Gioco
Livorno sale sull' Olimpo del Vino con Massimo Tortora: è il terzo sommelier d’Italia
Un passato nell’ambito della Nautica e poi la svolta sulla linfa di Bacco: "Ogni volta che si affrontano concorsi impegnativi come l’ultimo, è necessario staccare un attimo, riposarsi e fermarsi a pensare. E il prossimo anno ci riprovo"
Livorno Preparazione, passione e tanta, tanta concentrazione. Perché basta un attimo di esitazione e, bam, tutto sfuma. «In gara c’è poco margine per pensare. O sai la riposta o non la sai. Bisogna procedere speditamente, avere la giusta fluidità di linguaggio e mettere in atto le corrette movenze tecniche». Perché la possibilità del passo falso è sempre dietro l’angolo. Ma non per Massimo Tortora. Lui ha ingranato la quinta e, a conclusione di un serratissimo fine settimana di competizione, ha messo al collo la medaglia di bronzo: è lui il terzo miglior sommelier d’Italia. Non è la prima volta, del resto, che il quarantacinquenne imprenditore livornese arriva così in alto. In più occasioni, infatti, si è piazzato secondo, ma la manifestazione «anche quest’anno, è stata per me motivo di arricchimento. Sia professionale che umano. Sono tornato a casa con qualcosa in più».
Il Premio Trentodoc dell'associazione italiana sommelier (Ais), la cui finale si è tenuta domenica scorsa a bordo della Msc World Europa ancorata a Genova, è la competizione che incorona i migliori degustatori della Penisola. E Tortora si è posizionato sul terzo gradino del podio dopo il trevigiano Cristian Maitan e il romagnolo Marco Casadei.
Un passato nell’ambito della Nautica – ed esattamente nella produzione di impiantistica di bordo per i grandi yacht – Tortora a un certo punto ha deciso di dare una svolta alla sua vita. Ha seguito un corso per sommelier e, nel 2010, ha aperto la sua enoteca, prima per la sola vendita poi anche per la somministrazione. Così è nata La Cantina di Massimo, in Venezia. «Il vino mi è sempre interessato – racconta – e il corso mi ha dato un’ottima preparazione, con nozioni teoriche ed esercitazioni pratiche». Da lì, passo dopo passo, ha vinto varie competizioni diventando, tra le altre cose, miglior sommelier della Toscana e piazzandosi per quattro anni di seguito al secondo posto a livello nazionale. E anche questa volta – attraverso prove scritte, di degustazione “alla cieca” e di accoglienza di sala – Tortora si è fatto valere.
«Già arrivare tra i primi dieci è un buon risultato, figurarsi nei primi tre – dice –. Io, poi, ho una semplice enoteca e quest’anno è stata una gara molto combattuta».
E adesso? Progetti per il futuro? «Sono delegato per Livorno dell’associazione italiana sommelier e adesso abbiamo un corso di primo livello a Livorno e uno di secondo livello a Venturina. Nel futuro, invece, vedo sempre il mio locale. Poi vediamo. Ogni volta che si affrontano concorsi impegnativi come l’ultimo, è necessario staccare un attimo, riposarsi e fermarsi a pensare. E il prossimo anno ci riprovo».
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