Il Tirreno

Livorno

La città che cambia

Porto turistico a Livorno, l'annuncio: «Entro la fine dell’anno arriverà l'ok»

di Flavio Lombardi

	Il presidente dell'Authority, Luciano Guerrieri, col sindaco Luca Salvetti
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Il presidente dell'Authority, Luciano Guerrieri, col sindaco Luca Salvetti

Il presidente dell'Authority, Luciano Guerrieri, Guerrieri sulla concessione: «La Bellana? Già pronti sette milioni». Intanto con il Comune firma l’intesa sulla pianificazione

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LIVORNO. Le firme su un protocollo di intesa per la Livorno che sarà, fra il Comune e l’Autorità di Sistema Portuale, sono state poste ieri mattina a Palazzo Rosciano tra il presidente Luciano Guerrieri ed il sindaco. Un documento che manifesta la volontà di condividere la pianificazione territoriale e il coordinamento sulle scelte urbanistiche e portuali. Ci vorranno anni per alcune cose, molto meno per altre. Come l’ok entro questo 2023 per la concessione del porto turistico lì dove dovrà essere realizzato, cioè nella zona di specchio d’acqua sul quale si affacciano gli Scali Novi Lena, e i 7 milioni già pronti sul tavolo da parte dell’Autorità per andare a gara nel 2024 e dare finalmente le gambe all’area destinata al diporto della Bellana. Non più discorsi, ma realtà. Con l’opera di cui si parla dalla notte dei tempi, da finirsi nel 2025.


Come ha spiegato Guerrieri, l’Autorità ha fra i propri compiti e strumenti il documento di pianificazione strategica di sistema portuale che definisce gli obiettivi di sviluppo macro e gli ambiti portuali e retro portuali di interazione porto-città. A questo, seguono i piani regolatori dei singoli porti e i contenuti sistemici dei diversi scali marittimi. Scelte che richiedono il coordinamento con gli strumenti urbanistici comunali, certo più ampi delle esigenze del porto. Occorreva mettere per iscritto, certe scelte che interessano piano strutturale e piano operativo, insomma. La volontà di fare un balzo in avanti, ha fatto il resto. Il protocollo definisce il riferimento per gli obiettivi generali, stabilisce compiti dei due enti e modalità di collaborazione. «Uno scambio continuo - dice Guerrieri - dove si è deciso i perimetri dell’ambito portuale, un lieve aumento della perimetrazione che oggi include anche le aree retro portuali che prima erano esterne al porto e infine lavorato sulle aree di interazione porto-città che sono nella nostra pianificazione, ma soprattutto sono in quella comunale che ha competenza esclusiva. Trovando uno strumento nuovo, quello delle aree di influenza città-porto, cioè aree lontane dal porto ma dove è presente una influenza portuale di tipo logistico ed è richiesta particolare pianificazione. Tutto serve per far fronte ai grandi cambiamenti».

I programmi

Salvetti fa il proprio focus. «Mi sono insediato nel 2019 e in una delle prime riunioni e pur notando buona volontà, il quadro era di sostanziale distanza di idee tra i due soggetti. Colpa di nessuno. Mancava concretezza per avere delle visioni e integrare esigenze del porto con quelle della città. Poi, è cominciato un cammino nuovo che ci ha consentito dì focalizzare alcuni grandi temi e poter scegliere insieme gli strumenti giusti. Superate posizioni diverse, talvolta. Le aree a cui ha fatto riferimento Guerrieri sono uno degli elementi di novità. Livorno ha spazi prettamente portuali, ma anche quelli a vocazione portuale che prima non rientravano nella programmazione. Troveremo dalla fortezza vecchia, alla stazione marittima, alla viabilità di ci tura dove insiste via Leonardo Da Vinci, fino allo Scolmatore e l’interporto e si capisce come non possa essere considerato un intreccio intelligente fra urbanistica e pensiero di sviluppo. Servivano certezze, e abbiamo tracciato una linea che andrà oltre i nostri mandati. Siamo chiamati a completare parti d città che da decenni aspettano di essere completati. Le officine, sono un esempio. Ma abbiamo il porto turistico, il tema sulla fortezza vecchia che doveva essere inserita in una prospettiva generale, la stazione marittima. Tasselli che ci daranno grandi soddisfazione». Un lavoro apprezzato nelle stanze del consiglio superiore dei lavori pubblici guardando proprio all’aspetto influenza città-porto.

Il lavoro di Paroli

È il segretario segretario generale dell’Autorita’ di Sistema, Matteo Paroli che interviene a nome di tutti i professionisti che hanno studiato ogni particolare di un piano faraonico. «È un percorso di inizio, questa intesa ci consentirà di gettare le basi per la rivisitazione dei piani regolatori di sistema portuale che la riforma del 2016 ha individuato come strumenti innovativi rispetto al passato. Un passaggio non solo formale, ma la riscrittura del piano regolatore di sistema portuale che vedrà nel piano regolatore del porto di Livorno un fulcro negli sviluppi dei traffici». Ma il protocollo prevede tanto altro.

Darsena Europa

La pianificazione, per dirla come Guerrieri, è “la premessa del fare” e il protocollo dovrà pensare anche a risolvere nodi importanti come il ponte del Calambrone che non riguarda competenze solo dell’Autorità di Sistema e il comune di Livorno. Si prevede la possibilità di progettare e realizzare, attraverso la lungimiranza e senza far varianti, opere strategiche. La viabilità di cintura, il nuovo accesso al porto, infrastrutture per le quali vanno trovate risorse. Sui beni culturali, il federalismo culturale-demaniale permetterà una più agile e senza vuoti di competenza gestione della fortezza e dei fossi. Si pensa senza sosta alla Darsena Europa, alla Dia passata già in Regione, e il dialogo proficuo che c’è con Roma, e l’11 dicembre che potrebbe essere il giorno in cui il governo formalizza il proprio parere. In merito a un intervento gigantesco che potrebbe andare almeno in parte molto presto in attuazione. La cassa di colmata è enorme, la metà sulla quale già oggi si lavora in termini di consolidamento potrà essere utilizzata in tempi non biblici. In aggiunta ai lavori sui moli foranei. Si aspetta l’avvio per poter bandire la parte che riguarda l’intervento privato. “Che si potrebbe completare, più o meno nei termini del progetto pubblico, lasciando al privato la realizzazione un tratto di banchina e le sovrastrutture” dice ancora Guerrieri. Che prosegue sull’argomento water front, la digitalizzazione, l’efficientamento dell’ultimo miglio ferroviario e non solo; perché non ci si dimentica dei 300 milioni sulla ferrovia che determineranno, una volta stanziati, un innalzamento della competitività del nostro porto. Livorno si proietta verso il 21esimo secolo. Era l’ora. Buon protocollo a tutti.
 

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