Il Tirreno

Livorno

Il progetto

Protti, Virzì, Bobo, Ruffini, Cardinali & c.: a Livorno i tarocchi raccontano la città, i suoi personaggi e le tradizioni

di Claudio Marmugi
Protti, Virzì, Bobo, Ruffini, Cardinali & c.: a Livorno i tarocchi raccontano la città, i suoi personaggi e le tradizioni

Un mazzo di 78 carte con quattro semi: remi, ponci, torta e gabbiani e la mostra a Villa Fabbricotti. Gli auopri Eppesteingher e Pelosini raccontano così la città: «Un grande lavoro»

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Livorno Paolo Virzì, Bobo Rondelli, la Zoppa di Montenero, Mario Cardinali, Igor Protti, Federico Maria Sardelli, Mamma Franca, Gigiballa, Paolino Ruffini, Fiorella di Gagarin – la mitologia livornese è servita ed è diventata uno splendido mazzo di settantotto tarocchi, disegnato da Tommaso Eppesteingher e curato da Giovanni Pelosini, autore anche del libretto di sessanta pagine che accompagna le carte.

L’intera opera, edita dall’Associazione Taro in collaborazione con il Museo Internazionale dei Tarocchi di Riola (in provincia di Bologna), verrà presentata, ad ingresso libero, sabato 11 novembre alle 17 alla Biblioteca Labronica "F. D. Guerrazzi" di Villa Fabbricotti, alla presenza degli autori.

Un lavoro molto complesso quello dietro alla realizzazione del mazzo, frutto di diversi anni di lavoro. «Ho conosciuto Pelosini in commissione ad un esame di maturità, qualche anno fa», spiega Eppesteingher. «Giovanni aveva già pubblicato diversi libri e mazzi di tarocchi a livello internazionale e quando ha visto le peculiarità del mio disegno mi ha proposto di cimentarmi coi tarocchi livornesi».

Pelosini è un’autorità nel campo della simbologia e dell’esoterismo, con oltre trecento pubblicazioni nel settore, tradotte in tutto il mondo. «Coltivo l’idea dei tarocchi livornesi da almeno 12 anni. Sono i primi in assoluto dedicati ad una città», racconta l’autore. E ancora: « È curioso notare che la città di Livorno nasce più o meno nello stesso momento dei tarocchi, che fanno la loro comparsa in Italia nel Rinascimento».

Tra le curiosità che Pelosini ha inserito nel libro che accompagna l’opera c’è un profilo di Francesco de’ Medici, fratello di Ferdinando, che era esoterista e alchimista, e che sembra avesse scelto il giorno preciso in cui posare la prima pietra della città (il 28 marzo 1577, con Marte e Venere congiunti, affinché Venere fosse il nume tutelare della città).

«Nel mazzo ci sono 4 semi – continua Pelosini – Ponci, Torte, Remi e Gabbiani, che richiamano i massimi emblemi della livornesità». Eppesteingher, matita satirica del Vernacoliere fin dal 1989 e dal 2011 anche vignettista del Tirreno, ha messo tutta la sua arte a disposizione del progetto: «È un onore arrivare ad illustrare un mazzo di tarocchi, è una specie di passaggio quasi obbligato nella carriera di un disegnatore. Negli ultimi cinquant’anni, Jacovitti, Milo Manara, Leo Ortolani, Sergio Toppi, Giuseppe Palumbo e lo stesso Federico Maria Sardelli hanno realizzato i loro mazzi di tarocchi a tema».

L’opera è un grande omaggio alla città: «Sono nato a Vada – aggiunge Pelosini – Per me Livorno era ‘la Città con la C maiuscola’. Inizialmente avevo pensato di illustrare le carte attraverso fotografie. Quando ho incontrato Tommy, con il suo stile ironico e tagliente, ho capito che era la persona giusta per questa avventura». Il mazzo, sarà prodotto per la vendita in tiratura limitata di 500 copie. Alla presentazione è abbinata anche una mostra: da oggi a domenica 3 dicembre alla Biblioteca Labronica rimarranno esposte 30 stampe dei tarocchi, con vernissage in apertura e finissage di chiusura. Il vernissage sarà presentato da Lorenzo Pelosini (scrittore, sceneggiatore e regista) alla presenza dei due autori, del duo musicale Francesco Caprina e Riccardo Stivé e con una rappresentanza del Sodalizio Muschiato (il finissage sarà il 3 dicembre, con visita guidata alla mostra e conferenza sui tarocchi).

L’organizzazione degli eventi è curata dalla Coop Itinera, in collaborazione col Comune e la Biblioteca Guerrazzi.
 

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