Gioco
Chef Salvini, in città la star vegana «Questi i piatti cucinati a Livorno»
Il guru delle ricette vegetali e i 10 anni della Casina di Alice: «L’ospite al centro»
Livorno «Questi dieci anni sono stati di crescita continua. Festeggiare il decimo anniversario è la chiusura di un ciclo, un numero tondo. Tra dieci anni saremo ancora qua». Con tanto entusiasmo per i primi dieci anni della Casina di Alice a fare gli onori di casa è Nicola Manganiello, socio del locale insieme a Giulio La Rosa e Barbara Luccini, oltre che cuoco della Casina. «E avere qua Simone è stato il miglior modo per festeggiare. Ho iniziato la mia carriera da cuoco vegano grazie a lui».
Insieme a Manganiello, infatti, la cena a 4 mani è stata preparata anche da Simone Salvini, cuoco milanese di fama internazionale, a Livorno per il decennale. Nel menù c’è lo “stuzzico”: carpaccio di zucca gialla, insalata russa e intingolo balsamico. L’antipasto? Due hummus colorati con crudités e cialde di pane. Come secondo piccoli strudel di pasta fillo ripieni di cannellini, fungo pleurotus e erbe con verdure cotte al vapore. «Ho rischiato di diventare livornese diversi anni fa. Nel 1977 mio padre, che lavorava nelle ferrovie dello Stato, fu trasferito da Firenze a Livorno» esordisce Salvini. «Ho dei ricordi bellissimi di Livorno: penso che rappresenti la Toscana all’ennesima potenza. E poi mi piace l’ironia del livornese». Ad amare i livornesi è anche Manganiello, arrivato da Padova 10 anni fa per aprire la Casina di Alice: «In città mi sono trovato molto bene. Quello che mi piace di più di Livorno sono i livornesi. Hanno un carattere molto esuberante si allinea con il mio». Salvini e Manganiello hanno preparato la cena per 40 persone lo scorso 31 ottobre. «Il piatto forte della serata è sempre l’ospite, la materia umana. Le persone sono uscite di casa per donarci il loro tempo, è un piccolo miracolo» afferma Salvini, che fa dell’arte culinaria ayurvedica il suo di piatto forte. «Questa cucina parla di tutte le sfaccettature del cibo: deve essere un nutrimento non soltanto per il corpo, ma anche per lo spirito» spiega Salvini, che sottolinea poi come l’elemento più importante del cibo sia quello sociale, soprattutto nella dieta vegana e vegetariana. «Con questo stile di dieta si mettono a tavola tutte le persone, e la cucina diventa universale». «In questi dieci anni la clientela si evoluta insieme a noi», si entusiasma Manganiello. Salvini ammette l’esistenza di un problema che riguarda quest’arte culinaria: «oggi non si trova la forza lavoro di cuochi specializzati nella dieta vegana. Questo dimostra che il futuro sarà sempre più verde: lo dicono sia gli scienziati che gli industriali». A convincere Salvini della bontà di una dieta salutare è anche la sua esperienza di cuoco: in passato ha cucinato un menù vegetale nella cucina degli onorevoli, alla Camera dei deputati. Ma in quel campo l’esperienza che più gli è servita è quando è stato chiamato come esperto di cucina vegetale, sempre a Montecitorio. «Alla conferenza sul cibo vegetale hanno partecipato politici di tutti gli schieramenti. È stato bello perché abbiamo discusso con il desiderio di trovare dei caratteri universali, senza contrapposizioni». Oltre a essere famoso in quanto cuoco, poi, lo chef Salvini ha anche la fama di essere un personaggio imitato dal comico Maurizio Crozza: «la mia imitazione del comico è fedele. Ma ora sono triste, perché non la fa più. Chissà, magari leggendo questo articolo a Crozza torna la voglia di imitarmi». l
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