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Livorno, Leonardo da Vinci e i segreti del Volto di Giuda: è il disegno che lega il maestro alla città e alla grande mostra che inaugura il 20 dicembre. Tutte le novità
L’opera rappresenta uno studio del maestro per realizzare il capolavoro dell’Ultima Cena, lo studioso Massimo Signorini racconta la storia della famiglia livornese che possedeva l'opera: gli eredi saranno all'inaugurazione
Livorno Una grande mostra su Leonardo da Vinci legata anche alla storia della città. Trame che si insinuano nel periodo fascista e che portano a galla la storia della famiglia Nunes, livornesi di origine ebraica. Del Maestro possedevano “Il volto di Giuda”, quel disegno attribuito al genio vinciano chiamato anche “L’uomo della bietta” (i ricercatori lo hanno ritenuto uno studio per Giuda dell’Ultima Cena). È uno dei lavori originali di quel Rinascimento che forse andrà a caratterizzare il Natale della città di Livorno, quest’anno.
Sono le ricerche durate 8 anni dello studioso Massimo Signorini, presidente dell’Accademia degli avvalorati, a raccontare questa storia che impreziosirà l’ultima delle prestigiose esposizioni organizzate dal Comune di Livorno al Museo della Città. Inaugurazione il 20 dicembre, finissage il 1 aprile: tre mesi all’insegna di disegni originali del Maestro e di opere di artisti vinciani. «Un evento di respiro internazionale», come lo ha definito con orgoglio il sindaco Luca Salvetti nelle settimane scorse al Tirreno. «Un po’ di Umanesimo per ricordarci chi siamo», aggiunse l’assessore Simone Lenzi. La mostra è costata all’amministrazione 900mila euro. «All’inaugurazione della mostra ci saranno anche gli eredi di quella famiglia Nunes che un tempo possedeva il capolavoro attribuito a Leonardo», racconta Signorini che ha dedicato il volume “Alla ricerca del Volto di Giuda” a Luigi Gallo, oggi direttore della Galleria Nazionale delle Marche a Urbino, erede della famiglia Nunes. C’è grande fermento in città “Leonardo da Vinci: ordine, bellezza e invenzione”, che sarà curata dalla storica dell’arte Sara Taglialagamba e realizzata da Metamorfosi srl di Roma che si è occupata dell’organizzazione della mostra di Banksy.
Il volto di Giuda
Sarebbe bello vedere questa opera dal valore inestimabile tra quelle in mostra. Oggi si trova all’Archivio centrale dello Istituto Centrale per la Grafica di Roma. L’opera è fragile, da vedere se il Comune riesce a “portarla” a Livorno. Signorini racconta il filo che la lega alla città. E lo fa sfogliando il suo volume “Alla ricerca del Volto di Giuda”, frutto di 8 anni di ricerche, con l’aiuto di Matteo Giunti.
Lui è anche l’autore di un dossier consegnato ai Carabinieri di opere trafugate alla città durante la guerra. «Sono due gli aspetti che legano Leonardo a Livorno: quello di documenti di cartine geografiche del Quattrocento dove lui di suo pugno individuò la città di Livorno. E il disegno autografato “Il Volto di Giuda” attribuito a Leonardo : fu acquistato nel 1915 da Ilo Giacomo Nunes, era una famiglia di origine ebraica, molto abbiente e culturalmente di altissimo livello, il padre Leonino Nunes era amico stretto di Mascagni e Puccini. L’opera fu acquistata dai Nunes dal pittore torinese Giuseppe Bocciarelli». Per anni, quindi, l’opera di Leonardo è rimasta a Livorno. Fino a quando, in odor di leggi razziali, Nunes offrì il disegno al direttore Paul Joseph Sax del Fogg Art Museum della Harvard University di Cambridge (Massachusetts) che si trovava per lavoro in Italia. Il direttore resosi conto della enorme importanza del disegno lo donò allo Stato Italiano. E qui restò. «Questo disegno – chiude Signorini – è duplice, fronte-retro: sembrano caricature una di profilo, l’altra di un vecchio seduto».
Date, costi e biglietti
Da Modigliani a Leonardo da Vinci. L’obiettivo anche per la mostra su Leonardo è quello di raggiungere e perché no, superare i 110mila visitatori, quelli registrati per Modì. «L’amministrazione comunale sosterrà le spese per i servizi riguardanti l’organizzazione e la gestione della mostra per una spesa totale quantificata in 905.586 euro», si legge nella delibera di giunta pubblicata l’altro ieri. E ancora: i proventi stimati al momento sono di circa 660mila euro”. In delibera si leggono anche gli orari di apertura della mostra come dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19; sabato, domenica e festivi dalle 10 alle 21.Il 24 dicembre e 31 dicembre chiusura alle 20. Per i biglietti questo pil piano l'ingresso alla mostra approvato (con successivi provvedimenti, tale piano potrà essere integrato con tariffe per gli sponsor), biglietto intero 15 euro; ridotto 10 euro (sotto 18 anni, sopra 65 anni, studenti di ogni ordine e grado, gruppi sopra le 20 persone). Scuole per ogni bimbo 5 euro; visite guidate 75 euro( max 25 persone ); audioguide 3 euro; visita guidata per le scuole 2 euro a bimbo; visita guidata + laboratorio 5 euro; cumulativo con Museo Fattori 18 euro.
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