Il Tirreno

Livorno

La storia

Salva un ventenne sul ponte di Calignaia, il racconto del poliziotto: «Ecco come l'ho aiutato»

di Claudia Guarino
Salva un ventenne sul ponte di Calignaia, il racconto del poliziotto: «Ecco come l'ho aiutato»<br>

Le parole del capo pattuglia in forza alle volanti: «Chiunque dei miei avrebbe fatto la stessa cosa»

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Livorno Quando l’ha visto lì, oltre il parapetto del ponte di Calignaia, si è avvicinato lentamente e ha messo le sue mani sopra quelle di lui. «Ho parlato col ragazzo cercando di fargli capire che quella non sarebbe stata la soluzione».

Difficilmente l’agente Thomas, capo pattuglia di Volante in forza all’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato di Livorno, potrà dimenticare il turno di lunedì sera. Perché se è vero che i poliziotti sono addestrati al peggio, è anche vero che trovarsi di fronte a «un evento così drammatico» fa un certo effetto. «Il collega poi ha afferrato il ragazzo, che una volta in salvo ha pianto e ci ha abbracciati».

Questa storia, in realtà, inizia qualche ora prima. Quando – come comunicato dalla questura attraverso una nota – alla centrale operativa è arrivata la telefonata di una ventenne che si diceva preoccupata per un amico che aveva scritto su una chat di Whatsapp un messaggio che faceva pensare al peggio.

L’operatrice della centrale (Elena: la questura preferisce che non compaia il cognome così come per gli altri poliziotti, ndr) dopo aver compreso la gravità di quanto le era stato raccontato, ha inviato le volanti sul Romito, dove con ogni probabilità si trovava il ragazzo – un ventenne –. Poco dopo a chiamare la centrale operativa è stato lo psicologo del giovane, che riferiva di averci parlato e di aver capito la sua posizione.

L’operatrice della centrale ha dunque inviato le volanti nella zona del ponte di Calignaia. Ed è proprio qui che i poliziotti hanno trovato il ragazzo. È stato il capo pattuglia della Volante 1 ad avvicinarsi per primo. «Ho parlato con il ragazzo cercando di fargli capire che eravamo lì per lui e che volevamo solo aiutarlo».

E, pian piano, il giovane ha capito. Poi «il collega Gianfranco l’ha afferrato portandolo in salvo». A quel punto sul posto è arrivata l’ambulanza e il giovane è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale di Livorno, dove ad attenderlo c’erano i genitori. Il capo pattuglia della Volante 1, d’altra parte, dice di essersi conto solo dopo «di quanto è stato determinante il nostro intervento. Da parte mia ho fatto ciò che farebbe qualunque poliziotto si trovasse in una situazione simile».

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