Gioco
Caos movida in via Cambini e dintorni: «Tante promesse, ma soliti problemi»
Livorno: Carlo Ghiozzi (capogruppo in consiglio della Lega) attacca sindaco e giunta: «C’è un protocollo ma non si fa nulla»
LIVORNO. «Con l’inverno è tornato il caos movida in via Cambini e dintorni: schiamazzi notturni, musica alta fino a notte fonda oltre la mezzanotte, sporcizia in tutte le strade limitrofe ed in particolare in via Roma e sotto i portici del palazzo ad incrocio con via Cambini stessa divenuto anche orinatoio pubblico; baraonda, degrado ed indecenza incontrollata. Per anni sulla stampa e in consiglio comunale abbiamo evidenziato come Lega la problematica della zona legata agli assembramenti durante le ore notturne del weekend, e il sindaco Salvetti con la sua giunta ci aveva rassicurato che con l’attuazione del così detto “Protocollo movida” sottoscritto da Comune di Livorno, prefettura, Confcommercio, Confesercenti, Usl ed Università di Pisa, si sarebbe risolto il problema».
A scriverlo il capogruppo della Lega in consiglio comunale, Carlo Ghiozzi. «Come volevasi dimostrare purtroppo niente è risolto – prosegue l’esponente del Carroccio – a parte il corridoio realizzato con un bel tappeto rosso per poter camminare in mezzo alla via della movida. Tutto invece è come prima, con il Comune latitante che non ha nemmeno rispettato uno degli impegni messi nero su bianco dentro il protocollo stesso. Cosa è stato fatto infatti rispetto all’attivazione e sviluppo di progetti ed iniziative di informazione e sensibilizzazione dei giovani sull’abuso di alcool: niente; le quantità di chiazze di vomito sui marciapiedi ne sono la riprova. Quali attività sono state promosse con il supporto di mediatori ed operatori di strada? Nessuna. Quali tipi di intensificazione delle attività e servizi di sorveglianza sono stati promosse? Nessuna, tutto abbandonato a se stesso, nonostante il sindaco festeggi in commissione e alla Goldonetta l’assunzione di nuovi vigili urbani. Quali parcheggi scambiatori sono stati individuati? Nessuno, viste le auto parcheggiate addirittura sui passaggi pedonali in prossimità del famoso “tappeto rosso». l
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