Gioco
Maltempo a Livorno, rimossa la statua di Chia dopo i danni: fra 45 giorni tornerà restaurata
La "ballerina", divelta dal libeccio allo Scoglio della Regina, sarà rimessa in sesto nei laboratori e fra un mese e mezzo sarà in città
LIVORNO. La statua della ballerina posata su un basamento allo Scoglio della Regina inaugurata nel giugno del 2017 e opera dell’artista Sandro Chia è stata tolta ieri mattina e portata al sicuro all’interno dei magazzini comunali, pronta per partire entro metà settimana per raggiungere i laboratori dello stesso artista che, assieme alla sua squadra di collaboratori e restauratori, avvierà le operazioni per ricomporre la figura e restituirla alla nostra città in circa un mese e mezzo.
I danni sono importanti: gamba destra spezzata, così come pure entrambe le braccia. Una delle tante ferite che Livorno ha riportato in seguito al maltempo che si è abbattuto sulla nostra regione fra giovedì e venerdì scorsi. Il forte vento di libeccio l’ha divelta dal piedistallo, facendola poi cadere rovinosamente a terra. I monconi, nel frattempo adagiati sul lastricato del complesso universitari, erano stati spostati immediatamente per metterli al sicuro all’interno dell’edificio evitando ogni rischio che il moto ondoso li risucchiasse in mare. Lasciando però il pezzo più grande a terra. Era infatti necessario che le condizioni meteo cominciassero a dare tregua. Troppo pesante la statua infatti, per poter essere spostata durante la tempesta con dei mezzi idonei a imbracarla, garantendo piena sicurezza agli operatori che avrebbero dovuto portarsi sul posto.
Ieri mattina, finalmente, alcuni operai hanno potuto portare a termine l’operazione, caricando ogni pezzo su un furgone. La statua ha così raggiunto i magazzini per cominciare a essere imballata e preparata per il trasporto che la condurrà alla base dove nacque e dove la rimetteranno a nuovo. Insomma, si è immediatamente passati alla fase due: pensare al restauro. La pratica è passata con formula d’urgenza direttamente nelle mani del settore cultura con Giovanni Cerini, in coordinamento con l’assessore di riferimento, quello comunale allo stesso settore, Simone Lenzi.
È la seconda volta che questa opera abbisogna di interventi. Si ricorda il primo, quando fu macchiata lo scorso anno di vernice con una bomboletta da parte di vandali mai identificati. Un perizoma, scritte senza senso e scarabocchi a completare la bravata poi rimasta impunita. Un affronto alla collettività e alla sensibilità di un artista come quello fiorentino, conosciuto in tutto il mondo, esponente di spicco della Transavanguardia. Fu prezioso l’intervento allora, di un restauratore di fiducia indicato dallo stesso Chia, Francesco Patriarca, libero professionista. Un recupero tuttavia che fu eseguito in loco e quindi completamente diverso da quello di cui la “ballerina” necessita adesso. Dovrà essere affrontata infatti la fase di ricomposizione dei vari pezzi, risaldare cioè il bronzo con procedimento a fusione. «I laboratori di Chia sono già stati allertati – spiega Lenzi – e il restauro fatto da mani esperte, approvato di concerto con la Soprintendenza, non dovrebbe presentare neppure troppe problematiche nella sua esecuzione. Non dovrebbe neanche risultare troppo oneroso. I pezzi, fortunatamente, ci sono tutti e non produrre qualche parte ex novo. Si tratta, detta volgarmente, di rimettere tutto insieme. Operazione comunque delicata, che solo mani esperte possono eseguire senza che rimanga traccia dei danni che il bronzo ha subito». l
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