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Livorno, azzannata dai pitbull, il soccorritore Gabriele: «Erano macchine da guerra e l’avrebbero ammazzata»
È lui che con il tatuatore Denny Ietro e una terza persona hanno salvato la donna sbranata da cinque cani in corso Amedeo
LIVORNO. «Quei cani erano indemoniati, come macchine da guerra. Li ho colpiti in tutti i modi, con calci e pugni, ma senza sortire alcun effetto. Se al loro posto c’era un uomo, dopo i miei colpi, penso che sarebbe morto dal dolore. Ho usato tanta forza, ma è stata completamente inutile».
A parlare è Gabriele Polonia, cuoco e insieme al padre alla guida della macelleria di famiglia di via dell’Origine. È lui che con il tatuatore Denny Ietro di “Malasangre tattoo” e una terza persona (di nome Fabrizio) ieri mattina, attorno alle 11, ha salvato la donna sbranata da cinque pitbull in corso Amedeo. La signora, in quel momento, con il carrellino pieno di spesa stava tornando a casa dopo aver ultimato le commissioni al supermercato, come spesso le capita di fare. Mai, avrebbe pensato, di rischiare la vita per un gruppo di cani.
Gabriele, cosa è successo?
«Il vento ha aperto la porta dell’appartamento di questa persona, una donna peruviana che vive al piano terra della strada poco più avanti rispetto al tatuatore, e i pitbull sono scappati. Sono finiti contro questa signora: lei è caduta, è finita sotto di loro e non riusciva a fare nulla. Era sotto choc, dolorante, la stavano sbranando. Io sono stato attirato dalle urla della gente, non avevo mai visto niente del genere».
Come l’avete salvata?
«Abbiamo cercato in tutti i modi di distrarli: io li prendevo a calci e pugni, Denny usava una felpa per catturarne uno, mentre Fabrizio li colpiva con l’ombrello. Se non c’eravamo noi tre, sicuramente, questa donna sarebbe morta. Perché i cani volevano ammazzarla».
Senza motivo, per altro, visto che passava lì per caso.
«Sì, al suo posto avrebbe potuto esserci chiunque. Si è trovata lungo la loro traiettoria di fuga e nel momento in cui l’hanno investita, mentre si attaccavano fra di loro, è stata sbranata. C’era sangue ovunque per terra».
E poi?
«Sono riuscito a sollevare la signora e a caricarla su una macchina che aveva lo sportello aperto, una delle tante che si erano fermate in quel momento. Inizialmente, poverina, era preoccupata della spesa, totalmente sotto choc. Mi diceva: “Il carrello della spesa, ho il borsellino”. Questi cani volevano solo lei, era l’unica che stavano attaccando e non capisco perché. Quando l’ho presa con me, purtroppo, non riusciva neanche a reggersi in piedi».
E la proprietaria?
«Ha provato a fermarli. Ma è stata aggredita: era una maschera di sangue, con tagli ovunque. Questi cani facevano davvero paura, se hanno morso lei, che conoscono, figuriamoci cosa poteva succedere agli altri. Lo dico davvero: poteva essere una tragedia».
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