Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Livorno, addio a Pastacaldi, anima dell’Atleti: «È stato il pioniere delle sale da ballo»

di Claudia Guarino
Arrigo Pastacaldi
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Arrigo Pastacaldi

Lo storico albergatore livornese aveva 83 anni. Il ricordo dei figli: «Ha accolto i big della musica italiana»

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LIVORNO. Quello stanzone cominciò ad animarsi per davvero alla fine degli anni Sessanta. Era il ruggente 1968 quando «il pioniere delle sale da ballo» ebbe l’idea di trasformarlo in una discoteca. Del resto lo spazio era tanto. Ed inutilizzato per la maggior parte del tempo. Perché, dunque, non puntare su musica e danze? E alla fine quella di Arrigo Pastacaldi è stata la scelta vincente. Perché all’allora Atleti – un albergo ma non solo – «ha fatto ballare quattro generazioni di livornesi».

Pastacaldi è morto un paio di giorni fa nella sua casa, dopo un malore improvviso che l’ha colto nel sonno. Aveva 83 anni e lascia un grande vuoto nei cuori delle tante persone che lo amavano. In quelli degli ex clienti e degli amici e soprattutto in quelli dei familiari: la moglie Gloria e i figli Monica e Andrea. E in tanti ieri pomeriggio si sono riuniti alla chiesa della Santissima Trinità, in Borgo dei Cappuccini, per dargli l’ultimo saluto durante il funerale curato dal servizio di onoranze della Misericordia di Livorno.

Atleti, gli anni d’oro

Racconta la figlia Monica: «Babbo è stato un pioniere nel suo settore». Aveva iniziato negli anni Sessanta e «prima aveva il Taco Paco di via Paoli, poi diventato Big Ben negli anni Settanta. Gestiva anche un locale a Pisa». Oltre all’hotel Corsica di corso Mazzini e al locale che ha fatto la storia, sua e della città: l’Atleti di via dei Pensieri. Un albergo, certamente. Ma anche una sala da ballo molto conosciuta e frequentata. «Babbo ha fatto venire tanti big della musica italiana. Da lì è passato Rento Zero, per esempio. Ma anche Mia Martini, Patty Pravo, i Pooh, i New Trolls. E tutti i gruppi livornesi». Giorno dopo giorno fino al 2015, anno della chiusura, anche se gli anni d’oro ormai erano passati. «All’Atleti c’erano le canzoni nuove sei mesi prima rispetto agli altri locali. Questo perché babbo e mamma andavano a prendere i dischi in Svizzera».

«Un uomo speciale»

Arrigo Pastacaldi aveva deciso di creare la sala da ballo, oltre all’albergo, perché «vedeva la sala enorme del ristorane che era nell’albergo e diceva: peccato non utilizzarla (oltre che per i pasti, ndr). Allora gli venne in mente di organizzare feste in musica. Eventi che poi presero sempre più piede». E di aneddoti, ce ne sono stati tantissimi. «Mi ricordo, per esempio, una festa delle matricole dell’università di Pisa». Correva l’anno 1968 e «gli universitari alla stazione di Livorno incontrano il dj di Radio Montecarlo Awanagana. Lo "rapiscono" e lo portarono in consolle all'Atleti». Lì dove generazioni di livornesi hanno ballato la musica del momento. «Qualche anno fa in albergo venne Roby Facchinetti dei Pooh – racconta Monica Pastacaldi – e mi chiese di aprire la sala per fargliela vedere». Perché quelli dell’Atleti sono stati davvero anni d’oro. «Babbo è sempre stato avanti. Aveva una mente superiore e sfornava sempre mille idee, mille innovazioni». Per anni la sua più grande passione è stato l’Atleti di via dei Pensieri «e gli piaceva andare a mangiare fuori, specialmente nei locali nuovi. E così gli venivano le idee». Ma Arrigo Pastacaldi aveva anche un altro, grande, amore. «Adorava Livorno, la sua città».l
 

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