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Il fenomeno

Tramonto rosa a Livorno: come i cristalli di ghiaccio colorano il cielo

di Tommaso Silvi

	Il cielo sopra la Livorno al tramonto martedì 14 novembre (Foto di Franco Silvi)
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Il cielo sopra la Livorno al tramonto martedì 14 novembre (Foto di Franco Silvi)

L’esperto di fisica dell’atmosfera Lorenzo Catania ci spiega il fenomeno che ha tenuto tutti col naso all’insù

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LIVORNO. Un tramonto rosa. La cartolina suggestiva arriva da Livorno, dove nel pomeriggio di martedì 14 novembre il cielo attorno alle 17 ha assunto una strana e affascinante tonalità. Il fenomeno ha una precisa spiegazione scientifica. A illustrarla per Il Tirreno è l’esperto di fisica dell’atmosfera, livornese, Lorenzo Catania. 

«Le nuvole di oggi erano cirri, formati da cristalli di ghiaccio finissimi che disperdono luce del sole in tutte le direzioni.
Quando il sole è basso sull’orizzonte la sua luce bianca – che è la somma di tutti i colori dell’arcobaleno (rosso, arancione, giallo, verde, azzurro, indaco e violetto) – viene dispersa velocemente dallo spesso strato di atmosfera che deve attraversare, prima che arrivi ai nostri occhi. Il primo colore è il violetto, poi via via gli altri. Gli ultimi a scomparire alla nostra vista sono il giallo, l’arancione e il rosso, che al momento del tramonto illuminano ancora le nuvole più alte e sottili; la somma, con un giallo debole ed un rosso ancora bene presente, le colora di quel rosino di cui risplendevano stasera. Nello stesso momento più in basso, a Livorno, anche il giallo era ormai disperso; quindi al di fuori delle nuvole vedevamo un cielo più vicino al rossastro».
Ma perché il cielo non è sempre rosa al tramonto? «Dipende dal tipo di nuvole, da quanto vapore acqueo c’è in atmosfera. Oggi l’aria è piuttosto asciutta nello strato tra i 3 e i 10 chilometri, quindi c’è meno dispersione perché c’è meno vapore acqueo. E il cielo al tramonto si è colorato di rosa. Quando invece il vapore acqueo è consistente i colori diventano tutti meno vividi».

Lorenzo Catania prosegue: «Di solito quando il Sole è alto, invece vediamo il cielo azzurro; questo perché la luce è forte, e quindi la dispersione non arriva a limitare i colori che arrivano ai nostri occhi, tranne per gli ultimi: violetto, indaco ed azzurro. Solo che l'occhio umano ha pochi recettori per cogliere il violetto, ed allora vediamo solamente il blu ed un po’ di indaco, che sommati danno appunto l’azzurro».

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