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Livorno, scintille in aula sulle piscine: «Tolti spazi agli utenti»
Attacco di Perini (Fdi). Il gestore: «Paghiamo quelle corsie»
i Giulio Corsi
Livorno È finita con il capogruppo di Fratelli d’Italia Alessandro Perini che ha dato del “coniglio” al sindaco Salvetti, accusandolo di essere uscito dall’aula di corsa per non rispondere alle sue domande, una infuocata commissione consiliare congiunta (bilancio e sport) sulla gestione delle piscine, a cui ha partecipato anche Stefano Franceschi in rappresentanza di Livorno Aquatics, la società che gestisce le piscine comunali.
Al centro del dibattito due temi in particolare, posti proprio dal consigliere di Fdi: 1) la riduzione degli spazi a disposizione del nuoto libero la mattina nella vasca da 50 metri della Camalich, per far spazio all’agonismo; 2) l’utilizzo da parte della Livorno Aquatics della piscina olimpionica per stage di tre giorni (chiamati 5 Cerchi Academy) dedicati a ragazzi dai 10 ai 18 anni provenienti da tutta Italia a 600 euro ciascuno, che per Perini toglierebbero spazio all’uso della piscina da parte dei livornesi.
Il taglio al nuoto libero
Perini ha attaccato: «Da settembre sono sparite le corsie da 50 metri per il nuoto libero dalle 8.30 alle 10.30. I cittadini si sono dovuti spostare nella vasca da 25 metri che è già più che affollata. Seppur il monte ore sia rimasto invariato sono diminuiti gli spazi del 30%».
A lui ha fatto eco Costanza Vaccaro (gruppo misto): «La finalità essenziale delle piscine deve essere appagare le esigenze della città. A luglio abbiamo approvato un emendamento condiviso da tutti affinché le attività non fossero intaccate rispetto alla stagione 22-23, per garantire ai cittadini l’utilizzo delle piscine. E invece non è accaduto. I cittadini ci dicono che nella vasca da 25 metri c’è una bolgia dantesca di attività concomitanti, la piscina è sovraffollata, con rischio infortuni e scontri tra utenti. Voglio sapere se ci sono ancora gli orari, le corsie e gli spazi per l’attività sociale e di nuoto libero della scorsa stagione».
E Valentina Barale (BL) ha aggiunto: «Perché molti utenti si ritengono scontenti? Abbiamo letto articoli e raccolte di firme per dire che non avevano più gli stessi servizi? È una psicosi collettiva? Non credo che duecento persone si siano inventati il problema».
La difesa di Franceschi
A loro ha risposto Franceschi: «Prima del Covid gli spazi acqua erano quelli attuali. Poi con la pandemia le piscine livornesi sono rimaste aperte, tra le poche in Italia, e c’era più spazio per il nuoto libero, perché non si potevano mettere più di 5 persone a corsia. Ora siamo tornati ai vecchi santi. Non ci sono ammassamenti nelle corsie. La vasca da 50 può ospitare 20 persone in una corsia, quella da 25 fino a dieci, non c’è un limite. Il malcontento emerge da un foglio firmato da 200 persone, non so quanto consapevoli, ma rispetto ai 3000 utenti non mi sembrano tanti. Sono 200 persone non consapevoli di quel che viene fatto in piscina».
Coinvolti i vigili urbani
Franceschi parla poi di «alcune persone del nuoto libero arroganti, che fanno del male ad altre persone che si devono spostare in altre corsie. Io faccio attività ludico sportiva, qualcuno fa qualcosa di non tanto bello all’interno della struttura. È stato segnalato». Un concetto espresso, in maniera criptica, anche dal sindaco: «Dobbiamo far chiarezza su come e da chi queste corsie del nuoto libero siano utilizzate. Voglio che la gestione delle piscine sia controllata e in questo ci stiamo adoperando con la polizia locale per capire se qualcuno fa attività oltre a quelle consentite». Ma l’accusa è rimasta nebulosa, ed è qui che Perini, mentre il sindaco usciva sul finire della commissione, ha chiesto a Salvetti: «Avremmo voluto sentire nomi e cognomi di chi non si comporta correttamente, lanciare accuse senza fare nomi vuol dire essere complici».
Il sub-affitto
L’altra questione sul tavolo era quella della 5 Cerchi Academy. «Livorno Aquatics ha la piscina in gestione per farci nuotare le persone, non i ragazzi a pagamento a 600 euro e i fenomeni. Anche quelli che nuotano coi braccioli devono poter usare la piscina pubblica, comunale, costruita e pagata coi soldi dei contribuenti – ha attaccato Perini –. Franceschi faccia l’Academy altrove e non tolga spazi ai cittadini. Ogni ragazzino per partecipare alla tre giorni paga 600 euro. Ogni tre giorni da questo evento Livorno Aquatics fa oltre 20mila euro, togliendo spazi all’utenza. Sindaco, lei accetta il subaffitto delle corsie?».
La difesa bis di Franceschi
«5 Cerchi Academy è un’attività di scuola nuoto di alto livello, dove atleti da tutta Italia e dall’estero arrivano e attratti dalla possibilità di essere allenati da tecnici federali come me e Morini e nuotare con 20 atleti di altissimo livello da Detti a Rizzetti. Nei tre giorni i ragazzi vengono tesserati con la nostra società, entrano negli spazi d’acqua che paghiamo all’amministrazione con regolare fattura. È un pregio per la città di Livorno: ogni volta circolano 40 ragazzi per tre giorni, ne facciamo tre quattro l’anno, sono 160 atleti che alloggiano negli alberghi livornesi e mangiano nei ristoranti, l’indotto ne beneficia. Ma se non va bene lo faremo a Pisa o a Cascina...».
L’assessora al bilancio Ferroni ha confermato la tesi: «La società, previo pagamento, ha spazi riservati in determinati orari che può usare per manifestazioni che vuole. Non è stato sottratto spazio, tempo e risorse». E il sindaco Salvetti ha concluso, replicando alle accuse di eccessivo utilizzo della piscina da parte degli atleti top a discapito di amatori e bambini: «La Federnuoto ci ha detto che sarebbe bello fare qui le qualificazioni alle Olimpiadi e noi le faremo. Significherà chiudere la piscina da 50 per qualche giorno? Sì. Se faranno raccolte firme non ci interessa». l
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