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A Livorno, l'ex cinematografo delle Terme del Corallo e il progetto di film d' essai e proiezioni di Gabbrielli (Arsenale): "Siamo interessati, ecco i motivi"

di Franco Marianelli
A Livorno, l'ex cinematografo delle Terme del Corallo e il progetto di film d' essai e proiezioni di Gabbrielli (Arsenale): "Siamo interessati, ecco i motivi"<br>

Il volto noto del cineclub di Pisa racconta: "Partecipiamo al bando del Comune, da verificare gli aspetti normativi della gestione"

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Livorno Il giorno nel quale il “Cinematografo” delle Terme del Corallo avrà una nuova vita, sperimenterà sicuramente emozioni simili a quelle del protagonista “Nuovo Cinema Paradiso”.

Perché il progetto c’è. Le intenzioni dell’assessore Simone Lenzi ci sono ed è pure pronta la manifestazione di interesse ad hoc, con scadenza 27 di novembre.

Si parla di una spesa di poco più di 455mila euro da sostenere per quanto riguarda i lavori alla struttura, adesso inagibile e malmessa, e un canone concessorio individuato in circa 11mila euro all'anno. «In realtà in passato le proiezioni che vi furono effettuate nei primi anni del secolo furono scarse – racconta Lenzi – furono realizzate a cura di quei pionieri- impresari che giravano le sale d’Italia trasportando le rudimentali cineprese sulle proprie auto, assieme alle bobine».

La trama labronica però sarà opposta a quella disegnata da Giuseppe Tornatore nel suo celebre capolavoro: nel film la sala cinematografica cadrà in rovina, a Livorno, se tutto andrà come previsto, dai ruderi della dependance delle Terme, chiamata “la Stecca” per via della forma a parallelepipedo - ricorda sempre Lenzi -del locale nato appunto come sala cinematografica», rivivrà un cinema.

«Per l’esattezza un cinema d’essai», è la specifica dell’assessore. Poi, si veste quasi i panni di sceneggiatore, letterato e musicista, nell’annunciarci l’ apertura dei termini per la «manifestazione di interesse bandita l’altro ieri dal Comune e aperta a tutte quelle realtà interessate alla stipula di una convenzione con l’ente locale per far sì che il “Cinematografo” torni appunto ad essere tale». Il palazzo in questione è quello collocato su lato dell’area delle Terme in via Ugo Foscolo, la via parallela di via Donnini. È di 400 metri quadri. «Ovviamente chi vorrà farsi carico della cosa dovrà assumersi l’onere della ristrutturazione dei locali -aggiunge l’assessore – ma siamo sicuri che ne varrà la pena». A ricordare quella che fu l’attività storica è rimasta sopra una parete della Stecca l’immagine di una specie di satiro raffigurato con una sorta di barba biforcuta, immagine posta sopra la scritta “cinematografo”.

«Probabilmente – prosegue Lenzi – è una figura tratta dalla Lodoletta, una delle opere di Pietro Mascagni. D’altra parte sulle pareti sono rimaste anche altri ricordi legati alle sue opere».

E c’è già chi, per l’eventuale convenzione, si è fatto avanti ancor prima della pubblicazione della “manifestazione”. Un livornese doc che abita a Pisa.

«Da tempo abbiamo già informalmente fatto sapere alla amministrazione comunale - confida Alberto Gabbrielli che risponde al Tirreno dalla Garfagnana, intento nelle riprese di un film, volto noto del famoso cineclub pisano l’Arsenale - di un nostro potenziale interesse per l’affidamento. Ora ovviamente dovremo prendere atto del bando comunale ma sono fiducioso sulla possibilità di un positivo finale. Se la cosa andasse avanti senza intoppi dovemmo poi verificare l’aspetto “normativo” della gestione ovvero se far della Stecca un cineclub (solo per soci) o una struttura aperta a tutti. Ma presumo sia presto per parlare di questo». Gabbrielli ci tiene a dire che è un livornese purosangue. Così immagina la risposta dei livornesi all’auspicata apertura.

«Guardi le rispondo con un dato: a Pisa abbiamo abbiano circa settemila soci “cinefili” iscritti alla nostra associazione. Sa quanti di questi vengono da Livorno ? Almeno un terzo». l


 

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