillo».
In molti, su Facebook, lo hanno ricordato. «Ciao Mauro mi mancherai, ma sarai sempre onnipresente – scrive Paolo Lagani – perché una persona speciale come te non si dimentica mai». «Riposa in pace Maurino», aggiunge Massimo Nannipieri. Il funerale verrà celebrato stamani alla camera mortuaria di viale Vittorio Alfieri, accanto all’ospedale. l
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