Il Tirreno

Livorno

La ricorrenza

«Io preside a vita»: Mumolo al Nautico di Livorno per i suoi cent'anni

di Franco Marianelli
La festa
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La festa

Festa a sorpresa e applausi per lo storico dirigente dell'istituto: «Ho sempre fatto il mio lavoro con dedizione e sono felice che oggi ci siano qui tante persone affezionate»

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LIVORNO. «Ho sempre fatto il mio lavoro con dedizione e sono felice che oggi ci siano qui tante persone affezionate». A parlare è il “preside a vita” Francesco Mumolo, insegnante che non ha mai smesso, dopo il pensionamento di 30 anni fa, di avere a cuore le sorti dell’istituto tecnico Nautico Cappellini. E che non ha mai reciso i rapporti con insegnanti e allievi. Per i suoi 100 anni ci sono tutti nell’aula magna della scuola: 200 persone per lui che è ed è stato “il preside” della scuola per definizione. Prof attuali e del passato, vecchi studenti e nuove matricole, amici e familiari. La festa è a sorpresa: il festeggiato sta per entrare, la vice preside Francesca Bernini (la preside Torrombacco è assente per impegni professionali) invita al silenzio (“Siete peggio dei figlioli” sospira).

Un lungo applauso lo accoglie ma soprattutto esplode un coretto intonato da alcuni ex studenti. «Evviva il nostro preside Francesco Mumolo», ripetuto più volte. Il preside si volta verso di loro, sorride e ammicca con un sorriso ad uno di loro come a dire: «Mi ricordo di te birbante».

Il coro ha una storia ed è lo stesso Mumolo a ricordarla. «Era il 4 ottobre giorno del mio onomastico e passando dalla sala dove i ragazzi facevano ricreazione mi intonarono il coro e mi offrirono dei pasticcini per la festa di san Francesco». Il primo intervento è quello del sindaco Luca Salvetti: «Quando ero giornalista di Telegranducato lo intervistavo spesso, sempre interventi di grande spessore, un fiume in piena – sorridono al ricordo sia il sindaco sia Mumolo – Era un problema poi interromperlo».

I ricordi si perdono poi negli interventi di alcuni ex studenti. Marino Biancotti, capo pilota del porto: «Umanità e bonaria autorevolezza i suoi tratti distintivi, a volte capitava che sostituisse il docente di Navigazione. Le sue lezioni me le ricordo ancora». Poi Fabrizio Vespignano a nome dell’associazione Atena che dona al “preside” una targa ricordo. Il capitano di vascello Massimo Vitti ripercorre i rapporti con il preside ricordando «oltre alla grande professionalità e umanità quel sottile senso di humour anticipato da un sorrisetto ironico». L’ex insegnante di lettere Fabrizio Pincelli ricorda le lotte di Mumolo per la qualificazione del Cappellini: «È grazie a lui se qui abbiamo la materia di Automazione Navale e se certi corsi professionali, obbligatori per chi si diplomava al nautico, sono poi diventati parte del percorso didattico e non a pagamento come prima».Dalla natia Adelfa (Bari) Mumolo si laureò all’Università di Napoli in Scienze della Navigazione per poi prestare servizio come ufficiale sulla cacciatorpediniere Grecale. Dopo l’8 settembre partecipò alla guerra di Liberazione. Poi passò all’insegnamento prima Savona, Genova poi al Cappellini dove prese anche moglie: nel 1955 le nozze con la collega Laura Leonardini scomparsa all’età di 98 anni. I figli Gloria, Giovanni e Paolo nei loro interventi hanno ricordato «come papà arrivasse a casa sempre tardi e noi un po’ ci lamentavamo ma guardando questa platea capiamo oggi come nostro padre avesse al nautico molti altri figli». l


 

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