Il Tirreno

Livorno

Ambiente

Livorno ha perso quasi l’1% dei suoi alberi in dieci giorni: abbattute 280 piante su 40mila

di Flavio Lombardi
Un albero caduto
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Un albero caduto

L’analisi del Comune sul patrimonio verde: da Banditella a viale Italia i problemi maggiori a causa del tornado e delle raffiche di libeccio

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LIVORNO. Il forte vento di libeccio da metà ottobre ha fatto cadere o danneggiato gravemente, circa 280 alberi. Cinquantacinque solo da giovedì e venerdì scorsi. Questi i dati diramati dal Comune dopo il risveglio della città e in seguito alla riunione dell’unità di crisi, che ha messo in evidenza tutti i punti in cui la città ha riportato le ferite legate ai fenomeni legati del maltempo. Dati destinati comunque a essere in aumento, perché alcuni giardini privati hanno registrato cedimenti irreversibili di piante di leccio a dimora da quarant’anni, grandi e strutturate come molte di quelle presenti in piazza Dante. Avendo i proprietari fruito dell’intervento di giardinieri privati, non entreranno nelle statistiche di un 2 novembre nero che percentualmente ha distruttolo 0,7% del patrimonio verde andato perduto in meno di due settimane (in città, gli alberi, sono in tutto 40.000 ndr).

L’ufficio verde del Comune, paragonabile a un quartier generale in tempo di guerra. C’era da pensare agli alberi sulle strade pubbliche, quelli all’interno di proprietà Casalp, ma anche molti giardini di condomini che hanno beneficiato del lavoro delle molte squadre che per tutta la giornata e senza sosta, sono state impiegate. Quarantuno le piante direttamente di pertinenza dell’amministrazione, il resto è stato fatto per venire incontro a esigenze dei cittadini che non avrebbero avuto modo di far da soli. All’utilizzo degli operai del Comune si sono aggiunti i volontari della protezione civile (compresa quella provinciale) con le associazioni collegate, i vigili del fuoco. In via Filzi rimosso un bel pioppo di proprietà privata, così come quello in via Orosi. Pini e lecci, sono state le piante più colpite in virtù della presenza massiva di queste due specie sul nostro territorio: rispettivamente 7.000 e 4.000.

Per le tamerici sul lungomare si è deciso che l’ispezione sarebbe partita al termine della fase di emergenza. Pure i pioppi della stazione sono da monitorare dopo quello mastodontico venuto giù e come quello che è caduto a terra sul viale Ippolito Nievo. Ma si dovrà intervenire sui quattro ligustri alla stazione, come anche sui quattro fra ligustri e allori al parco Lorenzini. Sempre a livello parchi, segnalate situazioni da seguire attentamente con annessi eventuali interventi. A Villa Fabbricotti, tre alberi grossi sono sradicati e sono adagiati sull’erba, al “centro città” un pino risulta “allentato”, e quindi non più stabile. La cosa certa è che Livorno, che da tempo pianta abitualmente 300 nuovi alberi ogni anno per far fronte a un ricambio necessario dettato spesso da malattie, al prossimo giro avrà bisogno di incrementare il numero per non perdere nemmeno una pianta rispetto all’ultimo censimento effettuato. Sarà insomma un 2024 in cui gli alberi nuovi, saranno quasi 600, augurandoci di non vivere troppo spesso giornate come queste ultime. l

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