Il Tirreno

Livorno

L'emergenza

Maltempo a Livorno, ai Tre Ponti bimbi e genitori ripuliscono il centro del surf

di Francesca Suggi
Genitori e bimbi al lavoro ai Tre Ponti
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Genitori e bimbi al lavoro ai Tre Ponti

La mareggiata ha rotto le vetrate della struttura comunale e l’acqua è entrata. Gabbriellini: «La forza del volontariato: grazie alle famiglie della nostra scuola» 

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LIVORNO. La comunità che fa la differenza. Ai Tre Ponti. C’è Andrea Fulceri, il babbo della ex campionessa di windsurf della scuola, Alessia, che guida la ruspa per ripulire il piazzale da montagne di materiale portato dal mare. Con lui altri genitori e bambini con scope, pale e bustoni per far defluire l’acqua, togliere fango e raccogliere le plastiche. Sono una ventina in tutto. Le “famiglie del fango” sono a spalare per ripristinare la “loro” scuola di surf e windsurf che da oltre 20 anni fa della spiaggia dei Tre Ponti la sua base. Per aiutare quel centro dove i loro figli imparano gli sport acquatici. E tanti di quei bimbi sono lì a dare una mano alla Società sportiva Windsurf Livorno.

«In tempi record grazie al contributo volontario dei nostri bimbi, delle loro famiglie, degli amici siamo riusciti a liberare la struttura e il piazzale che sono stati inondati, travolti dalla mareggiata», è un ringraziamento all’ennesima potenza quello del presidente della società sportiva, David Gabbriellini che insieme al direttore Dario Guarducci portano avanti l’attività in quella struttura comunale da più di 20 anni.

«L’altro ieri a causa delle pompe intasate e dell’impianto che è vecchio eravamo completamente inondati e non potevano fare niente: all’interno c’erano 50 centimetri di acqua e quando ieri siamo entrati c’erano un sacco di cose che galleggiavano», racconta. La grande famiglia al salmastro subito si stringe intorno alla società sportiva. Per dare una mano. Sì, perché la forza della mareggiata e le ondate sono riuscite a spaccare le vetrate della struttura e l’acqua è entrata.

«Ci siamo ritrovati ieri, quando l’acqua è un po’ defluita, per cercare di sistemare: la ditta di Sergio Bianchi di Pontedera ci ha fornito l’escavatore guidato dall’operatore Andrea Fulceri che è il padre di Alessia, ex campionessa di windsurf della scuola ed è stato un apporto fondamentale per togliere materiali e detriti».

Gabbriellini ci tiene a sottolineare che per tutto il tempo è stato in diretto contatto con i responsabili della protezione civile. «In questi momenti dobbiamo tutti darci una mano – ribadisce – Capiamo che il Comune ha tante emergenze legate a quello che è accaduto in città». L’unione, come sempre, fa la forza. E la differenza. «Non è la prima volta che il centro viene inondato, ne abbiamo vissute almeno altre 4 o 5, ma in 20 anni che siamo qui questa è stata la più forte, senza ombra di dubbio».

L’obiettivo della società sportiva Centro Surf Tre Ponti è quello di salvaguardare la struttura e l’attività. «Ringraziamo di cuore tutte i bambini della nostra scuola e le loro famiglie che subito ci hanno chiamato per capire come potevano aiutare e che sono venute per togliere fango e detriti, senza di loro non ce l’avremmo mai fatta». E chiude: «I bambini hanno anche raccolto le plastiche portate dal mare sulla spiaggia». l
 

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